La PA ambiente di sperimentazione e ricerca: l’esperienza di Regione Puglia

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La vision che alimenta l’azione strategica regionale, che si focalizza sui temi della ricerca
industriale e dell’innovazione tecnologica, ha come obiettivo il
favorire una richiesta aperta alle piccole e medie imprese
e l’incremento della qualità della domanda di nuove tecnologie e servizi, a partire da quella
pubblica

24 Febbraio 2016

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Adriana Agrimi, Regione Puglia

Con la comunicazione “Appalti pre-commerciali: promuovere l’innovazione per garantire servizi pubblici sostenibili e di elevata qualità in Europa” (COM 2007 799), la Commissine Europea ha iniziato a far porre l’attenzione degli Stati membri sull’impiego della domanda pubblica per favorire l’attivazione di processi di ricerca, sviluppo e innovazione nei territori, allo scopo di rispondere a precise sfide sociali. Le più recenti direttive europee (2014/24-25/UE) sugli appalti pubblici riprendono i temi della ricerca e dell’innovazione, comprese l’ecoinnovazione e l’innovazione sociale quali principali motori della crescita futura e come fattori centrali della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Le sollecitazioni comunitarie sono state colte dalla Regione Puglia già nel precedente periodo di programmazione 2007-2013, puntando sulla creazione delle condizioni per offrire alle imprese un mercato favorevole all’innovazione (2006 – Aho Group Report “Creating an Innovative Europe”) e varando specifiche misure a sostegno della domanda e dell’offerta tecnologica indirizzate a diversi Livelli di Maturità Tecnologica (TRL-Technology Readiness Level).

Si va da azioni di supporto per favorire le aggregazioni tra le piccole e medie imprese e sistema della ricerca con i Partenariati per l’Innovazione, alle iniziative ponte dei più recenti interventi in materia di cluster, Living Labs e Open Labs. Nell’attuale periodo di programmazione 2014-2020 a partire dagli elementi di base che costituiscono la Strategia regionale per la ricerca e l’innovazione basata sulla Smart Specialisation (SmartPuglia 2020 – Documento S3 Regione Puglia) si intende capitalizzare le precedenti esperienze sviluppando ed estendendo l’adozione di strumenti di domanda pubblica puntando a rafforzare le connessioni con i fabbisogni emergenti dal territorio in una pluralità di settori al fine di promuovere nuovi mercati per l’innovazione. Ma qual è la vision che alimenta un’azione strategica focalizzata sui temi della ricerca industriale e dell’innovazione tecnologica? In primis l’intento di favorire la cultura di un’innovazione aperta specificatamente nel settore delle piccole e medie imprese. In secondo luogo l’obiettivo di puntare sull’incremento della qualità della domanda a partire dalla domanda pubblica di nuove tecnologie, servizi e processi che siano in grado di affrontare le sfide sociali regionali.

Come e’ noto l’approccio dell’“innovazione aperta” è fondato su una logica di condivisione della conoscenza in cui clienti, fornitori, competitors ed altri attori esterni all’impresa sono inseriti nel processo di creazione e diffusione dell’innovazione. Non è necessario sviluppare totalmente all’interno la ricerca per generare valore. Costruire un migliore modello di business è più importante che arrivare primi sul mercato. Se siamo in grado di valorizzare le migliori idee, siamo vincenti sul mercato. Peraltro la trasformazione della società operata dalla globalizzazione e dalla diffusione pervasiva delle nuove tecnologie digitali ha ridisegnato le dinamiche della domanda e dell’offerta di prodotti, servizi e conoscenze, rendendo disponibili su scala globale le risorse e le conoscenze di alta qualità e rendendo centrale il ruolo dei consumatori quali effettivi drivers dei processi di innovazione. Quindi, in futuro, le aziende avranno bisogno di diventare più aperte, cioè di imparare dai loro clienti e di collaborare con i competitori, ma anche, di contro, di assumersi una maggiore responsabilità sociale (SmartPuglia 2020 Documento S3 Regione Puglia). In questo scenario si impone una domanda pubblica più intelligente più capace di mettersi in relazione con lo stato dell’arte delle tecnologie. Le sfide globali richiedono nuove soluzioni, che rappresenteranno un’opportunità di business enorme e uno dei fattori di stimolo più importanti. Ma nuove soluzioni inevitabilmente coinvolgono l’intervento condiviso delle istituzioni pubbliche: strumenti, regolazioni, standard, normative, modalità di appalto, etc. Le istituzioni, grazie a questo meccanismo, da soggetti con la funzione di mero controllo del processo di innovazione, diventano soggetti capaci di determinarlo, influenzarlo e accompagnarlo, sostituendo e/o affiancando all’impegno per sostenere il possesso della conoscenza e delle risorse, quello per promuovere la capacità di usare la conoscenza diffusa per innovare.

La Regione Puglia e la società in house InnovaPuglia hanno a tale scopo disegnato insieme alcune Azioni Ponte, nate per congiungere i due cicli di programmazione consolidando iniziative pilota intraprese dalla Regione Puglia (LivingLabs, Pre Commercial Procurement, ect.) come modalità innovative di connessione tra bisogni pubblici di prodotti e servizi innovativi non ancora presenti sul mercato e la capacità del sistema imprenditoriale e della ricerca. L’intento è quello di promuovere ambienti per la sperimentazione di nuove tecnologie (prodotti, servizi) in condizioni reali, in un’area geografica definita e per un periodo di tempo limitato, con l’obiettivo di testarne la fattibilità, la performance ed il grado di utilità per gli utenti finali (cittadini, imprese, consumatori, pubbliche amministrazioni, ecc.). Le aree di intervento per gli Open Lab (azione specifica di intervento attuata anche attraverso lo strumento degli appalti pre commerciali), emerse come sfide sociali prioritarie a cui corrispondono masse critiche di competenza esistenti sul territorio sono da ricondursi ai temi:

  1. gestione e prevenzione dell’inquinamento (in particolare, qualità dell’aria);
  2. gestione delle risorse naturali (in particolare, risorse idriche);
  3. invecchiamento attivo ed in salute;
  4. monitoraggio del territorio (in particolare, servizi e contenuti digitali innovativi).

Sul tema iii), una prima azione pilota di PCP (pre-commercial procurement) regionale è stata avviata nel 2012 (DGR 1779/2011) nell’ambito dell’Indipendent living su due principali macroaree tematiche:

  • assistenza e inclusione
  • sicurezza e salute

Appaltando servizi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, inclusa la validazione e sperimentazione di prototipi, volti ad accrescere specifiche funzionalità per il miglioramento della qualità della vita indipendente delle persone in condizioni di fragilità. Nella procedura a più stadi avviata con un foresight tecnologico è stata prevista una fase di ricerca e sviluppo e una successiva fase di validazione e verifica dei prototipi al fine di poter valutare a valle della sperimentazione almeno due soluzioni concorrenti. Ad oggi le soluzioni giunte al termine del processo di selezione hanno consentito di confrontare due risultati prototipali che agiscono in ambito “sicurezza e salute” su patologie specifiche di diabete/obesità. Da un lato un approccio di tipo diretto basato sul monitoraggio in remoto di pazienti con affezioni del metabolismo, e dall’altro una soluzione che favorisce la continuità assistenziale, il miglioramento della qualità della vita e l’inclusione dei giovani con cronicità diabetica attraverso un serious game.

Un secondo appalto di servizi di ricerca per soluzioni innovative con specifici constraints e funzionalità e non presenti sul mercato è stato indirizzato ad affrontare le problematiche legate al tema delle “risorse idriche” nell’ambito più generale delle sfide sociali regionali sulla gestione delle risorse naturali. I fabbisogni di innovazione in questo caso sono da ricondursi al:

  • rilevamento e monitoraggio delle perdite idriche nelle reti di distribuzione
  • al trattamento, riduzione e riuso dei fanghi nei processi di depurazione delle acque reflue urbane.

La procedura di gara anche in questo caso a più stadi con l’obiettivo di salvaguardare il rispetto dei principi generali di apertura, non discriminazione, efficacia, concorrenza, parità di trattamento, imparzialità e trasparenza è stata predisposta al fine di assicurare il coinvolgimento di una pluralità di soggetti per ciascun fabbisogno di innovazione. In questo caso, nella fase preliminare di preparazione, si è deciso di avvalersi dello strumento della consultazione preliminare di mercato per informare il mercato anticipatamente in modo aperto e trasparente, mettere a fuoco il fabbisogno di innovazione, avviare un confronto sullo stato dell’arte delle tecnologie, sul potenziale di innovazione/mercato e sui requisiti funzionali.

La consultazione, avviata nel secondo quarto del 2015 con l’avviso pubblico (BURP N. 49 – 04/2015) per l’acquisizione di manifestazioni di interesse a partecipare alla procedura di consultazione preliminare di mercato ha visto il coinvolgimento, con proprie manifestazioni d’interesse, di circa 80 soggetti, operatori economici, istituti di ricerca e università distribuiti su dodici regioni italiane di provenienza. Al termine della Fase I sullo Studio di fattibilità lanciato nel terzo quarto del 2015, diciannove offerte sono pervenute entro i termini stabiliti (BURP N. 112 – 08/2015) in risposta ai due differenti bandi sul primo e sul secondo fabbisogno di innovazione. Il processo di procurement pre-commerciale non è ancora stato completato e in questi mesi è in corso la Fase II sulla Progettazione tecnica avviata con lettera d’invito agli operatori economici presenti nella graduatoria finale della Fase I. Un prezzo a base d’asta di € 625.000,00 su una procedura di selezione con criterio di aggiudicazione per offerta economicamente più vantaggiosa potrà consentire ai progetti vincitori (da un minimo di due ad un massimo quattro) di avviare la Fase III di prototipazione, test e sperimentazione. In quest’ultima Fase saranno testate e sperimentate le soluzioni innovative selezionate con l’obiettivo di valutare e confrontare sul campo in un contesto operativo reale pilota l’efficacia e la capacità della soluzione tecnica di rispondere alla soluzione in termini di qualità e completezza ai requisiti funzionali e prestazionali, nonché la sua sostenibilità lungo tutto il ciclo di vita. I diritti di proprietà industriale e/o intellettuale sono attribuiti in via esclusiva al Fornitore che ha ideato e realizzato la Soluzione Innovativa.