La tecnologia Wi-Max

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foto di ragazzo che cammina con pc -titolo: Looking for free Internet access

by Stefan Jansson

Con l’acronimo Wi-Max (Worldwide Interoperability for Microwave Access) si intende una tecnologia in grado di far viaggiare il segnale "dati" (quello di internet, per intenderci) via radio, utilizzando una particolare frequenza dello spettro elettromagnetico. In pratica come le radioline a pile che gli italiani portavano sempre con sé fino a qualche anno fa, per seguire "tutto il calcio minuto per minuto", il Wi-Max consente un accesso veloce ad internet anche in quei posti dove un cavo non arriverebbe mai, per questioni economiche, geografiche o ambientali.

4 Aprile 2008

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Tommaso Del Lungo

Articolo FPA
foto di ragazzo che cammina con pc -titolo: Looking for free Internet access

by Stefan Jansson

Con l’acronimo Wi-Max (Worldwide Interoperability for Microwave Access) si intende una tecnologia in grado di far viaggiare il segnale "dati" (quello di internet, per intenderci) via radio, utilizzando una particolare frequenza dello spettro elettromagnetico. In pratica come le radioline a pile che gli italiani portavano sempre con sé fino a qualche anno fa, per seguire "tutto il calcio minuto per minuto", il Wi-Max consente un accesso veloce ad internet anche in quei posti dove un cavo non arriverebbe mai, per questioni economiche, geografiche o ambientali.

Ovviamente il Wi-Max non è l’unica tecnologia senza fili per la diffusione del segnale "dati", ma a differenza del Wi-Fi, lo standard attualmente utilizzato, che risulta efficace esclusivamente entro distanze di pochi metri, il Wi-Max consente una copertura molto più ampia (fino a 74 Mbit/s in un raggio di circa 50 chilometri). Il termine Wi-Max in Italia circola da diversi anni già da quando le frequenze che trasportavano il segnale erano "bloccate" dal Ministero della Difesa che le utilizzava per le proprie comunicazioni. Anche per questo, anzi forse proprio per questo, il Wi-Max nel nostro Paese è stato spesso individuato ed invocato come rimedio miracoloso, panacea universale per tutti i problemi di ritardo, arretratezza e divario digitale che affliggono l’Italia. L’accordo tra il Ministero della Difesa e quello per le Comunicazioni risale alla fine del 2006 e, con la pubblicazione del bando per l’assegnazione delle licenze e la chiusura dell’asta del febbraio scorso, l’Italia si prepara a avere una propria rete Wi-Max (o forse è meglio dire più reti) e potremo toccare con mano se questa tecnologia rispecchia a pieno tutte le aspettative riposte.

Cosa dice il bando

  • 3 lotti di licenze – due a livello macro-regionale (le macroregioni individuate sono 7) ed una rilasciabile a livello regionale per un totale di 35 licenze;
  • 15 anni la durata della licenza rinnovabile;
  • Base d’asta che per il lotto regionale va dagli 80.000 euro del Molise ai 3 milioni della Lombardia e per l’area macro-regionale parte dai 400.000 euro della Sardegna fino ad arrivare agli oltre 3.4 milioni del lotto FVG, Veneto, Emilia-Romagna e Marche;
  • Le licenze per le macroaree sono cumulabili, ma ciascun operatore non potrà aggiudicarsi più di una licenza per ciascuna macroarea;
  • Tempi: l’ammissione alla gara va chiesta nei 45 giorni successivi alla pubblicazione del bando e la valutazione avverrà nei successivi 15 giorni. Da quel momento i partecipanti avranno altri 30 giorni per presentare le offerte e provvedere ai rilanci;
  • Previsione conclusione asta: entro febbraio 2008;
  • Garanzie: ogni aggiudicatario dovrà garantire una "significativa" copertura territoriale ed un "particolare impegno" nelle aree soggette a digital divide sulla base di un meccanismo a punteggio per cui su 60 punti da raggiungere 30 devono essere realizzati installando impianti nei Comuni a "digital divide totale". L’elenco dei comuni, suddivisi in tre aree a seconda del divario digitale è allegato al Bando di Gara;
  • Gli operatori avranno 30 mesi per realizzare quanto previsto dal bando. Trascorsi i 30 mesi dal rilascio del relativo diritto d’uso, gli aggiudicatari che non utilizzino completamente le frequenze assegnate, sono tenuti a soddisfare richieste di soggetti terzi di accesso alle frequenze stesse, sulla base di negoziazione commerciale.