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Le banche snobbano SPID ed è un peccato: ecco i vantaggi che gli utenti perdono

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Applicare lo SPID nel banking permetterebbe, anzitutto, la vendita di prodotti e servizi in modalità web-based (meglio ancora se mobile-based), personalizzando al massimo la Customer Experience. In quest’ottica, anche un nuovo cliente retail potrebbe avere un prodotto su misura, ad hoc, senza doversi muovere dal proprio divano

14 Ottobre 2016

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Maurizio Pimpinella, presidente Associazione Italiana Istituti di Pagamento e di Moneta Elettronica

L’innovazione comporta sempre dei costi. Nell’ambito della Pubblica Amministrazione la voce più costosa riguarda la capacità di adattamento del cittadino: maggiore è la dimestichezza ed il grado di confidenza con le tecnologie, minore sarà il costo. Tuttavia, bisogna sempre domandarsi quali siano le finalità ed i reali benefici di un cambiamento: un’innovazione che migliora la vita verrà accettata, un cambio di procedure burocratiche no.

Prendiamo l’esempio dello SPID: è vero, i numeri paventati inizialmente dal governo sul recepimento di questo sistema sono ancora lontanissimi da raggiungere, ma forse il problema può essere risolto con un’opportuna comunicazione dei benefici che comporta.

In materia bancaria, noi italiani viviamo un’epoca di disaffezione. I più giovani, i Millennials, non sono mai entrati e forse non entreranno mai in una filiale di banca: sarà la banca a dover entrare nei loro smartphone.

Pertanto, applicare lo SPID nel banking permetterebbe, anzitutto, proprio questo: la vendita di prodotti e servizi in modalità web-based (meglio ancora se mobile-based), personalizzando al massimo la Customer Experience. In quest’ottica, anche un nuovo cliente retail potrebbe avere un prodotto su misura, ad hoc, senza doversi muovere dal proprio divano. Dal punto di vista delle banche, tutto questo si concretizzerebbe in una maggiore soddisfazione del cliente ed una maggiore redditività degli investimenti in marketing. Ed ancora, le banche non avrebbero più bisogno di sistemi interni per la gestione delle identità dei propri clienti: con una congiuntura non proprio rosea per il comparto bancario, questo significherebbe una forte riduzione dei costi e dunque un aumento della tanto agognata marginalità. L’intero scenario presenta risvolti a favore del cliente finale: un servizio bancario discreto, puntuale e personalizzato è la base per una corretta gestione delle proprie finanze.

Infine, a livello sistemico i cambiamenti positivi dettati dall’impiego dello SPID potrebbero essere due: da un lato, se Banca d’Italia dovesse legarsi al sistema in oggetto, allora si potrebbe gestire in maniera integrata i modelli di Scoring/Rating e prevenzione delle frodi degli operatori bancari, finanziari ovvero di vigilanza. Certamente la Fraud Detection non potrebbe che migliorare. Dall’altro, si potrebbe pensare all’ integrazione delle identità SPID delle controparti nei processi di comunicazione a Banca d’Italia, nelle segnalazioni e negli altri adempimenti regolamentari. Questo comporterebbe una facilitazione nel riconoscimento univoco delle controparti e nel consolidamento centrale dei dati comunicati per la Centrale Rischi, per le Segnalazioni di Vigilanza e MIFID.

Naturalmente, occorre soppesare con attenzione eventuali rischi connessi a questi utilizzi dello SPID: i cittadini ed il comparto bancario hanno anzitutto bisogno di sicurezza.

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