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PAT, ecco come approfittare della proroga

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Le ultime notizie sul PAT prefigurano un avvio modulato nel tempo delle disposizioni del DPCM 40/2016. I prossimi mesi saranno cruciali per migliorare la comunicazione con gli avvocati

18 Luglio 2016

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Elia Barbujani, PAT - il Blog

Il Processo Amministrativo è stato rinviato al 1 Gennaio 2017. Appreso quanto deciso dal Consiglio dei Ministri con il D.L. 117/2016, potremmo derubricare tale circostanza da notizia a fatto, e attendere la fine dell’anno confidando nella sua entrata in vigore.

Eppure, l’ultimo rinvio del PAT non è solo la conseguenza di difficoltà tecniche – peraltro, già tutte ben analizzate da vari commentatori – ma evidenzia una difficoltà di comunicazione tra chi sta predisponendo il passaggio al Processo Telematico e chi dovrà utilizzarlo. Vediamo quali sono le implicazioni, visto che le modalità di avvio del PAT erano e restano un cantiere aperto.

I giorni che hanno preceduto il 1 luglio 2016 sono stati caratterizzati dall’incertezza per la sorte dei ricorsi cartacei pendenti. Infatti, l’art. 21 del Regolamento sembrava non portare dubbi sull’obbligatorietà del PAT tanto per i ricorsi pendenti quanto per i nuovi.

Sennonché, nel pomeriggio del 30 giugno, è stato diffuso un comunicato da parte del Segretariato della Giustizia Amministrativa che prevedeva, invece, un doppio binario, con l’entrata in vigore del PAT solo per i nuovi ricorsi.

Ed ecco il coup de théâtre: poco prima della mezzanotte del 1 Luglio, viene pubblicato sul sito istituzionale l’avviso del rinvio del PAT al 1 gennaio 2017.

Il sito istituzionale della Giustizia amministrativa, negli ultimi giorni, è tornato a rivestire il ruolo di comunicatore muto in materia di processo telematico, dal momento che il 15 luglio è stato pubblicato il seguente avviso: “ Dal 18 luglio 2016, come deliberato dal Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa in data 15 luglio, tutti i provvedimenti giurisdizionali sono sottoscritti con la firma digitale ”.

Ancora una volta, l’avviso è tempestivo, ma la mancata pubblicazione del testo della Circolare non offre alcun supporto per risolvere i problemi applicativi che tale obbligo comporta.

Non viene chiarito, infatti, quale utilità possano apportare dei provvedimenti giurisdizionali sottoscritti con firma digitale in un processo che resta, per il momento, interamente analogico.

In primo luogo, l’obbligatorietà della sottoscrizione sarebbe in contrasto con quanto previsto dall’art. 136, co. 2 bis c.p.a. vigente fino al 1 Gennaio prossimo, per il quale tali provvedimenti “ possono essere sottoscritti con firma digitale “. Come già accaduto il 30 giugno scorso, l’utilizzo delle circolari e delle comunicazioni da parte della Giustizia Amministrativa, creano non pochi problemi applicativi agli avvocati, che ne riscontrano l’antinomia rispetto alle norme di legge.

Infine, l’entrata in vigore del PAT sembra destinata a ricevere un’ulteriore modulazione.

Il 12 Luglio 2016 la Commissione Giustizia della Camera in sede referente ha approvato un emendamento al DL 117/2016, al fine di introdurre il comma 1 bis, per il quale “ Al fine di consentire l’avvio ordinato del processo amministrativo telematico fino alla data del 31 marzo 2017 restano applicabili, congiuntamente al processo telematico, le regole vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto ”.

In attesa di conoscere il testo definitivo che verrà approvato dalla Camera, è certo che i tempi e le modalità dell’entrata in vigore del PAT sono tutt’altro che decisi, e rimangono tuttora oggetto di lavoro e di novità. In questo senso, una maggiore comunicazione tra tutte le parti non potrebbe che portare vantaggio all’avvio.

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