Polo Strategico Nazionale: come funziona la nuova infrastruttura, come aderire e quali sono le opportunità per le amministrazioni

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Dopo il collaudo e l’annuncio della piena operatività di Polo Strategico Nazionale (PSN) le pubbliche amministrazioni centrali e locali hanno a disposizione un’infrastruttura cloud innovativa e ad alta affidabilità per ospitare i dati e i servizi critici e strategici. Ma quali sono le prospettive future legate al processo di migrazione e gli strumenti a disposizione delle amministrazioni? Quali i passaggi operativi da seguire? Ieri abbiamo fatto il punto su tutti questi aspetti nel corso di un Digital Talk organizzato da FPA in collaborazione con TIM Enterprise e con la partecipazione di Polo Strategico Nazionale. È disponibile la registrazione dell’evento. Ecco alcuni spunti emersi

20 Gennaio 2023

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Michela Stentella

Direttrice testata www.forumpa.it

Foto di Hansjörg Keller su Unsplash - https://unsplash.com/it/foto/tHmk580VDJI

Ne avevamo dato notizia subito dopo l’annuncio ufficiale: il 21 dicembre scorso è diventato operativo il Polo Strategico Nazionale (PSN) ed è stata così completata nei tempi previsti – e addirittura con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza fissata – la milestone del PNRR inserita nella Missione 1, Componente 1, investimento 1.1. “Infrastrutture digitali”. Le pubbliche amministrazioni centrali e locali hanno ora a disposizione un’infrastruttura cloud innovativa e ad alta affidabilità per ospitare i dati e i servizi critici e strategici. Ma come si è arrivati a questo traguardo? Quali sono le prospettive future legate al processo di migrazione e gli strumenti a disposizione delle amministrazioni? Quali i passaggi operativi da seguire?

Ieri abbiamo fatto il punto su tutti questi aspetti nel corso di un Digital Talk organizzato da FPA in collaborazione con TIM Enterprise e con la partecipazione di Polo Strategico Nazionale. Sono intervenuti: Adriano Avenia, Program Manager Infrastrutture digitali e cloud del Dipartimento per la trasformazione digitale; Diego Cavallero, Head of Sales PAC del Polo Strategico Nazionale, il nuovo soggetto nato dal Partenariato Pubblico Privato; Claudio Pellegrini, Responsabile Sales Local Government, Health & Education di TIM Enterprise e Maurizio Bruno, Responsabile del Servizio Informatico Aziendale – ICT e della Transizione Digitale della ASP Trapani, una delle prime amministrazioni a presentare il Piano dei fabbisogni, che ci ha raccontato l’esperienza del suo ente e cosa ci si aspetta per i prossimi step.

Tante le sollecitazioni e le domande arrivate dai partecipanti, a dimostrazione di quanto sia importante l’azione di informazione, sensibilizzazione e supporto alle PA interessate, illustrando obiettivi, passaggi operativi del processo di migrazione e opportunità offerte dalla nuova infrastruttura. La sfida si concentra infatti ora proprio sul processo di migrazione: entro settembre 2024 almeno 100 PA dovranno migrare sulla nuova infrastruttura ed entro giugno 2026 il target da raggiungere è di almeno 280 PA. Non solo: la migrazione al PSN può rappresentare un’importante opportunità per tutta la PA italiana, che potrà avvalersi dei servizi offerti dal Polo Strategico Nazionale per migliorare la qualità dei servizi erogati alla propria utenza di riferimento e la sicurezza dei propri dati.

Ecco alcuni spunti ed informazioni operative emerse in occasione del Digital Talk di ieri, che potete rivedere integralmente qui.

Polo Strategico Nazionale: il punto sul percorso e i prossimi passi

A partire dalla pubblicazione nel settembre 2021 della Strategia Cloud Italia, Adriano Avenia nell’intervento introduttivo ha fatto un excursus completo del percorso che ha portato all’attivazione del PSN, gettando poi lo sguardo sui prossimi obiettivi da realizzare in base alla roadmap del PNRR.

Avenia ha ricordato le tre le sfide principali sollevate dalla migrazione al cloud della pubblica amministrazione: assicurare l’autonomia tecnologica del Paese; garantire il controllo sui dati; aumentare la resilienza dei servizi digitali. A queste sfide risponde la Strategia Cloud Italia con tre linee di indirizzo strategiche: la Classificazione di dati e servizi, la Qualificazione dei servizi cloud e, appunto, la realizzazione del Polo Strategico Nazionale (PSN).

“Abbiamo voluto realizzare un’infrastruttura che avesse i requisiti necessari ad ospitare le tipologie di dati che richiedono maggiori standard di sicurezza e continuità operativa ovvero servizi strategici e critici della Pubblica Amministrazione”, ha sottolineato Avenia soffermandosi in particolare sul tema del Partenariato Pubblico Privato (PPP): Polo Strategico Nazionale Spa è il nuovo soggetto a cui è stata affidata la realizzazione e la gestione di questa infrastruttura strategica del paese. “Dobbiamo vedere il Dipartimento che ha stipulato la Convenzione con la società e la società stessa come dei partner, degli alleati che hanno condiviso un obiettivo strategico che è appunto portare innovazione, portare la trasformazione digitale della pubblica amministrazione in  Sicurezza”.

Avenia ha poi ricordato tutti i passaggi che deve compiere una PA per migrare in cloud, a partire dalla classificazione dei dati e servizi, passando poi alla predisposizione del piano di migrazione in funzione proprio del livello di classificazione del dato (ordinario, critico o strategico) e ha evidenziato le opportunità che un’amministrazione che attua la strategia Cloud Italia anche migrando verso il polo strategico Nazionale “avere servizi digitali più sicuri, poter sfruttare i vantaggi del Cloud come ad esempio scalabilità, elasticità e rafforzare la sicurezza oltre che conseguire risparmi da un punto di vista economico. Ovviamente c’è un tema di compliance normativa e di semplificazione amministrativa per le PA che non devono più gestire un Data Center. In particolare per le amministrazioni che intendono migrare verso il PSN è previsto un percorso di adesione guidato e semplificato, normato attraverso la Convenzione che abbiamo stipulato come dipartimento con la società Polo Strategico Nazionale”.

Polo Strategico Nazionale: caratteristiche dell’infrastruttura

“Il PSN è uno delle iniziative del PNRR che contribuiranno all’obiettivo di portare il 75% delle pubbliche amministrazioni su cloud, che è una cosa enorme – ha sottolineato Diego Cavallero – ed è insieme alla classificazione dei dati e alla classificazione dei servizi il terzo pilastro della strategia Cloud Italia, definita dal Dipartimento della trasformazione digitale e da ACN. La Strategia inquadra perfettamente il ruolo del Polo che va visto non come un progetto a sé stante, ma come uno degli elementi di una cornice normativa strategica che deve portare la pubblica amministrazione a diventare digitale in breve tempo”.

In questo contesto, Polo Strategico Nazionale Spa è il nuovo soggetto partecipato da TIM, Leonardo, Cassa Depositi e Prestiti (attraverso la controllata CDP Equity) e Sogei che ha sottoscritto ad agosto dello scorso anno una convenzione della durata di 13 anni e che abiliterà, appunto le PA nella trasformazione digitale e nel passaggio al cloud.

“Oggi abbiamo circa 11.000 Data Center sul territorio italiano con delle infrastrutture e una gestione dei dati estremamente disomogenea e disarticolata. Ci sono anche delle eccellenze, ma non possiamo più accontentarci di questo, dobbiamo fare un percorso di sistema e Polo Strategico Nazionale in questo momento vuole supportare proprio questo percorso”.

La missione del PSN è la protezione dei dati critici e strategici del paese, ma l’infrastruttura può ospitare anche i dati ordinari. L’altra missione è supportare le amministrazioni e, in prospettiva, consentire grazie a questa infrastruttura unica, la predisposizone di una base dati sulla quale costruire poi applicazioni e servizi per i cittadini in maniera molto più semplificata rispetto al passato.

“Avere un’unica infrastruttura, realizzata con le migliori tecnologie, consente notevoli risparmi – ha sottolineato Cavallero – sia nella gestione della spesa, sia nella gestione operativa dell’IT, sia dal punto di vista energetico che, dato il momento che stiamo vivendo, è un ulteriore importante vantaggio per le pubbliche amministrazioni”.

L’infrastruttura è realizzata mediante quattro Data Center in doppia Region, due a Milano e due a Roma. Possono migrare nel PSN tutte le pubbliche amministrazioni. L’offerta consente un percorso personalizzato specifico per ogni situazione (dal semplice hosting o housing fino ad arrivare a soluzioni criptate). Altro elemento estremamente importante è la finanziabilità della migrazione: il PNRR stanzia 900 milioni solo per il Polo Strategico Nazionale e per supportare la migrazione delle PA.

Come aderire al PSN

Tutte le informazioni si trovano sul sito www.polostrategiconazionale.it: dalla sezione “Come aderire” l’amministrazione può scaricare tutta la documentazione contrattuale, il listino, il piano dei fabbisogni.

Questi in sintesi gli step:

  • la pubblica amministrazione redige un piano di fabbisogni, che rappresenta quelle che sono le esigenze in termini di servizi, canoni, infrastrutture, chiedendo supporto laddove necessario per la predisposizione del piano;
  • la pubblica amministrazione invia questo piano di fabbisogni formalmente via pec al Polo Strategico Nazionale 
  • Polo Strategico Nazionale elabora un progetto di fabbisogni che è la traduzione tecnica di quelle che sono le esigenze e lo restituisce entro 60 giorni
  • l’amministrazione aderisce alla convenzione mediante la compilazione di un form che prevede l’adesione a un contratto di utenza siglato dall’amministrazione e da Polo Strategico Nazionale.

Si inseriranno poi in questo percorso i vari bandi e avvisi coi quali finanziare l’adesione.

Semplicità di adesione, durata contrattuale e finanziabilità, sono le tre principali caratteristiche e vantaggi della Convenzione citate da Claudio Pellegrini: “Il meccanismo di adesione è in tutto per tutto assimilato a quelle delle Convenzioni Consip, per cui le amministrazioni possono fare ordini diretti. Una modalità di acquisto più snella e più veloce, con un iter di adesione al quale molte amministrazioni sono già abituate. La durata contrattuale non è un dettaglio, perché garantiamo una stabilità amministrativa per ben 13 anni, e poi c’è la finanziabilità, con i voucher già usciti e con i prossimi che aspettiamo con molta attenzione”.

Le aspettative sono alte, e anche ottimistiche. “Da quando è stata annunciata la piena operatività del PSN nelle amministrazioni che seguiamo quotidianamente è scattata finalmente la consapevolezza che il progetto era partito – sottolinea Pellegrini – e abbiamo avuto veramente un effetto quasi valanga da parte delle amministrazioni. Avevamo fatto molta informazione preventiva, ma da quel momento c’è stato un cambiamento di passo che ci fa dire che supereremo certamente il target delle 280 amministrazioni previsto dal PNRR. L’affiancamento sui territori e la comunicazione costante anche da parte del Dipartimento per la Trasformazione Digitale sono fondamentali per coinvolgere le amministrazioni dal nord al sud del paese, spiegando che il progetto è concreto, che i finanziamenti ci sono e che si possono già spendere”.

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