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Progetto Brodise, EU: “E’ aperto il dialogo con il mercato, inneschiamo incentivi reali”

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L’acquirente pubblico può consultare anticipatamente il mercato, attivando un “dialogo tecnico” al fine di acquisire elementi tecnici per capire lo stato dell’arte della tecnologia, per ottenere conferma circa l’inesistenza di soluzioni commercialmente stabili. Come stanno facendo Cittalia-Fondazione ANCI Ricerche, Area Science Park e Sara Bedin, partner del progetto BRODISE relativo al settore della decontaminazione dei siti inquinati

27 Giugno 2016

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Sara Bedin, partner del progetto BRODISE ed esperto europeo in materia di appalti pubblici di innovazione

L’efficacia di una strategia di domanda pubblica di innovazione si fonda sulla capacità di pre-determinare nuove prospettive di mercato, sulla determinazione di concreti ed autentici incentivi a generare, tramite il confronto competitivo, soluzioni realmente innovative, ad investire addizionalmente in innovazione e ad intraprendere investimenti per l’industrializzazione e la commercializzazione dei ritrovati innovativi.

I passaggi propedeutici per una corretta progettazione degli appalti di innovazione, risiedono, innanzitutto, nella analisi, dal punto di vista quali-quantitativo, del problema e del fabbisogno di innovazione, mediante coinvolgimento attivo dei soggetti coinvolti nella erogazione del servizio pubblico ove l’innovazione è destinata ad essere inserita, dei responsabili della strategia di investimento e spesa nello specifico settore di riferimento e, non ultimi, degli utenti finali della soluzione, in modo da avere un quadro chiaro circa la rilevanza attuale e prospettica del problema e il gap esistente tra le prestazioni attuali della soluzione in essere (ove sussista) e le prestazioni e le funzionalità attese, ossia circa il fabbisogno tecnologico da porre al mercato.

In secondo luogo, occorre che l’amministrazione aggiudicatrice verifichi non solo che il mercato non offra già, come prodotto finito, ciò di cui l’amministrazione ha bisogno, ma anche che tale prodotto non sia coperto da qualche brevetto, per quanto ancora non tradottosi in offerta commerciale.

Per tale obiettivo l’acquirente pubblico può consultare anticipatamente il mercato, attivando un “dialogo tecnico” in modo aperto e trasparente al fine di acquisire (ulteriori) elementi tecnici per capire lo stato dell’arte della tecnologia, per ottenere conferma circa l’inesistenza di soluzioni commercialmente stabili o comunque efficienti e quindi della necessità di intraprendere ulteriori significative attività di R&S o attività di innovazione incrementale, selezionando in modo appropriato l’oggetto e procedura di appalto più idonei.

Al tempo stesso, il dialogo tecnico consente al mercato di comprendere anticipatamente il problema del settore pubblico, di ottenere un primo riscontro relativamente al livello di soddisfacimento delle esigenze grazie alle soluzioni disponibili sul mercato o in via di esserlo.

Operando una interpretazione, il dialogo tecnico con il mercato consente di convalidare (o meno) il presupposto per l’esperimento di un appalto pubblico pre-commerciale, che si giustifica solo nel caso in cui sia necessaria una significativa attività di R&S o, alternativamente, per l’esperimento di un appalto di fornitura di soluzione innovativa che preveda un’attività di sviluppo incrementale o attività di industrializzazione e di sviluppo commerciale a fini di integrazione, personalizzazione, adattamento o miglioramento incrementale dei prodotti o dei processi esistenti.

In ogni caso, poiché la partecipazione al dialogo tecnico non deve in alcun modo costituire un elemento di preferenza nella successiva procedura di gara, le regole dell’evidenza pubblica sono fondamentali anche in questa fase ed ogni accorgimento deve essere adottato per impedire la violazione dell’imparzialità o la costituzione di posizioni di vantaggio nei confronti dell’operatore cui sono chieste informazioni circa lo stato dell’arte della tecnologia.

Il mercato, pertanto, non deve essere compulsato per individuare i potenziali contraenti o gli interlocutori da invitare al successivo procedimento di gara, ma può fornire un ausilio alla stazione appaltante che, in luogo di costose (e per altro fortemente contingentate) consulenze, può sollecitare un contributo tecnico spontaneo, naturalmente presidiato con le cautele di cui si è detto, funzionale all’accertamento della fattibilità, della tipologia e del contenuto, dell’appalto e non alla progettazione dello stesso.

Con tale duplice rilevanza, di informazione e consultazione, Cittalia-Fondazione ANCI Ricerche, Area Science Park e Sara Bedin, partner del progetto BRODISE organizzano sessioni di dialogo tecnico con il mercato, la prima di queste si è tenuta il 27 Giugno 2016 presso la sede di ANCI Lombardia, e si è principalmente rivolta agli operatori economici ed al sistema della ricerca, è finalizzata ad esaminare lo stato dell’arte della tecnologia nel settore della decontaminazione dei suoli.

BRODISE è un progetto finanziato dalla Commissione Europea all’interno del Programma Europeo Horizon 2020, volto alla promozione di strategie ed iniziative di cooperazione transfrontaliera in materia di appalti pubblici di innovazione nel settore della decontaminazione e del recupero di siti industriali inquinati.

L’occasione di dialogo verterà su concreti fabbisogni di innovazione condivisi da soggetti pubblici europei proprietari di tre siti inquinati (le zone costiere di Trieste in Italia, Bilbao in Spagna, Seixal in Portogallo), interessati all’innovazione e a confrontarsi con il settore industriale ed il sistema della ricerca, in merito a soluzioni tecnologiche innovative e al grado di copertura dei requisiti prestazionali e funzionali necessari ai fini del perseguimento dei (futuri) obiettivi di innovazione.

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