Roma Restart: le sfide della capitale digitale sono scelte da coniugare al presente

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La comunicazione è la componente che affianca e dà “voce” al programma di trasformazione digitale di un’amministrazione e di una città. Comunicare l’Ente capitolino con i suoi servizi e le sue attività a favore dei cittadini è la mission alla base della presenza di Roma Capitale al FORUM PA 2020 Restart Italia, che si terrà dal 2 al 6 novembre

30 Settembre 2020

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Antonella Caprioli

Direttore Dipartimento Partecipazione, Comunicazione e Pari Opportunità – Roma Capitale

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Settembre è il mese dei nuovi inizi ma anche dei primi bilanci. Quello relativo al 2020 ha tutti i capitoli al completo, popolati da programmi che hanno subìto senz’altro un’accelerazione nei primi mesi dell’anno ma che adesso vanno ragionati nell’ottica di un percorso progressivo che porti Roma Capitale a declinare nel miglior modo possibile ogni tappa della trasformazione digitale dell’Ente, alla luce delle misure previste sia dal Decreto Semplificazioni sia dal Piano Triennale ICT 2020-2022, senza farsi risucchiare nel “meccanismo del conto alla rovescia”.

E di qui un nostro nuovo paradigma: la comunicazione è la componente che affianca e dà “voce” al programma di trasformazione digitale di un’amministrazione e di una città. Comunicare l’Ente capitolino con i suoi servizi e le sue attività a favore dei cittadini equivale a comunicare la città stessa, una città che sta ripartendo dai suoi abitanti, dalle sue risorse, dalle sue energie. È questa la mission alla base della presenza di Roma Capitale al FORUM PA 2020 Restart Italia che si terrà dal 2 al 6 novembre

In continuità con quanto già avvenuto nell’edizione di luglio scorso, attraverso altri cinque appuntamenti quotidiani, l’amministrazione capitolina si apre ad un nuovo racconto fatto di progetti, buone pratiche ma anche di sfide. E quando si parla di sfide, l’inclinazione mentale più diffusa è quella di proiettarsi verso un futuro di cui si tenta di definirne i contorni. Agli incipit stile “2001 – Odissea nello spazio”, piuttosto scontati, come per esempio: “L’amministrazione pubblica si trova oggi di fronte ad una serie di sfide urgenti e nuove…”, preferiamo un approccio più pragmatico. Per le sfide che riguardano città e territori in particolare, la partita si gioca nel presente. “Noi siamo le nostre scelte”, recita una celebre frase[1] di un film, entrata nella cultura comune: quelle fatte oggi influenzeranno anche quelle future. La prima, quella più importante, sarà scegliere di affrontarle.

Governance quotidiana del digitale. La pandemia da Covid -19 ha avuto come “effetto collaterale” una maggiore consapevolezza delle potenzialità che il digitale offre. Negli stessi mesi del lockdown, il filosofo italiano Luciano Floridi ha dato alle stampe il suo ultimo libro “Il verde e il blu. Idee ingenue per migliorare la politica”, in cui afferma a chiare lettere: “Il digitale non solo potenzia o aumenta la realtà ma la trasforma, perché crea nuovi ambienti in cui abitiamo, e nuove forme di capacità di agire con le quali interagiamo[2].

Ed è proprio il come dar vita ed indirizzare questi nuovi modi di agire (ed interagire, innestando anche nuovi processi) nonché la gestione degli spazi “on life” dei collaboratori in smart working ad essere un terreno di sfida reale. Il manager pubblico dovrà far ricorso a tutte le energie e abilità a sua disposizione, come resilienza e lungimiranza, per metterne a valore i vantaggi, soprattutto tessendo le fila relazionali con la stessa efficacia di quando si è in presenza, per non creare “sacche” di insoddisfazione. È sicuramente un problema culturale che richiede tempo per essere superato ma la velocità della trasformazione digitale ha imposto altri ritmi. È il momento di diffondere la consapevolezza digitale ovunque: dalle scuole alle università, dalla società civile ai centri anziani, fino ad includere tutte le categorie fragili presenti nelle nostre comunità. Roma Capitale continua a “coltivare” le competenze digitali attraverso le iniziative di facilitazione digitale (Punti Roma Facile attivi nei Municipi e in alcuni Centri Sociali per Anziani) e con i corsi della Scuola Diffusa per la partecipazione e la cittadinanza digitale. In più, implementa il canale della partecipazione civica e digitale (v. area Partecipa del portale istituzionale e sue evoluzioni con un’app dedicata).

“Innovare” l’ambito delle pubbliche amministrazioni. L’innovazione ha mille forme, ma di solito è di tre tipi. Qualcuno inventa qualcosa, magari la ruota. Qualcuno scopre qualcosa, magari l’America. Oppure qualcuno disegna qualcosa, magari la mokaLa nostra epoca è quella del design che guida l’innovazione e aggiunge valore a prodotti, servizi, processi ed ecosistemi… in cui il digitale offre un’immensa e crescente libertà di organizzare, riorganizzare e creare le realtà che ci circondano in una moltitudine di modi per risolvere una serie di problemi vecchi e nuovi[3].

Condividendo in pieno le parole di Luciano Floridi, la sfida è, dunque, aggiungere valore a quello che già c’è, con il supporto del digitale: organizzando, riorganizzando o creando nuove soluzioni. A Roma Capitale vale in particolare sia per i servizi ai cittadini (prioritariamente per l’implementazione dei servizi online e per l’adesione alle piattaforme nazionali abilitanti), sia per i dipendenti (quando parliamo di messa a regime del lavoro agile). Volendo declinare questo concetto nell’ambito più ampio delle pubbliche amministrazioni in generale, la sfida consiste nel superare il predominio di un certo tipo di cultura amministrativa, quella della “burocrazia difensiva” che può sembrare “un’impresa”, ma non per i più tenaci.

Oltre agli investimenti sul digitale, infatti, parleremo tra l’altro, dei progetti e delle infrastrutture che permetteranno la realizzazione di Roma Smart City, anche in ottica di sostenibilità e degli ecosistemi turistici e produttivi riattivati a partire dalla Fase 2.

Una leva importante per attuare questo cambiamento si calibra sulla valorizzazione del capitale umano interno: da qui un focus sulle iniziative progettuali e formative rivolte ai dipendenti e ai cittadini. 

“Contaminazioni” e vie parallele: un nuovo approccio organizzativo. Saranno altri due concetti che scandiranno la presenza di Roma Capitale al prossimo appuntamento di Forum PA. In questo contesto, la contaminazione di esperienze, idee e competenze implica apertura mentale, predisposizione al confronto e disponibilità a ripensare il “come” fare le cose. La cultura del “si è sempre fatto così” è il nemico da abbattere. Quante volte ci siamo chiesti: ma è davvero possibile che non ci sia un’altra soluzione? La contaminazione delle competenze e la ricerca di strade parallele per raggiungere lo stesso obiettivo sono invece sfide entusiasmanti che ampliano il raggio di azione di ogni dipendente e permettono una maggiore libertà di pensiero e di condotta, rendendo più attrattiva la pubblica amministrazione per le nuove generazioni.

Il progetto umano: la comunicazione e la cura della relazione multicanale alla base di un rapporto etico con i cittadini

Se ripercorriamo la storia recente delle amministrazioni italiane non possiamo non considerare l’avvento dei siti web istituzionali come una tappa spartiacque. Roma Capitale è stata tra i primi comuni ad affacciarsi nel word wide web e da allora ne è stata fatta di strada. A seguire, il punto di svolta è stato il debutto del nuovo portale capitolino nel febbraio 2018, un vero e proprio programma di trasformazione digitale dell’Ente che ha armonizzato tutti i sistemi in uso al fine di garantire una visione e un accesso unico ai servizi e alle informazioni da parte del cittadino a cui il nuovo CRM (citizen relationship management) farà, a breve, da orchestratore e al contempo assolverà la funzione di “Piano regolatore” della transizione digitale in atto nell’ente. Un percorso evolutivo in direzione citizen friendly che nel 2020 brilla, arricchendosi di “new entry” significative come la nuova welcome page di dominio, la sezione servizi online e i siti pensati per soddisfare le esigenze dovute all’emergenza RomAiutaRoma e Roma Riparte con il ROmaBOT.

A valle di queste esperienze, in occasione del Forum PA di luglio abbiamo condiviso un’iniziativa che consideriamo l’incubatrice comunicativa di tutti i nostri progetti di innovazione. Roma Innovation non è solo il sito/vetrina dei progetti di Roma Capitale che guardano al futuro, ma vuole essere un “laboratorio on life”, dove il web è solo lo strumento privilegiato per arrivare al cittadino, posto al centro di una complessa trama relazionale declinata su più canali: dal chat bot alle App (come Roma al tuo fianco), senza segnare confini. 

L’avvio del CRM, previsto entro i primi mesi del 2021, ci consentirà anche di affrontare, con più consapevolezza e strumenti di governo, tutte le nuove sfide digitali previste sia dal Decreto Semplificazione sia dal nuovo Piano Triennale ICT 2020-2022 adottato dal Governo prima di ferragosto.

Dopo una prima fase di lancio e consolidamento, immaginiamo di estendere il sistema CRM a tutte le società partecipate dell’Ente per poi configurarci come un provider di servizi, ed offrirci a supporto dei comuni della città metropolitana e non solo.

La nostra ambizione è anche quella di proporci come “laboratorio” al servizio delle città in sinergia con le altre realtà pubbliche ed i rispettivi partner tecnologici per integrare, armonizzare e valorizzare le migliori esperienze disponibili, applicandole in primis nel contesto unico e distintivo della Capitale.

I cinque appuntamenti di “Roma Restart” saranno, dunque, le nostre “piazze smart”, da dove ricominciare a pensare nuovi paradigmi in sintonia con gli enti pubblici e le città che hanno affrontato le stesse problematiche relative all’amministrazione del territorio in situazioni di emergenza. Lo faremo senza peccare di protagonismo e innestando una nuova dialettica che vede nel “presente digitale” il cuore pulsante delle P.A. italiane, a partire dall’esperienza di Roma Capitale.


[1]Tratta dal film “I ponti di Madison County” – Francesca Johnson (ruolo interpretato da Meryl Streep)

[2]Luciano Floridi – “Il verde e il blu. Idee ingenue per migliorare la politica” – Raffaello Cortina Editore – 2020

[3]Idem n.2

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