Perché con le attività in remoto aumenta il rischio cyber

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Sesta uscita della rubrica che FPA realizza in collaborazione con Assinter e che raccoglie le esperienze delle in house che durante e non solo l’emergenza supportano le PA nei processi di innovazione tecnologica

16 Settembre 2020

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Redazione FPA

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Sesta uscita della rubrica “Voci dal territorio” che FPA realizza in collaborazione con Assinter, per valorizzare l’esperienza delle associate che hanno supportato le pubbliche amministrazioni nello sprint alla digitalizzazione che ha caratterizzato la fase di emergenza sanitaria.

In questa puntata parliamo di cyber security e di come si debba ancora lavorare per aumentare la consapevolezza del rischio cyber tra le pubbliche amministrazioni. Il periodo di emergenza ha visto un incremento delle attività in remoto e nello specifico una maggiore diffusione delle smart working. Proporzionalmente è aumentato il rischio cyber e il fattore umano è cruciale in questo frangente.

Ne parliamo con Andrea Angeletta, Responsabile struttura “Governo della Sicurezza delle Informazioni”, ARIA; Claudio De Rossi, Information Security, Infocamere; Antonio Pezuol, Responsabile del Centro di Competenza Sistemi e Sicurezza ICT, VENIS SpA.

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