Sostenibilità economica del digitale nei piccoli enti: sfide e prospettive di supporto

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Il futuro della PA digitale richiede visione, innovazione e collaborazione. In questa prospettiva, il ruolo delle in house sarà ancora più determinante, non solo per la loro natura pubblica o per l’esperienza maturata, ma per la capacità di offrire da subito soluzioni operative, sostenibili e scalabili

23 Febbraio 2026

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Pietro Pacini

Direttore Generale CSI Piemonte

Foto di NASA su Unsplash - https://unsplash.com/it/foto/vista-satellitare-della-superficie-terrestre-_SFJhRPzJHs

Questo articolo è tratto dal capitolo “Tecnologie” dell’Annual Report 2025 di FPA (la pubblicazione, chiusa nel dicembre scorso e presentata il 21 gennaio 2026, è disponibile online gratuitamente, previa registrazione)


Negli ultimi anni il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha rappresentato un potente acceleratore della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, grazie a investimenti mirati alla modernizzazione di infrastrutture, servizi e processi. Tuttavia, mentre si avvicina il termine del ciclo di finanziamento europeo, emerge una questione cruciale: come garantire la sostenibilità economica del digitale una volta terminata la spinta straordinaria del PNRR? Come assicurare continuità ed evoluzione alle soluzioni introdotte, soprattutto nei piccoli Comuni, che spesso dispongono di risorse economiche e competenze interne limitate?

La sostenibilità dei servizi digitali richiede un equilibrio complesso tra costi di esercizio, valore pubblico generato e capacità di investimento. Per affrontare questa nuova fase diventano fondamentali piattaforme e soluzioni tecnologiche che permettano di mantenere operative le innovazioni introdotte, generando benefici diffusi e duraturi sul territorio. È qui che le società in house, come il Consorzio per il Sistema Informativo (CSI) Piemonte, possono svolgere un ruolo chiave, offrendo non solo servizi, ma un supporto completo e integrato.

Il punto di forza di queste realtà non è solo la conoscenza approfondita del settore pubblico e la vicinanza ai territori, ma la disponibilità immediata di soluzioni già mature, capaci di garantire continuità ai progetti avviati con il PNRR. Il CSI rappresenta un esempio concreto: mentre all’avvio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si discuteva di quali tecnologie e soluzioni mettere in campo per realizzare il Cloud futuro pubblico, il CSI aveva già realizzato da tempo un Cloud pubblico completamente open source fin dal 2014, offrendo questa soluzione a oltre 400 amministrazioni. Non è un caso che i nostri soci, oggi pari a oltre 140 in tutta Italia, stiano aumentando in modo significativo negli ultimi anni, anche con l’ingresso di 14 realtà extra piemontesi.

Cloud pubblico e sovranità digitale

I nostri soci possono contare su un Cloud localizzato in Italia che garantisce standard di sicurezza nazionali e proprietà pubblica dei dati. Questa infrastruttura non solo permette di ridurre i costi di gestione dei data center locali e migliorare i livelli di sicurezza, ma assicura anche continuità e autonomia operativa agli enti, rendendo possibile uno sviluppo digitale coerente con le esigenze della Pubblica Amministrazione. In questo modo, il Cloud del CSI non è solo un servizio tecnologico, ma uno strumento per realizzare quella sovranità digitale che garantisce ai Comuni il pieno controllo dei dati, la protezione delle informazioni sensibili e la capacità di sviluppare servizi pubblici digitali in autonomia.

Per rafforzare questa strategia, il CSI stipula anche accordi con fornitori qualificati che possono posizionare e, se necessario, certificare le proprie soluzioni applicative direttamente sulla piattaforma Cloud del Consorzio. L’obiettivo è continuare a portare gli enti verso un Cloud pubblico e sicuro, costruendo insieme ai fornitori ICT un ecosistema, con regole certe, standard condivisi e massima attenzione alla protezione dei dati e all’efficienza operativa.

Soluzioni applicative per i piccoli Comuni

Accanto all’infrastruttura Cloud, il CSI mette a disposizione un portafoglio di soluzioni progettate per essere scalabili, semplici da utilizzare e facilmente adottabili anche dai Comuni più piccoli, garantendo loro autonomia operativa senza richiedere competenze tecniche avanzate.

Tra queste, Città Facile rappresenta oggi una delle piattaforme più complete: consente di digitalizzare in modo semplice ed efficace i principali processi amministrativi – dai certificati anagrafici alla gestione delle richieste edilizie – migliorando l’interazione con cittadini e imprese e integrandosi senza complessità con i sistemi già presenti negli enti. Grazie alla sua struttura modulare e personalizzabile, la piattaforma permette ai Comuni di gestire i servizi in autonomia, senza dipendere da fornitori esterni per ogni aggiornamento. Oggi raccoglie 26 servizi digitali pronti all’uso, pienamente conformi ai requisiti del PNRR e predisposti per evoluzioni basate anche sull’intelligenza artificiale (IA).

Poi c’è MOOn, una soluzione open source pensata per i Comuni per digitalizzare i servizi con cui cittadini e imprese presentano le proprie pratiche alla PA. MOOn semplifica la creazione e la pubblicazione di servizi digitali, ottimizzando l’intero ciclo di raccolta e gestione delle pratiche. Anche in questo caso, l’approccio open source consente agli enti di essere autonomi nella configurazione e nell’aggiornamento dei moduli, riducendo tempi e costi e favorendo una gestione indipendente dei processi. Uno strumento chiave per accelerare la trasformazione digitale della PA e migliorare l’accesso ai servizi pubblici.

Formazione, competenze e collaborazione

La tecnologia, da sola, non è sufficiente. Per rendere l’innovazione davvero duratura servono competenze diffuse, reti di collaborazione e spazi di confronto tra gli enti. Per questo il CSI ha creato il Digital Campus, la nostra Academy aziendale dedicata allo sviluppo delle competenze digitali del personale della Pubblica Amministrazione: un tassello fondamentale per accompagnare gli enti nel percorso di trasformazione digitale. L’offerta formativa è organizzata in 8 faculty ed è indirizzata a potenziare e aggiornare le competenze digitali. Tra i temi “Rischi cyber e resilienza” e poi “Infrastrutture e servizi IT”, “Dati e intelligenza artificiale”, “Legal & compliance”, “Trasformazione digitale”, “Sostenibilità”, “Competenze trasversali“ e “Competenze formative“.

A questa iniziativa si affianca la partecipazione del CSI ai percorsi formativi finanziati dagli European Digital Innovation Hubs (EDIH), che mettono a disposizione degli enti servizi “test before invest”, permettendo di sperimentare soluzioni innovative prima di adottarle. Gli EDIH sono una risorsa strategica soprattutto per i piccoli Comuni, perché offrono competenze, strumenti e supporto specialistico, riducendo il rischio di investimenti inefficaci e rafforzando la capacità di innovazione locale.

Il CSI porta inoltre avanti un’intensa attività di divulgazione attraverso webinar dedicati ai temi della cybersecurity, della privacy e dell’intelligenza artificiale, iniziative che registrano una partecipazione ampia da parte dei rappresentanti dei Comuni. A breve prenderà avvio anche una nuova iniziativa, quella dei podcast, sempre con l’obiettivo di diffondere cultura digitale in modo accessibile e continuativo.

Infine, le community territoriali, come il Metropolitan Lab, rappresentano uno spazio di co-progettazione e scambio di esperienze tra amministrazioni, contribuendo a creare un ecosistema collaborativo e orientato all’innovazione. Questi strumenti favoriscono non solo la formazione tecnica, ma anche la crescita di una cultura digitale diffusa, stimolando la collaborazione tra enti e la condivisione di modelli replicabili sul territorio.

Guardare oltre il PNRR

Il futuro della PA digitale richiede visione, innovazione e collaborazione. In questa prospettiva, il ruolo delle in house sarà ancora più determinante, non solo per la loro natura pubblica o per l’esperienza maturata, ma per la capacità di offrire da subito soluzioni operative, sostenibili e scalabili.

Parliamo di soggetti che hanno le loro fondamenta proprio nella strategia di favorire la transizione digitale attraverso esperti e una continua iniezione di forze nuove e altamente qualificate, con un costante ricambio generazionale, proprio con l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle Pubbliche Amministrazioni locali.

Il contributo del CSI si sviluppa lungo tre direttrici fondamentali. Queste potranno guidare il percorso dei piccoli Comuni anche oltre il PNRR. La prima riguarda l’economia di scala, resa possibile dalla gestione condivisa di infrastrutture e servizi: un approccio che consente di ridurre i costi individuali e garantire sostenibilità nel lungo periodo. La seconda direttrice è quella delle competenze e della formazione, con un supporto tecnico continuo e percorsi mirati a colmare la carenza di figure specialistiche nei piccoli enti, elemento cruciale per rendere l’innovazione davvero duratura. Infine, la terza direttrice è l’attenzione all’interoperabilità per assicurare l’evoluzione coordinata delle piattaforme, sempre integrabili e aggiornabili nel tempo, nel rispetto degli standard nazionali ed europei.

A questi pilastri si aggiunge una sfida strategica: i piccoli Comuni dovranno fare rete e mettere in condivisione asset e competenze, creando sinergie che permettano di affrontare la trasformazione digitale in modo collaborativo e sostenibile.

Solo così sarà possibile costruire una PA moderna, sicura e capace di generare valore concreto per cittadini e territori.

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