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Spesa pubblica di qualità: le tre attività determinanti, prima e dopo la gara

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La qualificazione delle Stazioni Appaltanti e i modelli di aggregazione della spesa: il nuovo paradigma per la gestione dei processi di acquisto e appalto della PA. Riflessioni dal Tavolo di Lavoro che ha riunito Soggetti Aggregatori, rappresentanti istituzionali e provider di soluzioni tecnologiche

13 Luglio 2016

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Ezio Melzi, consigliere delegato BravoSolution Italia

Il tavolo di lavoro organizzato lo scorso 6 luglio da FPA sui temi dell’innovazione del procurement pubblico, ha offerto l’occasione di confrontarsi, fra gli altri, su due aspetti di grande attualità per il dibattito pubblico in materia di appalti: la qualificazione delle Stazioni Appaltanti e i modelli di aggregazione della spesa. Si tratta peraltro di temi di significativa rilevanza anche per il nuovo Codice degli Appalti Pubblici.

A mio parere entrambi questi temi dovrebbero essere analizzati anche alla luce del cambio di focus che, seppur lentamente, sta interessando il procurement pubblico. Ovvero, la crescita di attenzione per le fasi di programmazione, definizione dei fabbisogni e gestione del contratto rispetto alla “semplice” fase della gara.

Sta infatti crescendo la consapevolezza che la “qualità” della spesa pubblica (intesa nella sua accezione più ampia) è fortemente influenzata anche da ciò che avviene “a monte e a valle” della gara, con particolare riferimento alle attività:

  • di pianificazione degli acquisti rispetto alle esigenze
  • di definizione dei beni, servizi e lavori da acquistare/appaltare rispetto alle esigenze (partendo dalla “classica” descrizione dei fabbisogni o da un più innovativo concetto di “funzione d’uso”…)
  • di controllo e monitoraggio del rispetto dei requisiti contrattuali da parte dei fornitori aggiudicatari , in fase di esecuzione del contratto stesso

Diventando sempre più rilevanti, queste attività richiedono però nuove competenze e strumenti per essere svolte adeguatamente. Come fornirli alle Stazioni Appaltanti? Quali criteri per valutare la capacità di gestione delle Stazioni Appaltanti? Auspichiamo che il decreto che sancirà i criteri di Qualificazione delle Stazioni Appaltanti – in corso di definizione proprio in questi giorni – possa fornire un indirizzamento anche su queste tematiche.

Anche sul fronte dell’aggregazione della spesa, l’importanza delle fasi di pianificazione e di definizione dei fabbisogni offre interessanti spunti di riflessione. Qualunque aggregazione implica un certo grado di standardizzazione dei fabbisogni: diversamente non si realizzerebbe il così detto “effetto volume”, primaria leva per la negoziazione del prezzo di acquisto. Come assolvere, però, alla necessità di standardizzare senza precludere l’innovazione dei mercati di fornitura? Come bilanciare le due esigenze? Come gestire ambiti di acquisto caratterizzati da continua innovazione, quali ad esempio prodotti e servizi ad alta tecnologia? La Pubblica Amministrazione è inoltre, come noto, il più importante “cliente” per il sistema imprenditoriale italiano: un “cliente speciale”, le cui scelte di acquisto possono dunque indirizzare le dinamiche di innovazione del tessuto produttivo.

Il discorso torna dunque al ruolo sempre più strategico in capo alle Stazioni Appaltanti , in particolare quelle delegate all’aggregazione della spesa (i Soggetti Aggregatori), da cui l’esigenza di supportare le decisioni con competenze “nuove”, da costruire con l’ausilio di adeguati percorsi formativi e supporti tecnologici. Proprio su questo ultimo aspetto la nostra esperienza di provider di soluzioni specifiche per il procurement pubblico mostra la “potenza propulsiva” che adeguate tecnologie possono avere nel percorso di modernizzazione della PA. Lo dimostrano le esperienze delle tante organizzazioni centrali e locali dei Governi che utilizzano le nostre soluzioni nel mondo (Regno Unito, Canada, Messico, Emirati Arabi Uniti, Nuova Zelanda, Francia, Spagna…) oltre a realtà “nostrane” quali, fra le altre, CONI Servizi, Regione Sardegna, RFI, Terna, Trenitalia, Regione Piemonte-CSI, Banca d’Italia, Poste Italiane.

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