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Sintesi dei lavori in tavoli tematici “Innovazione sociale made in Italy”
La Giornata che FORUM PA 2012 ha dedicato all’innovazione sociale e ai suoi attori si è articolata in due sessioni. Nella Sessione mattutina “Innovazione sociale made in Italy. Lavori in corso”, a partire dalle analisi e dalle esperienze i soggetti attivi e competenti in tema di innovazione sociale si sono confrontati sugli strumenti di policy e di sviluppo per l’innovazione sociale in Italia lavorando in sette tavoli tematici: Governance dei beni comuni; Welfare; Imprenditorialità; Finanza; Education; Tecnologia; Scienza e società. Con il suo intervento Marco Traversi apre la sessione pomeridiana, riportando una sintesi di quanto emerso dai tavoli tematici nei lavori della mattina.
Oil project. Una scuola speciale
Stefano Capezzuto racconta cosa è e come funziona Oil project, una scuola davvero speciale.Una scuola virtuale gestita da studenti, gratuita ed aperta a tutti, in cui si discute di attualità, economia, letteratura, filosofia, Internet e politica. Al centro del progetto la community, che propone temi e lezioni, interagisce con i docenti volontari e giudica la qualità delle lezioni. La divulgazione dell’informazione è libera, tutti i contenuti sono resi disponibili in CC.
Cosa significa comunicazione pubblica per l’innovazione sociale
Luigi Di Gregorio si dice entusiasta della transizione in corso da un modello di pubblica amministrazione centrato sul rule making ad uno orientato all’enabling institution. “L’amministrazione non da solo dare le regole e lascia fare mercato e terzo settore – spiega – ma coopera con la comunità”. Al tempo stesso, raccogliendo gli spunti emersi dal lavoro in Tavoli della mattina, racconta le difficoltà di chi sta “dall’altra parte della barricata”, spiegando, con degli esempi ,quanto può diventare complicato per una pubblica amministrazione complessa come Roma Capitale introdurre innovazioni semplici e ormai scontate. C’è tuttavia un elemento importante che è quello della “emergency” che traduce come “salienza dal basso”, ovvero la capacità di iniziative nate dal basso di introdurre nell’agenda amministrativa temi e azioni avvertite come urgenti. E anche su questo, a Roma, non mancano esempi.
La democrazia partecipativa nell’esperienza del Laboratorio Napoli – Costituente per i beni comuni
“L’attuale amministrazione del sindaco de Magistris ha istituito un assessorato con delega specifica per i Beni comuni e la Democrazia partecipativa. Rientra, quindi, nei programmi dell’Amministrazione l’inaugurazione di un nuovo modo condiviso e partecipativo di individuazione ed attuazione delle politiche locali per cui assume particolare rilevanza la costruzione di nuovi metodi di partecipazione democratica, attraverso consultazioni, incontri con le comunità, i comitati civici, la cittadinanza attiva. Nella tematica dei “beni comuni, dell’informatizzazione e della democrazia partecipativa”, sono condensate le matrici delle più emergenti innovazioni in materia di “titolarità diffusa” affidata alla collettività per l’individuazione delle politiche di protezione, gestione e valorizzazione dei beni volti alla soddisfazione dei bisogni primari”. Così Alberto Lucarelli apre il suo intervento centrato sull’innovativa esperienza partenopea ” Laboratorio Napoli – Costituente per i beni comuni”
Finanza e innovazione sociale
Abilitare l’innovazione sociale – sostiene Luciano Balbo – non significa togliere il tappo della burocrazia e del controllo immaginando che così la società civile produrrà le soluzioni, ma si tratta di un discorso infrastrutturale. Non mancano le provocazioni in questo breve ma pregnante intervento, in cui si propone un “metodo” di innovazione in cui il rischio sia diviso tra pubblico e privato, con la partecipazione della società. Area di azione prioritaria – suggerisce – è la sanità pubblica che porta con sé voci di spesa notevolissime.
Giornata dell’Innovazione Sociale – Innovazione sociale made in Italy. Come e perché
L’appuntamento pomeridiano “Innovazione sociale made in Italy. Come e perché” apre un confronto multidisciplinare e multiprospettico sui temi, le dimensioni, le esperienze e gli attori dell’innovazione sociale, alla ricerca di un modello di sviluppo capace di rimettere al centro i beni relazionali, considerando le peculiarità e i punti di forza del panorama socio-economico italiano e gli indirizzi e le spinte che vengono dall’Unione europea.
Base di partenza per il confronto, aperto a tutti gli interessati, sarà la sintesi dei lavori degli otto tavoli tematici nella sessione mattutina ” Innovazione sociale made in Italy. Lavori in corso”.
Innovazione sociale made in Italy. Report dal Tavolo Education
Alfonso Molina presenta le indicazioni e gli spunti emersi dal Tavolo Education, in cui i relatori intervenuti hanno lavorato attorno al tema “Education e innovazione sociale”, posizionato come segue: “L’ innovazione della scuola, la didattica e l’educazione a tutti livelli è oggi al centro della sfida della cd educazione del XXI secolo. Quest’educazione pone l’accento non solo sui temi di conoscenza tradizionale del mondo scolastico, ma anche sulle “competenze per la vita” (life skills). Ci troviamo davanti a una sfida d’innovazione sociale sistemica che ci porge domande importanti: Quali sono le caratteristiche principali del nuovo paradigma emergente per la scuola? Quali processi innovativi la scuola ed il sistema scolastico devono implementare per favorire il radicamento del nuovo paradigma? Che cosa è sensato che la scuola persegua direttamente? Come integrare gli apprendimenti formali e quelli informali per costruire persone in grado di affrontare la vita e il continuo cambiamento? Come si passa da una scuola omologante ad una che valorizza le diversità e stimola creatività, spirito imprenditoriale e propensione all’innovazione? Può la scuola esprimere effettive comunità di apprendimento situate nel territorio e aperte alle interazioni nella rete? Quali tecnologie possono aiutare questi processi? E come impiegarle? Che cosa sono i “libri di testo digitali”? E se parlassimo invece di contenuti digitali per l’apprendimento (qualcosa di più simile alle App)? Quali potrebbe essere il ruolo della scuola nei processi di e-democracy? Può la scuola educare gli allievi, ma anche genitori, famiglie e territorio alla partecipazione ed anche essere al centro di processi di progettazione partecipata? Quale dovrebbe essere il ruolo e il rapporto Scuola – Territorio – Ambiente di Riferimento?”.
Innovazione sociale made in Italy. Report dal Tavolo Tecnologia
Dino Bertocco presenta le indicazioni e gli spunti emersi dal Tavolo Tecnologia, in cui i relatori intervenuti hanno lavorato attorno al tema “Tecnologia e innovazione sociale”, posizionato come segue: “In un contesto economico-finanziario caratterizzato da una serie di indicatori negativi, anche lo spread tecnologico si manifesta come un limite strutturale per lo sviluppo del Paese. Ciononostante la situazione non è drammatica perché, in ogni caso il fattore tecnologico è accessibile; piuttosto è la governance a rappresentare un gap decisivo, soprattutto in una fase in cui le città sono chiamate ad esercitare un ruolo di Agenzia sia a livello territoriale (coalizione delle competenze e conoscenze) che internazionale (partnership ed attrazione di risorse finanziarie). La focalizzazione va fatta sulle tecnologie che sono generatrici di innovazione sociale, esaminando componenti e processi del passaggio alla knowledge intensive economy che è necessariamente accompagnata da una knowledge intensive society. Per questo lavoriamo per produrre ipotesi operative per buone pratiche, ma anche piattaforme territoriali per rafforzare e sostenere la progettualità dell’innovazione sociale”.