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Sicurezza e privacy: le soluzioni adottate dall’Arma dei Carabinieri

 Il Generale Lavacca illustra che cosa vuol dire per l’Arma fare sicurezza partecipata. Quella proposta nell’intervento è un’ottica che coniuga i principi della condivisione, del coinvolgimento e della compartecipazione ad una particolare attenzione verso le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, soprattutto in termini di presidio del territorio e di interconnessione tra soggetti tutelanti. Nella seconda parte dell’intervento, Lavacca affronta il tema del rapporto tra sicurezza e privacy illustrando le proposte dell’Arma in relazione al trattamento dei dati per finalità operative e il contributo offerto alla redazione deI provvedimenti. Comunque, conclude il Generale, più il punto di equilibrio tra le due esigenze si avvicina alla sicurezza e più il territorio è sicuro, più si avvicina alla privacy e più incognite ci sono da questo punto di vista. 

Diritti individuali e diritto collettivo

 

Giuseppe Maddalena addita alcune incongruenze che si possono incontrare quando si parla dei rapporti tra privacy e sicurezza. Dopo aver affrontato il problema da una prospettiva storica – rifacendosi addirittura al fondamentale The right to be left alone di Warren e Brandeis del 1890 – Maddalena si dedica a una illustrazione dei principi contenuti nel Codice in materia di protezione dei dati personali. In conclusione, Maddalena si concentra sui benefici della videosorveglianza e sui compiti fondamentali assegnati alla Polizia Postale. 

Premiati

Sicurezza e privacy

Non c’è dubbio che in questo preciso momento temporale il tema della sicurezza rappresenta la prima priorità della società e dell’economia italiana. Occorre, però, spendere qualche parola in più per chiarire i termini della parola “sicurezza”, ricordando come il concetto di “sicurezza” abbia sfaccettature molto diverse tra loro. Così come altrettanto numerosi sono gli attori impegnati sul tema: Ministeri, Forze dell’Ordine, Forze armate, Protezione Civile, Autonomie Locali, Imprese.

In ognuno dei diversi aspetti, la sicurezza è un tema che suscita grande preoccupazione perché attiene alla vita personale di tutti. Le tecnologie, in questo senso, rappresentano un valido supporto , soprattutto quando si parla di prevenzione: ci hanno consegnato la possibilità di prevedere, di prevenire, di monitorare, di proteggere persone, cose e informazioni.

Ma le tecnologie devono essere governate dall’uomo: vanno scelte e utilizzate sulla base di obiettivi, regole e processi ben definiti. L’appuntamento mette al centro la riflessione su quanto di quello che la tecnologia consente è anche giuridicamente nel rispetto della normativa sulla privacy?

Sul sito è disponibile la registrazione integrale dell’evento cliccare qui

Per un futuro a emissioni zero.

Alberto Fiorillo concorda sulla possibilità di implementare l’uso dell’auto elettrica all’interno però di un ragionamento complessivo sulla mobilità urbana, e sul fatto che sia un problema a due gambe, legato alla volontà sia dell’industria dell’auto che della PA. Ma in Italia purtroppo, mentre Parigi annuncia un car sharing completamente elettrico, le amministrazioni locali sono in grave ritardo sul tema, mentre la PA centrale va, sulle tematiche ambientali in generale, a corrente alternata. La realtà è che nonostante annunci mediatico-politici continui sull’avvento dell’auto elettrica, essa non ha finora rappresentato in Italia una scommessa strategica. Secondo Fiorillo, prima di puntare ad un parco auto completamente elettrico da qui al 2020, obiettivo su cui concorda, è necessario un abbattimento del traffico stesso e quindi del numero di autovetture.
La mobilità elettrica assume invece un ruolo decisivo rispetto al problema infrastrutturale, a patto di una riorganizzazione complessiva, considerando il ritardo abissale in cui versa il nostro paese. La sua città ideale comprende una fascia senza auto di proprietà, sostituita per chi ha necessità dal trasporto pubblico o dal car sharing evoluto. Ed un esempio esiste già: Venezia. Mentre alle auto elettriche dovrebbe essere riservata la fascia esterna.

La scommesssa dell’auto elettrica ed il ruolo della PA.

Da molte parti il prossimo anno viene considerato come il primo anno dell’era della mobilità elettrica. Ma è questa una vera innovazione? Secondo Antonio Cianciullo, ad essere veramente pignoli, non lo è, visto che il secolo scorso era cominciato nello stesso modo, con l’auto elettrica ritenuta la scommessa vincente. Poi, invece, considerati i problemi di ricarica e l’avvento dell’oro nero, per un secolo la mobilità si è spostata su quella fonte
Oggi, a causa degli ampi problemi legati all’uso dei combustibili fossili, tra cui il cambiamento climatico, si riparte dalla prima intuizione. Tanto più che ora, dopo i falsi annunci degli ultimi dieci anni, sembra si stia prendendo sul serio la scommessa dell’auto elettrica, visto che le case automobilistiche stanno investendo soldi veri e presentando progetti veri. Il tema del convegno è cosa può fare la Pubblica Amministrazione in termini di costruzione dell’infrastruttura, prima dell’avvio di un serio piano industriale a tal proposito. Ma anche che cosa possono fare le case automobilistiche per trovare un accordo sugli standard da rispettare per permettere un accordo sull’infrastruttura.

Enel, una rete infrastrutturale per la mobilità elettrica.

Federico Caleno sottolinea che l’Italia è paese leader in tema di ricarica di veicoli elettrici, tanto da essere a livello europeo l’unico a in cui uno standard esiste già, grazie al contatore elettronico e allo sviluppo della smart grid. Enel, da parte sua, ha creato un’infrastruttura di ricarica intelligente, con un sistema integrato sia alle infrastrutture di rete che alle vetture, in modo che sia possibile gestire dinamicamente i processi di ricarica. Nel settembre 2010, intanto, è stato avviato in collaborazione con Daimler, il il progetto pilota E-mobility Italy, nelle città di Pisa, Roma e Milano. Sono previste 400 colonnine di ricarica, 100 private per i clienti che avranno in dotazione smart elettriche, 300 pubbliche, con un’infrastruttura di ricarica intelligente sviluppata a partire dal contatore, gestita in real time da un sistema centrale.
I modelli di business finora testati sono due. Il primo è il modello distributore, con infrastruttura di ricarica completamente integrata in un asset gestito dal distributore, l’altro è il service provider, che invece prevede un’infrastruttura post contatore, per cui un terzo attore può effettuare un investimento, remunerato attraverso un importo da pagare al momento della ricarica.
A livello europeo l’obiettivo è quello di un’infastruttura di ricarica valida a livello continentale. E’ stato così avviato all’interno dell’Unione europea il progetto Green Emotion, con 42 partner, in cui Enel è responsabile per l’Italia. L’obiettivo è collezionare esperienze pilota per definire una piattaforma unica ed abilitare il roaming. Caleno prevede che al 2020, con buone forme incentivazione, che al momento mancano in Italia, la penetrazione dell’auto elettrica possa toccare il 15-20% sui nuovi acquisti.

Comune di Parma, un progetto per la mobilità sostenibile.

Carlo Iacovini presenta ZEC (Zero Emission City), il progetto di sostegno al comparto elettrico, destinato ad aziende private e pubbliche ed ai cittadini, pensato dal Comune di Parma all’interno delle strategie di sviluppo della mobilità sostenibile. L’amministrazione sostiene lo start up, ma poi è affiancato nella gestione dalle aziende automotive, che procurano i veicoli, e dalle utilities, Iren e Infomobility, che si occupano della rete di ricarica e del coinvolgimento di imprese e cittadini. L’obiettivo è giungere entro i primi 3 mesi del 2012 a 100 punti ricarica e a 100 clienti. Tutte le aziende del territorio contattate hanno formalizzato l’adesione al progetto, mentre la più ampia campagna di preadesione con i cittadini ha portato a 150 richieste.
Per i privati l’infrastruttura di ricarica è prevista presso il domicilio o il luogo di lavoro, invece per il pubblico nei parcheggi scambiatori o nei centri commerciali. Per i primi veicoli non è previsto nessun limite alla circolazione, in forse l’uso delle corsie preferenziali. Già realizzato un pretest, con la delibera di dismissione delle auto blu da parte del Comune, a favore di veicoli ibridi in car sharing, nonché di smart elettriche. Si prevede un investimento poco inferiore ai 2 milioni, con la rimodulazione di interventi previsti per la costruzione della metropolitana.

Come promuovere la cultura “zero emission” tra gli automobilisti

Un piano regionale per l’auto elettrica

Per un futuro a emisioni zero

La visione di General Motors sulla mobilità elettrica sostenibile.

Federico Galliano sottolinea che il gruppo General Motors commercializza auto elettriche ad autonomia estesa dalla fine del 2010, mentre da novembre sarà sul mercato la Opel Ampera portata in mostra a FORUM PA. Il problema del settore in Italia non è dunque legato alle volontà delle case automobilistiche, ma alla poco chiara politica di incentivazione della mobilità sostenibile. Galliano è d’accordo sul fatto che non basta parlare di auto elettrica, occorre una prospettiva di sistema: la loro è una visione che punta al passaggio ad una mobilità sostenibile basata a medio e lungo termine sull’elettrico. Considerando che esistono tante declinazioni del termine, la loro strategia punta nel dettaglio su veicoli ad autonomia estesa, battery electric per uso urbano e ad idrogeno
Il veicolo a batteria elettrica (BEV), che ha senso solo per piccole vetture con un’autonomia limitata, a causa della limitata capacità di stoccaggio, sarà in commercio dal 2013. L’Opel Ampera ad autonomia estesa e user friendly ,con tecnologia EREV, unirà invece l’autonomia del puro elettrico all’autonomia in trazione elettrica con alimentazione da motore termico per percorsi più elevati. Il terzo tassello è previsto dal veicolo ad idrogeno (FCEV), che consente un’autonomia di 500 km a zero emissioni: l’anno scorso è stata prodotta una flotta di oltre 100 veicoli dimostrativi, per il 2015 è prevista la vendita. L’azienda ha intanto aderito ad un progetto di ricerca in Germania con 3 auto elettriche Meriva dotate di carica bidirezionale, per cui il veicolo diventa anche un elemento della smart grid.