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Indicatori di qualità: l’esempio del Formez per il progetto Etica
All’interno del progetto di assistenza tecnica ETICA pubblica nel sud, Formez PA ha elaborato, due strumenti per misurare il livello di trasparenza: il Barometro della trasparenza e semplificazione, che ha lo scopo di monitorare il livello generale di trasparenza e di semplificazione all’interno della Pubblica Amministrazione, e il Radar WebPA che ha lo scopo di valutare la qualità e la trasparenza della comunicazione on line secondo le indicazioni delle Linee Guida per la qualità dei siti web della PA. Il Radar – che lavora su 6 indici e 120 variabili – è stato utilizzato sia per misurare i siti delle Amministrazioni delle Regioni a Obbiettivo Convergenza destinatarie del progetto ETICA, sia per quelli di alcune Amministrazioni centrali. In coda al suo intervento, Marras presenta in anteprima alcuni dati relativi ai siti dei Ministeri che offrono alcune prospettive di vivo interesse.
Sperimentazione del Sistema di Monitoraggio delle prestazioni e degli accessi dei portali pubblici
L’Ing. Longo presenta la metodologia e i primi risultati dell’analisi che il Web & Performance Observatory dell’Università del Salento ha condotto sui portali web di un campione di amministrazioni pugliesi. I portali delle PA offrono un servizio pubblico che deve essere disponibile con tempi di risposta accettabili e le Linee Guida emanate dal Dipartimento della Funzione Pubblica affermano che ogni amministrazione deve rendere disponibili mensilmente i dati relativi agli accessi. Attualmente molte amministrazioni non sono attrezzate per rispondere alla normative. Il WPO intende fornire loro un servizio di monitoraggio continuo delle prestazioni dei portali e degli accessi e vuole mettere a disposizione del DFP la collezione dei dati del monitoraggio come strumento per un sistema di supporto alle decisioni del Legislatore.
Il monitoraggio dei siti web: l’esperienza del Registro.it
Il CNR di Pisa – gestore di Registro .it – ha svolto un’indagine sulla diffusione di internet nella Pubblica Amministrazione analizzando la cosiddetta metrica endogena dei nomi a dominio. Successivamente è stata svolta un’analisi sull’aderenza dei siti web delle Pubbliche Amministrazioni alle linee guida emesse dal Ministero della PA e dell’Innovazione. Martinelli illustra la metodologia di crawling utilizzata per l’analisi sull’aderenza e presenta alcuni risultati relativi alle Regioni e alle Province italiane.
La trasparenza centrale per migliorare la governance: PERLA PA
Il progetto PERLA PA intende razionalizzare e semplificare le banche dati di esclusiva gestione del DFP. È un sistema che punta a semplificare l’attività delle PPAA nelle comunicazione dei dati relativi agli adempimenti di legge nell’ottica dell’Open Government. Lungo quest’asse – spiega D’Amico prima di illustrare dettagliatamente il progetto – il DFP ha costruito il cosiddetto “framework della trasparenza”: un sistema basato su regole processi e tecnologie che ha l’obbiettivo di migliorare continuamente la trasparenza di tutto il settore pubblico italiano, monitorando e attivando le azioni necessarie a tutti i livelli di governo in tempo reale e in modo semplice.
Qualità dei siti in ambito locale: l’esempio dell’Emilia Romagna
All’interno della Direzione dei Sistemi Informativi della Regione Emilia Romagna si è costituito un gruppo di monitoraggio sullo sviluppo della società dell’informazione in regione. Dal 2004 è stata lanciata un’attività di monitoraggio sui servizi on line dell’amministrazione e sull’utilizzo dei siti e dei portali pubblici. È stata adottata una metodologia precisa per misurare la qualità dei siti web di tutti gli enti locali del territorio secondo una serie di indicatori divisi per ambiti (trasparenza: 24 indicatori; centralità dell’utente e partecipazione: 18 indicatori; inclusione: 19 indicatori). La dr.ssa Mancini presenta i risultati del monitoraggio, illustra le attività di miglioramento in corso e prefigura alcune azioni in programma per il futuro, tra cui un percorso sempre più netto verso gli open data.
La trasparenza nelle linee guida per i siti pubblici
L’esigenza di fornire informazioni corrette, puntuali e sempre aggiornate, nonché di erogare servizi sempre più fruibili a cittadini e imprese attraverso il canale web sono tra gli obiettivi principali di una PA di qualità. A questo scopo con le Linee Guida, sono stati definiti, per la prima volta, i percorsi operativi e gli interventi che una PA può intraprendere in questa direzione. Dalla Direttiva del novembre 2009 n. 8, passando per la prima pubblicazione del luglio 2010, fino alla seconda pubblicazione del maggio 2011, Simonetta Marsigliesi ricostruisce i passaggi, le indicazioni e i riscontri di questo importante percorso redazionale verso una PA realmente open.
La strategia della trasparenza
Francesca Russo offre una panoramica di come agisce la riforma Brunetta attraverso gli interventi ispirati al concetto di trasparenza. Dalla pubblicazione dei dati del DFP nel maggio 2008, passando per l’accessibilità totale definita nel dlgs. 150/09, fino alla campagna sull’open government del 2011, la Russo offre quadro complessivo delle azioni messe in campo. Emerge dal suo intervento come sulla trasparenza debba basarsi il mutato DNA delle PPAA per un reale avvicinamento e recupero di fiducia da parte dei cittadini.
La riforma della PA e la trasparenza
Nel suo intervento Filippo Patroni Griffi, nel presentare il ruolo della CIVT all’interno del flusso di riforma che la Pubblica Amministrazione italiana ha attraversato a partire dagli Novanta, analizza come è cambiato negli ultimi venti anni il concetto di trasparenza. Così come dall’idea della cultura dei risultati si è passati all’idea di performance, oppure dall’idea delle carte dei servizi si è arrivati all’elaborazione di standard di qualità dei servizi pubblici, allo stesso modo dall’idea della casa di vetro, e all’idea di accesso dei primi anni Novanta, si passa all’idea di trasparenza come elemento che lega insieme tutti gli altri elementi della riforma. La trasparenza è passata da essere concepita come diritto di accesso del “singolo” alle informazioni, ad essere considerata come una funzione di controllo diffuso e totale: accessibilità totale.
Gli obiettivi della trasparenza così come indicato dal d.lgs 150 possono essere raggruppati in: efficienza della amministrazione, prevenzione del fenomeno corruttivo, responsabilizzazione delle amministrazione, infine c’è l’obbiettivo di coesione sociale tra amministrazioni e cittadini.
Importante sottolineare che trasparenza e privacy non sono in contrasto, anzi il decreto 150 e le linee guida del Garante della Privacy insieme creano proprio il contesto normativo per la pubblicazione trasparente delle informazioni delle pubbliche amministrazioni. Nel resto dell’intervento patroni Griffi illustra le funzioni e le ultime attività della CIVIT