System Page

Il nuovo CAD: autenticità dei documenti e certezza del diritto

Garantire l’autenticità dei documenti e garantire la certezza del diritto: sono i due obiettivi che, assieme all’efficienza e alla semplificazione, la PA deve perseguire nella sua opera di digitalizzazione. Lo sottolinea con forza Andrea Lisi nell’esaminare alcuni punti del nuovo CAD che presentano ancora debolezze e rischi; primo fra tutti, l’aspetto della conservazione digitale. Gli archivi digitali, sottolinea Lisi, devono consentire a pubblici ufficiali di prelevare documenti e attestare la loro conformità o autenticità; e questo non solo oggi ma anche tra dieci, venti o cento anni. Questi archivi non contengono semplici informazioni, ma la rappresentazione informatica di atti, fatti e dati giuridicamente rilevanti. Si deve quindi investire su sistemi che garantiscano la conservazione permanente dei documenti digitali. Altri aspetti problematici esaminati da Lisi sono: la firma digitale; il Glifo; la pubblicità legale on line; la trasmissione digitale di certificati medici e ricette; i responsabili della conservazione.

I gruppi di lavoro istituiti da DigitPA per l’attuazione del CAD

DigitPA ha il compito di definire le regole tecniche e attuative per consentire l’effettiva applicazione del Codice dell’Amministrazione Digitale. Come si sta muovendo, quindi, DigitPA? Ce lo spiega Maria Pia Giovannini che, nella sua relazione, illustra i gruppi di lavoro istituiti per lo studio, l’approfondimento e la redazione delle regole tecniche in alcuni ambiti identificati come prioritari, come la firma digitale, le banche dati e l’identità digitale. In particolare, in materia di gestione documentale sono stati istituiti dei gruppi di lavoro che si occupano di tutti gli aspetti legati alla formazione, tenuta e conservazione del documento informatico (la valenza probatoria del documento, un sistema di conservazione che garantisca affidabilità sia nel breve che nel lungo periodo) e della gestione dei flussi documentali.

Nuovo CAD: documenti elettronici e dematerializzazione. (Premio “Meno carta, più valore”)

Il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale presenta molte novità, suggerite in gran parte dall’esperienza di questi anni piuttosto che dall’avanzare della tecnologie. Diventano regola le tecniche di comunicazione elettronica; sono semplificate le modalità di accesso alle reti e date indicazioni importanti alle Amministrazioni per l’organizzazione interna in vista di una maggiore efficienza; nasce la nuova categorie dei conservatori accreditati; viene affrontato il problema del disaster recovery. Anche se, come è stato rilevato, in alcuni campi si poteva “osare” di più, nel complesso il nuovo CAD rappresenta un passo importante in direzine di un’Amministrazione più vicina al cittadino.

Il convegno ha lo scopo di illustrare le novità del CAD, soffermandosi sugli argomenti di maggiore attualità come la dematerializzazione, ma nel contempo aprendo una discussione su cosa cambia e che impatto in termini di accelerazione del processo di modernizzazione della PA.

Sul sito è disponibile la registrazione integrale dell’evento cliccare qui

“Ricomincio da tre”: l’implementazione della riforma parte da digitalizzazione, trasparenza e customer satisfaction.

A conclusione dei quattro giorni di lavoro di FORUM PA 2011, Carlo Mochi Sismondi interpreta le nuove prospettive dell’innovazione alla luce di quanto già è stato fatto. Tra gli stand di FORUM PA, sottolinea Mochi Sismondi, si sono già visti molti progetti che hanno risparmiato migliaia di tonnellate di carta, l’operazione trasparenza lanciata dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione è a buon punto e progetti come Reti Amiche, Linea Amica o Mettiamoci la Faccia testimoniano un’attenzione sempre crescente all’ascolto del cittadino. Da qui bisogna partire per le nuove frontiere dell’innovazione: Cloud computing, Open Data e Government 2.0.

 

 

Dalle normative al comportamento: l’implementazione della riforma della PA.

Il Ministro Brunetta, alla luce di uno studio che indica l’Italia come primo Paese europeo per l’e-gov, cita alcuni punti chiave della riforma: merito, trasparenza, customer satisfaction, azione collettiva, valutazione, nuovo CAD e semplificazione. La criticità maggiore, a questo punto, è far diventare tutto questo cultura comune, cultura accettata. Per passare ad una fase di virtuosa applicazione, Brunetta chiede la collaborazione del mercato dell’economia, fatto dalle imprese che devono fare il loro business, e del mercato della politica, fatto dai cittadini che devono controllare che gli amministratori lavorino in direzione del cambiamento. 

Government 2.0

Lavorare a un’Amministrazione 2.0, premette Forghieri, significa creare più intelligenza, quindi più ascolto e maggiore relazione con i cittadini e i dipendenti altamente qualificati nell’utilizzo delle tecnologie. Applicazione di standard e livelli di omogeneizzazione dei processi, minore discrezionalità e più trasparenza, questi i presupposti per il passaggio al paradigma dell’Amministrazione 2.0, tenendo presente tre prospettive di sviluppo: una PA che diventi predittiva, che ascolti e anticipi i bisogni dei cittadini, una PA allenatrice attraverso il participatory sensing e il crowdsourcing, una PA che utilizzi i social Media così come una nazione apre le sue ambasciate.

g-cloud: cloud computing per la PA

Roberto Masiero analizza i principali effetti virtuosi dell’introduzione del Cloud Computing nei sistemi di gestione della PA, sottolineandone parallelamente alcune criticità. “Già singolarmente con i nostri device siamo tutti in Cloud” nota Masiero, ora bisogna organizzarci per mandarci anche le imprese, le organizzazioni e la PA. Si tratta di un cambiamento di paradigma che offre benefici economici, favorisce il processo di omogeneizzazione e consolidamento, consente di aumentare e ridurre quasi istantaneamente la capacità elaborativa disponibile, di dare risposte ai bisogni improvvisi degli Enti e di beneficiare delle innovazioni introdotte nel settore privato.

Open Data e sviluppo economico

Federico Morando offre una sintetica prospettiva su cos’è l’Open Data, qual è il suo potenziale economico, e quali sono i principi che stanno emergendo a riguardo. Le Pubbliche Amministrazioni spesso hanno dei dati che usano per i fini conferiti loro dagli obblighi di legge, ma che possono essere utilizzati anche per scopi inattesi. Il calcolo dei benefici economici attesi prevede – al minimo – alcune centinaia di milioni di euro, in virtù dei quali vale indubbiamente la pena spendere alcune centinaia di migliaia di euro nella realizzazione dei portali necessari a mettere a disposizione in maniera organizzata i dati. Oltre al potenziale economico diretto esiste poi un potenziale indiretto molto importante che riguarda la trasparenza e l’efficienza della PA.

 


Licenza Creative Commons
Questo contenuto, la trascrizione dell’intervento e le slide sono  distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione 2.5 Italia.

Innovazione e territorio

Il Presidente Castiglione sottolinea come il 70% degli investimenti nel nostro Paese vengano fatti dagli Enti Locali, anche in virtù di questo l’UPI vede con gran favore un’azione di coinvolgimento degli Enti Locali nel percorso verso l’innovazione. L’UPI ha già lavorato con il Ministero sul ciclo della performance e sulla riforma del lavoro pubblico, quello della diffusione della banda larga è il prossimo obbiettivo comune, condiviso anche con gli attori privati e gli operatori economici. Non c’è dubbio però – aggiunge Castiglione – che non sia più pensabile gravare così pesantemente sugli Enti Locali come è stato fatto nell’ultima manovra di finanza pubblica. 

I risultati della riforma a FORUM PA

A conclusione dei quattro giorni di lavoro di FORUM PA 2011, Carlo Mochi Sismondi interpreta le nuove prospettive dell’innovazione alla luce di quanto già è stato fatto. Tra gli stand di FORUM PA, sottolinea Mochi Sismondi, si sono già visti molti progetti che hanno risparmiato migliaia di tonnellate di carta, l’operazione trasparenza lanciata dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione è a buon punto e progetti come Reti Amiche, Linea Amica o Mettiamoci la Faccia testimoniano un’attenzione sempre crescente all’ascolto del cittadino. Da qui bisogna partire per le nuove frontiere dell’innovazione: Cloud computing, Open Data e Government 2.0.

Innovazione, finanza pubblica e competitività

I paesi del G20 cosiddetti “di economia matura”, hanno un rapporto debito/PIL molto maggiore di quelli a economia emergente. Ciò – spiega Bassanini – apre una competizione per la crescita e per i futuri rapporti di forza economica tra i Paesi, per vincere la quale bisogna creare condizioni favorevoli agli investimenti a lungo termine: regolazioni, trattamento fiscale, incentivi. Ma senza una fortissima innovazione tecnologica nel funzionamento delle Pubbliche Amministrazioni e dei servizi pubblici, che ne comporti una reingegnerizzazione radicale, non è possibile vincere la sfida. 

Digitalizzazione e semplificazione le chiavi della riforma per le piccole imprese

La riforma della pubblica amministrazione è un tema importantissimo per le piccole imprese. Cesare Fumagalli apre il suo intervento con l’esempio della lentezza della giustizia che ogni anno costa centinaia di milioni di euro alle PMI. Il fare impresa oggi oltre al rischio imprenditoriale comporta anche un “rischio amministrativo”, questo oggi non è più tollerabile e la riforma Brunetta, insieme agli interventi per la semplificazione, va proprio in questo senso. In particolare Fumagalli sottolinea l’importanza degli ultimi interventi in materia di digitalizzazione della PA e in materia di semplificazione amministrativa (come quelli sulla Misurazione degli Oneri Amministrativi)