Lezioni d’Europa 2022: un percorso per conoscere meglio istituzioni, politiche e opportunità dell’Unione europea

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In questo periodo di difficoltà e di incertezza legato alla pandemia e all’attuale crisi internazionale e geopolitica, è ancora più importante diffondere la conoscenza delle istituzioni e delle politiche europee, informare sulle opportunità offerte dall’Unione europea e sostenerne l’utilizzo da parte del cittadino. È questo l’obiettivo di “Lezioni d’Europa 2022”, un percorso che si svolgerà tra marzo e giugno con 15 webinar realizzati in collaborazione tra il Centro Europe Direct Roma Innovazione, operativo presso Formez PA, il Centro Europe Direct dell’Università di Siena, il Centro Europe Direct di Trapani Sicilia e il Centro Europe Direct dell’Università Roma Tre

3 Marzo 2022

V

Cecilia Vedana

Formez PA

Photo by Christian Lue on Unsplash - https://unsplash.com/photos/7dEyTJ7-8os

Diffondere la conoscenza delle istituzioni e delle politiche europee, informare sulle opportunità offerte dall’Unione europea e sostenerne l’utilizzo da parte del cittadino. È questo l’obiettivo di Lezioni d’Europa 2022, ciclo diwebinar che si svolgerà tra marzo e giugno e che è stato presentato il 24 febbraio scorso in occasione dell’evento di commemorazione di David Sassoli. L’iniziativa si rivolge a tutti coloro che vogliono avvicinarsi alle tematiche dell’Unione europea, indipendentemente dal tipo di formazione culturale o di professione.

L’edizione 2022 di Lezioni d’Europa nasce dall’esperienza di collaborazione formativa già maturata tra il Centro Europe Direct Roma Innovazione, operativo presso Formez PA, e il Centro Europe Direct dell’Università di Siena, il Centro Europe Direct di Trapani Sicilia e il Centro Europe Direct dell’Università Roma Tre. Un’esperienza che si è scelto di proseguire ed implementare, individuando in questa nuova edizione gli argomenti più salienti ed attuali, capaci di cogliere l’interesse e il desiderio di approfondire del cittadino e di chiunque sia interessato alle tematiche europee.

In questo periodo di difficoltà e di incertezza legato alla pandemia, alla crisi internazionale e geopolitica, è ancora più importante sapere come si sta muovendo l’Unione europea. Oggi pare quanto mai urgente affrontare temi come l’europeismo e l’antieuropeismo italiano, la storia delle istituzioni europee, l’immagine dell’UE in paesi come Maghreb, Cina e Russia, l’allargamento verso i Balcani occidentali, i sovranismi di Polonia e Ungheria e il loro impatto sull’Unione. Questo, senza dimenticare argomenti come la transizione digitale, la salute, la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale, la lotta alle “Fake news”, i fondi europei, il PNRR in Italia (che vede Formez PA fra gli attori principali) e l’euro progettazione, ai quali saranno dedicati specifici incontri del percorso formativo.

Come ha sottolineato Claudia Salvi, responsabile del Centro Europe Direct Roma innovazione, operativo presso Formez PA, in occasione della presentazione di “Lezioni d’Europa”, l’obiettivo dell’iniziativa è di fidelizzazione, sottolineando come percorsi, così articolati e centrati su temi specifici e di forte attualità, che si sviluppano in 15 incontri per alcuni mesi, pongano le basi per creare una comunità sempre più consapevole e competente in materia di politiche europee. “Vorremmo che si affezionassero alle Lezioni d’Europa – ha sostenuto – e che continuassero a seguirci anche nei prossimi anni. Il grande sforzo che abbiamo fatto e che faremo è quello di individuare, ogni anno, quelli che sono i temi più caldi, in riferimento alla vita delle istituzioni europee e riproporli sotto forma di webinar, strumento utile per raggiungere tutto il territorio italiano, o di dibattiti, quando sarà possibile tornare a organizzare questi eventi in presenza”.

Si parte quindi il 10 marzo con la prima lezione dedicata alla narrazione ambigua. Il vincolo europeo, l’europeismo e l’antieuropeismo italiano, partendo dall’idea che alcune importanti cause storiche dell’attuale euroscetticismo italiano vadano cercate nel processo di formazione e maturazione del nostro europeismo. La seconda lezione affronterà il tema delle istituzioni dell’UE, il profilo storico e giuridico del Parlamento europeo.

Due webinar saranno dedicati all’immagine dell’UE nel Maghreb e all’’immagine dell’UE in Cina e in Russia, incontri che cercanorispondere a questioni come: quanto è importante, per l’Unione europea, l’opinione che di essa hanno le élites politico-sociali e i cittadini dei “paesi terzi”? Quale incidenza ha l’immagine dell’“Europa fuori dall’Europa” nel forgiare i valori, gli obiettivi, le azioni e quindi, in definitiva, la stessa identità delle istituzioni sovranazionali? Il primo campo di analisi per provare a rispondere sarà il Maghreb per poi approfondire quale sta diventando il posizionamento geopolitico di Cina e Russia, interlocutori importanti e controversi dell’Unione europea.

Per quanto riguarda la Cina, Pechino è un partner commerciale per l’UE; a sua volta, nel 2019, l’Unione europea è stata il principale partner commerciale della Repubblica popolare cinese. Ci sono però questioni internazionali cruciali a dividere l’Unione europea dalla Cina, che rimandano a quella che alcuni analisti definiscono una nuova “guerra fredda” inscenata da Pechino e il mondo occidentale.

Si affronterà anche la questione della dipendenza energetica dalla Russia, da parte di alcuni Paesi Ue, molto attuale data la grave crisi internazionale in Ucraina, e tutte le ulteriori motivazioni di profondo conflitto tra le due parti. L’attuale guerra in Ucraina – alle porte dell’Unione – in seguito all’attacco militare della Russia, oppure il “caso Navalny” l’oppositore più carismatico di Putin che è stato avvelenato, o ancora le accuse rivolte a Mosca di interferenze nello svolgimento della vita interna di alcuni paesi europei (ad esempio il tentativo di condizionare appuntamenti elettorali o referendari, come nel caso della Brexit), e altre controversie, hanno portato l’UE alla decisione di promuovere sanzioni economiche contro la federazione russa. Se sul piano dei rapporti politico-diplomatici è abbastanza chiaro lo stato (assai teso) dei rapporti tra UE, da un lato, e “orso russo” e “dragone cinese”, dall’altro, meno perlustrato è il tema dell’opinione che i cittadini di quei due grandi paesi hanno nei confronti dell’UE e dell’Europa. Questo approfondimento offrirà alcune risposte a questa domanda.

Il webinar sull’allargamento dell’Unione europea ai Balcani occidentali si soffermerà sul processo di allargamento verso il versante occidentale dei Balcani (Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia del nord, Montenegro e Serbia) che è particolarmente complesso. Andrebbe ricordato che, generalmente gli allargamenti dell’UE sono sempre stati lunghi e complicati. Questi temi saranno affrontati da una duplice prospettiva: quella politico-istituzionale, con particolare attenzione al punto di vista dell’Unione europea, e quello che mira a offrire un quadro della società balcanica-occidentale, ancora percorsa dai ricordi dei sanguinosi conflitti degli anni Novanta e agitata da tensioni generate dal contrasto tra apparentemente non sradicabili pulsioni nazionaliste, che si nutrono di interpretazioni fuorvianti del passato, e una società civile che guarda con speranza all’occidente europeo, mentre osserva con timore la crescente penetrazione (economica ma non solo) della Cina e della Russia in quell’area. 

Due incontri saranno dedicati al tema dei sovranismi di Polonia e Ungheria. Laprima riflessione sarà avviata rispetto al loro impatto interno in Ungheria e Polonia. L’articolo 2 del Trattato di Lisbona stabilisce che l’Unione europea si fonda sul rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. La loro violazione da parte di uno Stato membro può essere sanzionata dalle istituzioni europee. L’Unione europea è intervenuta con delle sanzioni nei confronti di due suoi Stati membri, la Polonia e l’Ungheria, retti da regimi sovranisti ed euroscettici entrati in collisione con Bruxelles. La seconda riflessione approfondirà il tema di dove portano i sovranismi, esaminando l’evoluzione dei rapporti tra Ungheria, Polonia e Unione europea. Negli ultimi anni, in Polonia e in Ungheria sono emerse una serie di deviazioni dallo Stato di diritto difficilmente giustificabili. Si parlerà delle procedure utilizzate dalla Commissione e dalla Corte per contrastare le riforme del sistema giudiziario polacco che sono apparse in totale contrasto con i principi dell’indipendenza e dell’inamovibilità dei giudici.

Tra gli incontri è previsto anche un approfondimento dedicato alla politica dell’UE contro le “notize false” La pubblicazione di “notizie false” su temi e politiche cruciali nella Unione europea non è un fenomeno recente né marginale, che anzi si è aggravato e ha avuto una crescita esponenziale con l’avvento dei social network e più in generale delle piattaforme digitali. La disinformazione, ovvero la creazione o diffusione intenzionale di notizie false allo scopo di causare danni, si contraddistingue per una pericolosità intrinseca per la vita democratica, in quanto impatta in maniera negativa sullo sviluppo di una società digitale e, più in generale, sulla partecipazione informata dei soggetti alla vita pubblica. Esempi recenti di grave disinformazione sono relativi a grandi temi quali la crisi pandemica e la vaccinazione, o il cambiamento climatico. L’Unione europea è fortemente impegnata nel contrasto alle “fake news” e la sessione formativa illustrerà le politiche che sta mettendo in campo per un’efficace azione di contrasto ed una effettiva protezione delle società, dei cittadini e delle libertà da tali minacce.

Infine, il Green Deal europeo e la transizione verde, l’attuazione del PNRR in Italia e lo sviluppo sostenibile, l’Unione europea e tutela della salute, i diritti nel mercato digitale, l’approccio europeo e la strategia nazionale per l’Intelligenza Artificiale, i nuovi Fondi europei 2021-2027 e l’Europrogettazione saranno oggetto di un approfondimento formativo in specifiche sessioni formative.

Si tratta, quindi, di un’offerta formativa che trova in questo periodo una ulteriore ragione di essere. La sede dove i partecipanti oltre ad approfondire i loro interessi e curiosità tesseranno, non solo la trama della conoscenza, ma anche quella della consapevolezza di come l’Europa sia una istituzione in divenire non solo per il suo allargamento verso i paesi dell’est, ma anche rispetto alla definizione di politiche e strumenti capaci di preservare i valori da cui è nata a partire dal Manifesto di Ventotene Per un’Europa libera e unita scritto da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi nel 1941 durante il periodo di confino presso l’isola di Ventotene.

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