Rafforzare il metodo cooperativo come chiave della ripartenza del Mezzogiorno: il focus a FORUM PA Sud - FPA

Rafforzare il metodo cooperativo come chiave della ripartenza del Mezzogiorno: il focus a FORUM PA Sud

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L’ingente quantità di denaro che verrà destinata alle politiche di coesione nel prossimo futuro rappresenta forse l’ultima grande occasione per aree come il Sud Italia di rilanciarsi sotto tutti i punti di vista. È evidente però come tutto questo possa accadere solo attraverso un partenariato che non solo sia efficace ed efficiente, ma anche accompagnato da una volontà politica concreta. La strada sembra quella giusta, come testimoniato dal Piano Sud 2030, ma guai ad abbassare la guardia. Ecco gli spunti emersi dall’evento annuale di informazione e comunicazione del PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020, organizzato a “FORUM PA Sud” nell’ambito di “FORUM PA Restart Italia”

4 Novembre 2020

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Mauro Tommasi

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Le istituzioni, il mondo del lavoro, le reti industriali e la società civile sono coinvolte tutte nel percorso che deve portare a sfruttare al meglio le opportunità derivanti dal nuovo Fondo di Coesione europeo 2021-2027 e dalle misure di sostegno provenienti dal NextGenerationEU. Il tema del partenariato acquisisce quindi nuova centralità nel contesto della crisi pandemica, ed è stato al centro dell’evento annuale di informazione e comunicazione del PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020, tenutosi oggi nell’ambito di “FORUM PA Sud”, uno dei tre eventi che sta dando vita in questi giorni al “FORUM PA 2020 Restart Italia”.

Come ricordato dal direttore dell’Agenzia per la coesione territoriale Massimo Sabatini, “si tratta di un momento molto particolare per le politiche di sviluppo in quanto soprattutto per il Sud stavolta c’è la possibilità che siano le politiche a guidare e non ad inseguire il processo di sviluppo, creando nuovi standard e favorendo la ripartenza dell’Italia”. Sabatini si è poi soffermato sui 4 pilastri di questo modello di sviluppo: il lavoro, l’impresa, la società civile e le istituzioni, non mancando di citare come questi siano anche gli elementi chiave su cui basare l’intervento, indicati dal Piano Sud 2030. Il metodo partenariale quindi, aperto a tutti i livelli, permette di individuare e catturare i portatori di interessi in senso ampio, portando innovazione in termini di approccio: serve adottare più spesso il punto di vista dei beneficiari nel momento in cui si progettano i servizi, mettendosi nei panni delle PMI ed estraendo contenuti da chi ha interesse nello sviluppo.

Nel Talk sono quindi intervenuti proprio rappresentanti dalle 4 categorie indicate dal direttore Sabatini, dando così spazio ad ulteriori riflessioni. Ecco alcuni spunti.

L’assessore alle autonomie locali e della funzione pubblica della regione Sicilia, Bernadette Felice Grasso, ha ricordato come alla base delle risorse non spese o spese male degli anni passati vi fosse una quasi totale assenza di dialogo con i territori. Il piano strategico pensato dalla Regione Sicilia per i prossimi anni invece ha messo al centro il coinvolgimento di tutti gli attori socio-economici del territorio, con un occhio di riguardo alla questione della rigenerazione del personale per velocizzare questo stesso processo.

Per il mondo delle industrie invece la testimonianza di Beatrice Lucarella, di Confindustria Puglia, che ha rimarcato la necessità di sburocratizzare le procedure di accesso ai fondi per evitare che le imprese si vedano costrette a rinunciare allo sviluppo a causa di ostacoli amministrativi.

Carlo Borgomeo invece, presidente della Fondazione con il Sud, ha sottolineato quanto il Piano Sud sia la prova che ci sia stato un cambio epocale nella concezione delle politiche di coesione, che hanno abbandonato l’approccio dell’offerta per puntare sulla creazione di domanda provando a chiedere agli interessati quali siano le loro aspettative e relative domande di sviluppo.

Infine, a chiusura di questa prima tavola rotonda, Giuseppe Massafra di CGIL, ha ricordato come questo sia il tempo anche per le associazioni sindacali di rivendicare un maggiore coinvolgimento, che non sia mera consultazione ma definizione di un rapporto serio, programmato, che veda i sindacati quali portatori di interessi e in grado di esercitare le proprie competenze nel costruire le politiche.

La seconda parte del Talk ha poi visto l’intervento di Riccardo Monaco, a nome dell’Autorità di Gestione del PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020, il quale si è soffermato sull’operato dell’ultimo anno, sottolineando il fatto che dietro il processo di partenariato risiede un mondo di stakeholders che nel piano 2007-2013 aveva risentito di una mancanza strutturale di dialogo e comunicazione degli obiettivi. “È necessario riformare il codice di condotta, – afferma Monaco – affinchè il comitato di sorveglianza non sia un mero organo contabile ma che svolga funzioni relative alla qualità”. Servono nuovi progetti e coordinazione, di cui un buon esempio è rappresentato dall’iniziativa Officine Coesione, raccontato da Alberto Gambescia, di Studiare e sviluppo, il quale ha sottolineato il fatto che considerando l’elevata complessità dei processi di partenariato, ciò che davvero farebbe la differenza non è la sorveglianza bensì la partecipazione dei comitati, al fine di cogliere l’opportunità data dai fondi europei.

Proprio parlando di Europa, negli ultimi due interventi della Commissione Europea che hanno visto la partecipazione al dibattito di Adelina Dos Reis della DG Employment e di Jan Mikolaj Dzieciolowski della DG Regio, si è sottolineato quanto, più che alla sorveglianza (termine tradotto dall’inglese “monitoring” delle linee guida europee), la Commissione veda nel ruolo dei comitati quello del monitoraggio del percorso di creazione di progetti in grado di attrarre le risorse dei fondi di coesione.

L’incontro si è dunque chiuso con due auspici: il primo lanciato dal presidente di FPA Carlo Mochi Sismondi verso una politica di coesione empatica, in grado di mettersi nei panni dei beneficiari dello sviluppo, e il secondo, espresso dal Direttore dell’Agenzia per la coesione territoriale Massimo Sabatini di dimostrare che il sistema del partenariato conviene sia in termini di efficienza che di efficacia.

Nelle prossime settimane sarà disponibile la registrazione integrale del Talk