Restart Italia: non possiamo farcela senza il Mezzogiorno. La Commissaria europea Elisa Ferreira a FORUM PA Sud - FPA

Restart Italia: non possiamo farcela senza il Mezzogiorno. La Commissaria europea Elisa Ferreira a FORUM PA Sud

Home Programmazione Europea Restart Italia: non possiamo farcela senza il Mezzogiorno. La Commissaria europea Elisa Ferreira a FORUM PA Sud

Nessun team può vincere se metà della squadra resta negli spogliatoi. Con questa metafora Elisa Ferreira, Commissaria europea per la Coesione e le Riforme, intervenendo nello Scenario di apertura di FORUM PA Sud (uno dei tre eventi che compongono “FORUM PA Restart Italia”) ha spiegato perché il Sud deve avere un ruolo centrale nella ripartenza dell’Italia in prospettiva post emergenza

2 Novembre 2020

Photo by Helena Lopes on Unsplash - https://unsplash.com/photos/PGnqT0rXWLs

Nessuna squadra può vincere se metà dei giocatori resta negli spogliatoi. Con questa metafora Elisa Ferreira, Commissaria europea per la Coesione e le Riforme, intervenendo nello Scenario di apertura di FORUM PA Sud (uno dei tre eventi che compongono “FORUM PA Restart Italia”) ha spiegato perché il Sud deve avere un ruolo centrale nella ripartenza dell’Italia in prospettiva post emergenza. Un ruolo che, come ha evidenziato la Commissaria, porta il peso di problemi precedenti l’attuale emergenza: l’export del sud è solo il 13% del PIL, molto basso se paragonato al 32% del resto di Italia; ed è molto alta la disoccupazione giovanile, c’è uno spreco enorme di giovani talenti soprattutto ora che in Europa si va verso la transizione industriale in ottica di green economy e serve la capacità di innovare e pensare dei giovani.

In questo contesto, ha proseguito Elisa Ferreira, la politica di coesione e i fondi di investimento possono avere un ruolo centrale, ma la PA è la chiave per usarli al meglio: serve un piano di lungo periodo, basato su competitività, digital transition e coinvolgimento dei giovani, come è il Piano Sud. Non bastano gli investimenti, serve una migliore governance, una migliore gestione e selezione dei progetti e migliore capacità amministrativa. Servono investimenti in capitale umano, sulla massa critica, in processi e decisioni, stabili e affidabili nel tempo. Serve semplificare le procedure e includere il contesto imprenditoriale, il mercato del lavoro e il mondo dell’istruzione.

“Abbiamo una grande opportunità con il Recovery fund e il nuovo piano di politiche di coesione: sulla loro attuazione si baseranno le trasformazioni che vogliamo, dobbiamo cambiare molto e lavorare insieme”, ha aggiunto Ferreira, concludendo: “i servizi della commissione sono pronti, non solo assistenza nel gestire i fondi, ma anche esperienze sul piano tecnico, con la DG Reform. In conclusione, nella squadra economica dell’Italia ci sono persone di valore, se tutte le regioni e i giovani italiani lavoreranno insieme, l’Italia sarà tra i leader della transizione verde e digitale”.

“Dobbiamo mettere insieme emergenza e progetti a lungo termine – ha sottolineato Silvia Scozzese, Capo di Gabinetto del Ministro per il Sud e la Coesione territoriale nel corso dello Scenario intitolato “Quale ruolo del Sud nel Restart Italia? Dalle scelte sui finanziamenti il modello di sviluppo per il Mezzogiorno” –. Il Piano Sud è stato immaginato per toccare tutti gli elementi che in sinergia possono far ripartire il Sud. Dobbiamo puntare sui giovani e sulle donne. Abbiamo individuato e stiamo realizzando finanziamenti per iniziative di formazione e per l’offerta di servizi sociali che oggi mancano e che generano effetti negativi su occupazione e qualità della vita. Questo vale non solo per il Sud, ma anche per le aree interne. Dobbiamo essere capaci di intervenire dove è necessario, con strumenti ad hoc. Tra tutti gli interventi che stiamo realizzando abbiamo individuato come centrale il rafforzamento della Pubblica amministrazione, perché oggi nel programmare le risorse, anche quelle straordinarie, scontiamo la capacità di progettualità e realizzazione della PA (soprattutto al Sud, ma non solo)”. Una sfida centrale è quindi dotare le amministrazioni, soprattutto quelle locali, di personale dedicato alla progettazione e all’utilizzazione dei fondi”.

L’investimento in formazione, la lotta alle disuguaglianze e a qualunque tipo di divario (soprattutto quelli di tipo sociale), il focus su trasformazione digitale, innovazione sostenibile e nuovo modello di sviluppo, la necessità di promuovere una visione di lungo periodo e la coerenza tra gli obiettivi e tutte le risorse che vengono messe in campo, superare la contrapposizione tra Nord e Sud. Questi alcuni punti emersi dalla discussione.

In conclusione, Pier Paolo Baretta, Sottosegretario di stato all’economia e alle finanze, ha sottolineato che “per l’inizio dell’anno dovremmo essere in grado di presentare all’EU i primi filoni di intervento. Il Sud è fondamentale per due ragioni: parte importante dei fondi va finalizzato al Sud, circa il 34%, e si tratta di un’occasione irripetibile. Non focalizzare le risorse rispetto alle necessità del paese verso modernizzazione ed equità sarebbe uno spreco, serve un salto di qualità da parte di tutti”. “Bisogna avere ben chiari quali sono gli obiettivi strategici: la transizione ecologica (qualità dell’ambiente e della vita, straordinariamente importante per un paese come il nostro) e la digitalizzazione – ha aggiunto Baretta – collegata non solo alle infrastrutture ma alle PA, il cui miglioramento è un obiettivo esplicito sia del piano europeo che dell’Italia. Sostenuti dal fatto che le risorse europee sono stanziate per interventi di struttura e non per sostegno (in conto capitale), si è obbligati a fare interventi strutturali”. “Il Ministro Provenzano stima che la dotazione complessiva per il Sud dovrebbe essere di 140 miliardi, insolita rispetto al normale” per cui “prima ci si nascondeva sulla mancanza di risorse stavolta non ci sono scuse”.

Nelle prossime settimane sarà disponibile la registrazione integrale dell’evento.