Alleanza per un 2013 che attivi (anche) la cittadinanza attiva europea

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Il 2013 è l’Anno europeo dei cittadini. Sui contenuti dell’Anno europeo, tra la Commissione europea, le istituzioni dell’Unione e la società civile si è aperto da subito un  vivace confronto. Proprio il dissenso rispetto alle posizioni iniziali della Commissione, ha fatto si che la società civile trovasse una forte spinta per costruire una propria piattaforma di mobilitazione determinata a sfruttare l’Anno europeo dei cittadini quale opportunità per andare oltre la dimensione della semplice informazione sui diritti. L’obiettivo è andare verso una piena partecipazione dei cittadini alle scelte europee che li riguardano. Nasce così l’Alleanza europea per l’Anno europeo dei cittadini 2013. E L’Alleanza italiana ha deciso di collegarsi espressamente all’art 118 della nostra Costituzione, che esprime il principio di sussidiarietà sia verticale che orizzontale, chiamando direttamente in causa gli enti locali…

20 Marzo 2013

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Stefano Milia

Il tema della cittadinanza europea a 20 anni dall’entrata in vigore del Trattato Maastricht che l’ha istituita, non ha fatto molta fatica ad essere condiviso e tradotto in progetto concreto, già nell’agosto del 2011, da parte della Commissione europea.
La stessa cosa non si può certo dire riguardo all’articolazione dei contenuti e le priorità legate all’Anno europeo dei cittadini 2013. Un atteggiamento fortemente critico da parte di tutte le principali reti europee della società civile si è manifestato già all’indomani della pubblicazione della prima proposta della Commissione[i], che mostrava chiaramente un’interpretazione della nozione di cittadinanza essenzialmente circoscritta alla valorizzazione dei diritti individuali del cittadino europeo più tradizionalmente riconosciuti dai Trattati e relativi essenzialmente alla mobilità.
Nella prima versione, infatti, erano scarse le aperture verso l’esercizio attivo della cittadinanza, che è previsto da alcune innovazioni contenute nel Trattato di Lisbona e che conferisce un ruolo importante proprio alla società civile organizzata in un quadro di rafforzamento della dimensione democratica dell’Unione.

Che tale perplessità corrispondesse ad un sentimento diffuso, specie in un momento storico in cui appare più urgente che mai rinsaldare il legame tra istituzioni europee e cittadini, lo hanno poi confermato anche documenti quali il parere del Comitato Economico e Sociale Europeo[ii] e il lungo percorso che la proposta della Commissione ha dovuto fare in sede di Parlamento Europeo, dove tante sono state fin dall’inizio le richieste di emendamenti avanzate dai deputati europei. Alla fine, le proposte di emendamento hanno portato ad un documento finale[iii] parzialmente revisionato e aperto ad iniziative non esclusivamente finalizzate all’informazione sui diritti.
Rimane, tuttavia, nettamente insoddisfacente il livello dei finanziamenti che la Commissione intende destinare all’Anno europeo 2013:  i fondi previsti sono pari al 10% di quanto stanziato nel 2012 e circa al 7% di quanto stanziato nel 2011.

Paradossalmente questo sostanziale clima di contestazione, ha fatto si che la società civile trovasse una forte spinta per costruire, con largo anticipo rispetto al 2013, una propria piattaforma di mobilitazione determinata a sfruttare comunque l’Anno europeo dei cittadini quale opportunità per andare oltre la dimensione della semplice informazione sui diritti europei. L’obiettivo, piuttosto, è andare verso una piena partecipazione dei cittadini alle scelte europee che li riguardano.

Nasce così “Alleanza europea per l’Anno europeo dei cittadini 2013”, attorno ad un “Manifesto[iv] condiviso da una variegata e particolarmente rappresentativa rete di organizzazioni attive nell’Unione, in cui vengono sottolineati in primo luogo gli obiettivi e i valori collettivi europei. Tra questi, si fa riferimento alla democrazia partecipativa, alla cittadinanza inclusiva, al dialogo civile, ai diritti sociali ed economici, alla cittadinanza di residenza nonché ad una governance europea rigenerata, trasparente ed efficace.

In Italia, una simile Alleanza, inizialmente promossa dal Consiglio Italiano del Movimento Europeo (CIME), l’ALDA e il Forum del Terzo Settore, si è costituita attraverso vari incontri iniziati nel mese di settembre del 2012 e rappresenta, ad oggi, già più di 40 organizzazioni e reti di società civile.
Lo scopo è quello di scambiare buone pratiche, coordinare le attività che saranno svolte durante l’anno, facilitare il dialogo fra i cittadini e le istituzioni, avviare azioni di sostegno per le iniziative che saranno realizzate utilizzando gli strumenti previsti dall’articolo 11 del Trattato di Lisbona, predisporre delle proposte da sottoporre alla Commissione europea, al Parlamento Europeo e anche al Governo italiano, specie in vista della sua Presidenza semestrale di turno dell’UE programmata per il 2014[v].

Le linee generali d’azione lungo le quali l’Alleanza Italiana si muoverà, sono, naturalmente, quelle nel Manifesto dell’Alleanza europea, però ulteriormente specificate e adattate alla situazione nazionale, attraverso l’adozione in novembre, di una Dichiarazione intitolata “2013 – Noi, Cittadini d’Europa…[vi].
Nel testo appaiono evidenziati specialmente quattro obiettivi da perseguire insieme durante l’anno:

  • sensibilizzare e diffondere presso tutti i cittadini residenti in Italia la consapevolezza dei propri diritti proclamati dall’Unione europea, aiutandoli così a ricorrere agli strumenti tipici della democrazia partecipativa;
  • diffondere una cultura della trasparenza a livello politico e amministrativo, sollecitando in tal senso i poteri pubblici;
  • assicurare l’applicazione in Italia delle principali convenzioni internazionali sul diritto di consultazione, accesso e partecipazione civile nei processi decisionali pubblici.
  • avviare un processo di revisione costituzionale del Trattato di Lisbona, promuovendo l’unione politica federale europea, sul modello costituzionale di una democrazia sovranazionale rappresentativa e partecipativa.

L’Alleanza italiana, inoltre, ha deciso di impegnarsi ricollegandosi anche espressamente all’art. 118 della Costituzione Italiana che esprime il principio di sussidiarietà sia verticale che orizzontale e quindi la fondamentale interazione tra enti locali e iniziativa di cittadini, singoli e associati.

In tal modosi vuole evidenziare come anche il ruolo degli enti locali e delle loro associazioni risulterà essere di primaria importanza per la realizzazione degli scopi dell’Alleanza e suggerisce cosi un forte partenariato tra questa e tali realtà.  A tal fine è stato elaborato anche un modello di atto deliberativo che qualunque ente locale può far approvare dai rispettivi organi deliberativi per sottolineare la propria adesione agli obiettivi ed all’attività dell’Alleanza.

(Qui è scaricabile il testo integrale del modello di atto deliberativo per Enti locali)

L’Alleanza italiana per l’Anno europeo dei cittadini 2013 parteciperà alla Giornata della Cittadinanza Attiva a FORUM PA 2013, 30 maggio Roma.

 

[i] COM (2011) 489 del 11.8.2011
[ii] SOC/428 del 28 marzo 2012  Parere del CESE in merito alla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all’Anno europeo dei cittadini (2013) — COM(2011) 489 definitivo — 2011/0217 (COD) in GUE 2012/C 181/24
[iii]
Decisione n. 1093/2012/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 novembre 2012, relativa all’anno europeo dei cittadini (2013), in GUE 2012/L325/1
[iv]
Versione integrale in varie lingue consultabile su: http://ey2013-alliance.eu/
[v]
Dal 1 luglio al 31 dicembre 2014
[vi]
Tale documento insieme a tutte le altre informazioni relative alle attività promosse nel quadro dell’Alleanza italiana per l’Anno europeo 2013 sono disponibili in: http://www.ey2013-italia.eu/


Stefano Milia è Segretario Generale e Direttore area progetti Consiglio Italiano del Movimento Europeo – CIME. 
Il CIME – Consiglio Italiano del Movimento Europeo nasce nel 1948 come organizzazione di secondo livello con l’esplicita missione di essere portavoce ed espressione di tutte le forze democratiche della società civile organizzata impegnate nel Paese per il conseguimento dell’unità europea intesa quale federazione tra gli Stati europei. Ha, inoltre, la funzione di sensibilizzare i cittadini sul valore del processo di integrazione europea e di elaborare ed avanzare proposte che contribuiscano a migliorarne gli aspetti democratici e di efficacia dirette alle istituzioni europee, nazionali e locali. Realizza, inoltre, progetti e iniziative volte ad evidenziare come l’Italia possa contribuire con efficacia e autorevolezza al processo di unificazione del continente, nonchè ad individuare ed avviare percorsi interni di riforma in settori e situazioni che vedono il Paese ancora divergere rispetto agli altri partner europei.