Valutare competenze e abilità con la realtà virtuale: l’innovazione nella selezione del personale sanitario

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Grazie alla realtà virtuale nei processi di selezione del personale, è possibile per le aziende sanitarie ottenere una valutazione puntuale delle abilità operative, cruciali in un lavoro come quello sanitario. In occasione di FORUM Sanità, abbiamo approfondito insieme a Selexi il loro utilizzo e i vantaggi di adozione per la valutazione di figure specialistiche

8 Novembre 2023

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Luigia Luciani

Giornalista

In ambito sanitario le tecnologie basate su realtà virtuale (VR) e realtà aumentata (AR) cominciano ad essere molto frequenti. In occasione di FORUM Sanità, la due giorni a Roma organizzata dal Gruppo DIGITAL360, dedicata alle nuove frontiere dell’innovazione in ambito sanitario, abbiamo approfondito insieme a Selexi il loro utilizzo nei processi di selezione del personale sanitario. L’Academy “Le selezioni in ambito sanitario – uso dei VR” ha mostrato praticamente come l’utilizzo di visori di ultima generazione possano aiutare a valutare, in fase di selezione, il “saper fare” di figure professionali quali infermieri, OSS, tecnici radiologi, mettendoli davanti alla gestione di casi-tipo come ad esempio un elettrocardiogramma.

La realtà virtuale nei processi di selezione del personale

La tecnologia adottata è quella dell’Oculus Quest 2, l’ultimo modello della linea Oculus, lanciata da Meta nel 2019. Un visore stand-alone che hatutto quello che serve per farlo funzionare al suo interno. Basta configurarlo e indossarlo, per ritrovarsi all’interno della home da cui avviare tutte le app e le funzioni in possesso. Nel mondo virtuale è possibile interagire con i controller Oculus Touch, ma anche con le proprie mani grazie all’Hand Tracking. Con l’ultima generazione di visori si può creare la propria configurazione multi-monitor per lavorare, visualizzare foto e video a 360 gradi, fino a studiare e anche essere selezionati per professioni in campo sanitario.

Grazie alla realtà virtuale nei processi di selezione del personale, è possibile per le aziende sanitarie, ottenere una valutazione puntuale delle abilità operative, cruciali in un lavoro come quello sanitario. Infatti, la legge che norma le assunzioni (DPR 220/2001) ha previsto che vi sia una prova pratica che deve essere superata, insieme a quella scritta. Finora entrambe le prove sono state realizzate con i quesiti a risposta multipla o a risposta aperta, utili per valutare il sapere e le conoscenze, mentre grazie a questi strumenti innovativi è possibile già oggi realizzare una prova pratica che anticipi le situazioni reali con cui i professionisti dovranno confrontarsi.

Le prove pratiche diventano reali

Adottare soluzioni di realtà virtuale (VR) e realtà aumentata (AR) nei processi di selezione significa valutare le competenze e non più solo le conoscenze: “Fino ad oggi –ci ha spiegato Davide Tommasiello, Direttore Commerciale della Selexi – i candidati hanno affrontato prove scritte, a risposta multipla, che indagavano in maniera limitata le conoscenze e non le competenze pratiche. È importante che, alla fine di questi processi di selezione, gli enti possano avere una graduatoria costituita da candidati idonei, ma la cui idoneità si sostanzi nel possesso di uno spettro di competenze e il primo banco di prova è quello delle prove pratiche, che riguardano profili specialistici. Penso ad esempio ai tecnici di Radiologia, tecnici per la Riabilitazione, piuttosto che infermieri od ostetriche. Ecco, noi vogliamo allargare il parco degli strumenti a disposizione e permettere alle Commissioni di valutare come un professionista possa essere in grado di affrontare una situazione, la più simile possibile, a quelle che poi saranno le sfide del lavoro quotidiano”.

Ma come queste tecnologie stanno impattando anche sui processi e quali sfide oggi le figure dell’HR si trovano ad affrontare? Ci risponde Edoardo Clerici, Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni in Selexi: “La cosa principale è cercare di elevare l’importanza delle competenze trasversali all’interno di un processo selettivo. Le competenze di questo tipo, le cosiddette soft skills, sono tra quelle fondamentali all’interno di un percorso di vita lavorativo, e spesso in concorsi pubblici non vengono valutate nel modo corretto, o comunque vengono considerate in secondo piano rispetto al sapere o alle nozioni mnemoniche oggetto di esame all’interno dei concorsi. Attualmente stiamo lavorando su percorsi di valutazione dentro selezioni pubbliche, quindi introducendo il cosiddetto assessment center, cioè implementando delle prove che riescano ad esaminare le long life skills. Cosa sono? Tutto ciò che riguarda competenze che non si apprendono solamente studiando, ma che si acquisiscono nella vita di tutti i giorni, come le abilità relazionali o tutto ciò che riguarda la comunicazione efficace, o ancora il problem solving e la capacità di lavorare in gruppo. Con i nuovi strumenti che abbiamo introdotto, come la realtà virtuale, cerchiamo di dare una svolta anche nell’ambito selettivo”.

Le aziende sanitarie, anche grazie ai fondi del PNRR, stanno rafforzando la digitalizzazione dei propri processi e, in generale, molti strumenti sono entrati nella nostra vita quotidiana, nel nostro uso comune. Come nel caso della selezione a distanza usiamo un PC e un telefono, che tutti hanno a disposizione e che per tutti è fruibile, anche l’uso della realtà virtuale nella fase di selezione nel prossimo futuro sarà più accessibile.

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