“Decreto PNRR 2”: le misure per rafforzare la PA

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Il Consiglio dei ministri ha appena approvato il secondo Decreto-Legge “recante ulteriori misure per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)”, battezzato per brevità come “Decreto PNRR 2”. In attesa di poter leggere il testo definitivo del Decreto, dalle bozze si evince che questo provvedimento rafforza la politica di empowerment dell’amministrazione intrapresa dal Governo. Perché questa politica abbia successo, però, è indispensabile un costante e attento accompagnamento delle amministrazioni e delle persone che in esse lavorano

15 Aprile 2022

Carlo Mochi Sismondi

Presidente FPA

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L’altro ieri, 13 aprile, il Consiglio dei ministri ha approvato il secondo Decreto-Legge “recante ulteriori misure per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)”. Decreto subito battezzato per brevità come “Decreto PNRR 2”. Il provvedimento è molto ampio e, mentre scriviamo, non ne è stato ancora pubblicato il testo definitivo in Gazzetta Ufficiale. Dalle bozze che abbiamo potuto leggere si tratta di 41 articoli suddivisi in 6 capi. Riservandoci di approfondirne aspetti di dettaglio non appena sarà disponibile il testo ufficiale, mettiamo qui in evidenza le novità relative al Capo I, ossia quello che tratta delle misure in materia di pubblica amministrazione.

Al termine del Consiglio dei ministri di mercoledì il Ministro Brunetta ha così salutato l’approvazione del decreto:

Con il secondo decreto Pnrr, appena approvato dal Consiglio dei ministri, il Governo dà un altro colpo di acceleratore per centrare le milestone e i target di giugno 2022. La riforma del pubblico impiego, che sta percorrendo l’ultimo miglio a passo spedito, può beneficiare di una nuova spinta su concorsi, formazione e mobilità dei dipendenti, con l’obbligo di accedere al portale inPA per tutte le procedure di selezione, in prima battuta per le amministrazioni centrali, e il rafforzamento di Formez PA e della Scuola Nazionale dell’Amministrazione. Dopo la prima rata da 21 miliardi di euro versata proprio oggi dalla Commissione europea all’Italia, avanti con determinazione per ottenere la prossima, da 24,1 miliardi: progetti e investimenti per costruire il futuro.

Questa soddisfazione poggia su alcuni provvedimenti rilevanti, tesi soprattutto al rafforzamento delle amministrazioni in vista degli impegni del PNRR. Vediamoli in breve.

“Decreto PNRR 2”: quali misure per rafforzare la PA

  • I nuovi profili professionali: il Ministro per la pubblica amministrazione potrà emanare linee di indirizzo per la definizione dei nuovi profili professionali individuati dalla contrattazione collettiva, con particolare riferimento all’insieme di conoscenze, competenze, capacità e attitudini del personale da assumere anche per sostenere la transizione digitale ed ecologica della PA.
  • Accesso ai concorsi solo attraverso inPA: dal 1° luglio 2022 l’accesso ai concorsi per le assunzioni a tempo determinato e indeterminato nelle amministrazioni pubbliche avverrà esclusivamente registrandosi al portale inPA.gov.it. Successivamente il ricorso al portale sarà esteso a Regioni ed enti locali con modalità che saranno definite in un decreto del ministro per la Pubblica amministrazione, previa intesa in Conferenza Unificata. Si prevede, inoltre, una semplificazione procedurale dei concorsi e norme specifiche per ampliare l’uso di inPA anche per individuare le commissioni esaminatrici dei concorsi, il conferimento di incarichi per il Pnrr e la nomina dei componenti degli Organismi indipendenti di valutazione (Oiv).
  • Ancora sui concorsi: viene finalmente previsto un aggiornamento sulla normativa sui concorsi, il famoso Dpr 487/1994 che resisteva da quasi trent’anni, ma che ormai è del tutto obsoleto, come già indicammo nel nostro paper “Il Fattore Umano – come assumere presto e bene nella PA”. Inoltre, e non è poco, nei concorsi per il personale non dirigenziale si prevede almeno una prova scritta e sempre una prova orale, che comprenda l’accertamento della conoscenza di almeno una lingua straniera. Come già stabilito per i dirigenti, è prevista l’introduzione di sistemi di valutazione basati sulle competenze e sulle attitudini (assessment). Per l’assunzione di profili specializzati, oltre alle competenze devono essere valutate le esperienze lavorative pregresse e pertinenti.
  • Codice di comportamento ed etica pubblica: è un tema di grande importanza che il decreto modifica profondamente introducendo tre punti importanti: indica infatti che il codice di comportamento dei dipendenti pubblici debba contenere una sezione dedicata al corretto utilizzo delle tecnologie informatiche e dei mezzi di informazione e social media da parte dei dipendenti pubblici, anche al fine di tutelare l’immagine della pubblica amministrazione; definisce anche che le amministrazioni che assumono i vincitori di concorso debbano prevedere lo svolgimento di un ciclo formativo la cui durata e intensità sono proporzionate al grado di responsabilità e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, sui temi dell’etica pubblica e sul comportamento etico; infine prevede una data limite (il 31/12/2022) entro cui debba essere aggiornato il codice di comportamento che ormai ha già quasi dieci anni.
  • Comandi e distacchi, mobilità orizzontale: in questo campo il decreto si muove in due direzioni. Da una parte impone una maggiore chiarezza con la creazione di un sistema di pubblicità unico e trasparente con gli avvisi per tutti i posti disponibili nelle amministrazioni centrali e locali, che saranno inseriti in un’apposita sezione del portale del reclutamento inPA. Dall’altra prevede, anche in vista dei pressanti impegni del PNRR, restrizioni significative all’uso di mezzi alternativi di mobilità (ossia “comandi” e “distacchi”), per renderli eccezionali e rigorosamente limitati nel tempo.
  • Pensionati al lavoro sul PNRR: fino al 31 dicembre 2026, le amministrazioni titolari di interventi previsti nel PNRR, incluse le Regioni e gli Enti locali, potranno conferire incarichi di consulenza, anche in deroga al divieto di attribuire incarichi retribuiti a lavoratori pensionati, retribuendoli secondo la posizione assegnata. I pensionati potranno anche svolgere la funzione di RUP (Responsabile Unico del Procedimento).
  • Equilibrio di genere: le amministrazioni possono prevedere misure che attribuiscano vantaggi specifici al genere meno rappresentato. I criteri di discriminazione positiva devono essere proporzionati allo scopo da perseguire e adottati a parità di qualifica da ricoprire e di punteggio conseguito nelle prove concorsuali. A tal fine, entro il 30 settembre 2022 il Dipartimento della funzione pubblica della presidenza del Consiglio dei ministri adotta specifiche linee guida.
  • Rafforzamento di SNA e di Formez PA: ultimo dei temi che tratteremo oggi (ma torneremo come promesso su questo importante decreto per parlare ad esempio di tutto quello che riguarda la transizione digitale) è il potenziamento di queste due strutture. Per quel che riguarda il Formez PA, per assicurare la piena attuazione degli interventi di transizione inclusi nel Pnrr legati al superamento dell’emergenza formativa digitale, ecologica e amministrativa dei dipendenti della Pubblica amministrazione, è assegnato a questa Associazione, in house al Dipartimento della Funzione Pubblica, un contributo di 60 milioni di euro. Viene rafforzata con misure specifiche la Scuola Nazionale dell’Amministrazione (Sna), con particolare riguardo alle risorse umane, finanziarie e organizzative. È prevista la possibilità di istituire poli formativi su tutto il territorio nazionale.

Conclusioni: investire nella PA a partire dalle persone

Pur senza avere avuto accesso al testo definitivo del Decreto possiamo dire che questo provvedimento rafforza la politica di empowerment dell’amministrazione intrapresa dal Governo. Perché abbia successo però non bastano le leggi o le norme, pure a volte necessarie, anche se dobbiamo evitare di essere bulimici. È indispensabile un costante e attento accompagnamento delle amministrazioni e delle persone che in esse lavorano. La centralità delle persone, il loro ascolto, l’introduzione di un clima di riconoscimento e di fiducia sono gli ingredienti che permettono il coinvolgimento nell’innovazione non solo dei “nuovi” che questi provvedimenti sperabilmente indirizzeranno alla PA, ma anche dei “vecchi”: di quei tre milioni di “cittadini al servizio dei cittadini” che aspettano da tempo di ricevere una giusta considerazione.

Siamo tutti concordi nel dire che è l’ora di investire nella PA: questo deve voler dire soprattutto investire nelle sue persone che ne sono l’asset principale.

Proprio le persone e le loro competenze saranno, insieme alle tecnologie (e nuovi paradigmi della trasformazione digitale) e alla governance condivisa, una delle tre leve dell’innovazione al centro di tutti gli appuntamenti di FORUM PA 2022.

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