Dadone: "Lavoriamo perché il cambiamento avviato in emergenza diventi normalità". L'apertura di FORUM PA Restart Italia - FPA

Dadone: “Lavoriamo perché il cambiamento avviato in emergenza diventi normalità”. L’apertura di FORUM PA Restart Italia

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La PA deve necessariamente accompagnare il Paese verso un futuro diverso, in cui tutte le componenti della società facciano la loro parte. Ecco perché il cambiamento avviato in questi mesi deve diventare la normalità. Questo l’invito che emerge dallo Scenario di apertura di “FORUM PA 2020 Restart Italia”, che si è svolto oggi e che ha visto l’intervento di Fabiana Dadone, Ministro per la Pubblica Amministrazione

2 Novembre 2020

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Michela Stentella

Content Manager FPA

Dopo il periodo di emergenza che ancora stiamo vivendo, e che ha portato a introdurre molte innovazioni nel mondo della pubblica amministrazione, non possiamo e non vogliamo tornare indietro. La PA deve necessariamente accompagnare il Paese verso un futuro diverso, in cui tutte le componenti della società facciano la loro parte. Ecco perché il cambiamento avviato in questi mesi deve diventare la normalità. Questo l’invito che emerge dallo Scenario di apertura di “FORUM PA 2020 Restart Italia”, che si è svolto oggi e che ha visto l’intervento di Fabiana Dadone, Ministro per la Pubblica Amministrazione.

Il settore pubblico ha una grande responsabilità, ma anche una grande opportunità. Un esempio? La diffusione dello smart working, che come emerge dall’indagine di FPA “La PA oltre il Covid”, presentata oggi, è visto dagli stessi cittadini come una grande opportunità per innovare l’amministrazione (per il 53% delle persone coinvolte nell’indagine demoscopica condotta in collaborazione con Istituto Piepoli, quota ben superiore al 29% che lo considera un rischio per l’assenteismo e comportamenti opportunistici).

Come ha ricordato la Ministra Dadone: “Un anno fa quando ho presentato le linee programmatiche sull’idea di pubblica amministrazione che avrei voluto vedere e sulla quale avrei voluto lavorare, affrontavo l’idea del lavoro agile come un superamento della sperimentazione, per riuscire ad arrivare a percentuali che fossero simili a quelle degli altri Paesi europei. Oggi la discussione è evoluta completamente. Dobbiamo portare avanti il salto incredibile che è riuscita a fare la pubblica amministrazione durante i primi mesi del lockdown, grazie allo sforzo di tutti i dipendenti pubblici che si sono messi in gioco per garantire la continuità del servizio”. “L’emergenza cui ancora oggi siamo di fronte ci vede ancora applicare il lavoro agile come lavoro da remoto, ma l’importante è avere una prospettiva, per cui da gennaio in poi i dirigenti avranno in mano un piano organizzativo che devono riuscire ad applicare, per far sì che il lavoro agile all’interno della singola amministrazione trovi uno sviluppo nel piano delle performance”.

La Ministra Dadone, sottolineando come la pandemia abbia insegnato a tutti l’importanza nodale della pubblica amministrazione, ha sottolineato quindi l’importanza di mettere ora a sistema le innovazioni avviate, in modo da disegnare una PA che non solo sia attrattiva per i talenti, ma che essendo più efficiente possa rendere anche l’Italia attrattiva per chi vuole investire.

Per quanto riguarda i fondi che arriveranno dall’Europa per la ripartenza, la Ministra ha evidenziato il ruolo centrale che avrà la pubblica amministrazione nel far sì che i progetti che vengono scritti su carta diventino realtà. È fondamentale investire in formazione e in digitalizzazione, a patto che questa serva a reingegnerizzare i processi e le attività in back office e a ricreare un rapporto fiduciario tra l’amministrazione e il cittadino. Bisogna investire nella formazione della dirigenza, affinché abbia un approccio più manageriale, e rivedere il reclutamento. La Ministra ha qui citato le nuove modalità introdotto per i concorsi pubblici, decentrati e completamente digitalizzati, ma soprattutto ha ricordato come, nel momento in cui si vanno a scrivere i bandi, sia necessario riservare grande attenzione anche alle soft skills e alle competenze tecniche di cui le amministrazioni hanno molto bisogno.

Lo Scenario di apertura è proseguito con un articolato confronto e dibattito, nelle prossime settimane metteremo online la registrazione integrale dell’evento.

Ecco intanto alcuni spunti emersi dal confronto, che Carlo Mochi Sismondi, Presidente di FPA, ha sintetizzato in quattro parole chiave, le quattro gambe su cui dovrebbe reggersi la PA per supportare la ripartenza del Paese: giovani, missione, semplificazione e accompagnamento, partecipazione. Dobbiamo  immettere giovani e nuovi profili nella PA; dobbiamo pensare un’amministrazione diversa e per questo abbiamo bisogno di concentrarci su grandi missioni strategiche, non dobbiamo avere paura di essere ambiziosi (lavoriamo quindi sui temi dello sviluppo sostenibile, delle diseguaglianze, dei divide non solo digitali ma anche sociali, del divario di genere, delle periferie e zone marginalizzate del Paese); le norme servono ma non sono le leggi che fanno l’innovazione, dobbiamo aiutare le amministrazioni nei processi di innovazione, cambiare i comportamenti, non solo le norme; e tutto questo la PA non può farlo da sola, serve la partecipazione di tutte le componenti del Paese: cittadinanza organizzata, imprese, terzo settore, tutti i livelli di governo.

L’evento ha visto anche il focus internazionale di Barbara-Chiara Ubaldi, Acting Head of Division, and Head of Digital Government and Data Unit – OECD, che ha ricordato come la pandemia abbia rafforzato la percezione del ruolo essenziale dello stato e abbia messo al centro del dibattito tutti i temi di governance pubblica. La domanda di fondo è: in un governo e in un settore pubblico che ha accelerato sui processi di trasformazione digitale, quali criteri e strategie adottare affinché questi processi siano sostenibili nel lungo termine? Tra i focus del suo intervento, il tema dei nuovi diritti digitali che stanno emergendo (per esempio il diritto alla disconnessione) e soprattutto sulla data governance, quale è stato l’approccio ai dati durante la pandemia e cosa potremmo fare in futuro.

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