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La PA crea valore se…utilizza strategicamente la leva degli appalti pubblici per favorire l’innovazione

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L’innovazione non costituisce solo il motore della crescita economica, ma rappresenta anche la chiave per soddisfare i nuovi bisogni di una società che si evolve. Si tratta di un fattore troppo importante per lo sviluppo e il benessere del sistema socio economico perché la PA lo trascuri nelle proprie scelte di acquisto

17 Aprile 2019

C

Paola Conio

PATRIMONI PA Net, Senior Partner Studio Legale Leone

Photo by NeONBRAND on Unsplash - https://unsplash.com/photos/dDvrIJbSCkg

L’ultimo periodo del Considerando n. 47 della Direttiva 2014/24/UE recita “Le autorità pubbliche dovrebbero utilizzare gli appalti pubblici strategicamente nel miglior modo possibile per stimolare l’innovazione”.

Anche se i “considerando” sono solo le premesse delle direttive europee e, a differenza dell’articolato, non hanno valore vincolante per gli Stati membri, sarebbe molto importante ascoltare seriamente questo consiglio.

L’innovazione non costituisce solo il motore della crescita economica, ma rappresenta anche la chiave per soddisfare i nuovi bisogni di una società che si evolve e per dare risposte nuove, più efficaci ed efficienti, a bisogni tradizionali. Quindi una PA che favorisce l’innovazione è anche più vicina e attenta ai bisogni dei propri cittadini.

Si tratta di un fattore troppo importante per lo sviluppo e il benessere del sistema socio economico perché la pubblica amministrazione lo trascuri nelle proprie scelte di acquisto.

E’ chiaro, tuttavia, che i pubblici funzionari – spesso con una lunga carriera alle spalle e prossimi all’uscita dal sistema lavorativo – in un contesto normativo in perenne rimaneggiamento e con molte responsabilità sulle spalle, si sentano nella maggior parte dei casi più inclini a ricomprare gli stessi beni e servizi di sempre, attraverso procedure tradizionali e perciò percepite come maggiormente consolidate e meno rischiose, piuttosto che avventurarsi nei terreni inesplorati del procurement di innovazione, e ciò anche quando quei beni e servizi che ci si accinge a ricomprare si siano già dimostrati inadeguati a soddisfare i bisogni interni della PA e/o quelli della collettività amministrata.

Innovazione e procurement pubblico

Le nuove direttive europee mettono a disposizione delle stazioni appaltanti un ventaglio ampio di strumenti e specifiche procedure “innovation friendly” che, opportunamente combinati tra loro, possono stimolare efficacemente l’innovazione.

A latere di questi strumenti, i considerando delle direttive europee (e anche il comma 2 dell’art. 158) richiamano la perdurante utilizzabilità degli “appalti pre-commerciali” (Pre-Commercial Procurement o PCP), introdotti dalla Comunicazione della Commissione Europea COM (799) 2007. I PCP, non assoggettati alla normativa sugli appalti pubblici, ma unicamente ai principi dei trattati, consistono in un approccio che prevede la condivisione di rischi e benefici dell’attività di ricerca e sviluppo tra pubblica amministrazione e operatori privati, grazie alla quale sia i soggetti pubblici che quelli privati possono godere di importanti vantaggi.

Gli strumenti ci sono, occorre soltanto applicarli. E questa, ovviamente, è la parte più difficile.

Innovazione e Piano Triennale per l’Informatica della PA

Il Piano Triennale 2017-2019 e, ancor più, quello 2019-2021 richiamano fortemente il tema dell’innovazione, centrale anche nel percorso di digitalizzazione della PA.

Nelle raccomandazioni formulate si ritrovano diversi “innovation friendly tools” (valutazione preliminare dell’esigenza di innovazione, consultazione preliminare di mercato, applicazione del criterio del costo del ciclo di vita) e “innovation friendly procedures” (dialogo competitivo, partenariato per l’innovazione, concorsi di progettazione e di idee), oltre al focus sugli appalti pre-commerciali.

Quindi il paradigma “piano triennale – acquisti centralizzati” non va applicato in modo assoluto e non va dimenticato che la stessa normativa prevede che le risorse risparmiate attraverso la riduzione della spesa corrente vengano prioritariamente impiegate per investimenti in materia di innovazione tecnologica.

Un ruolo importante nel supporto delle stazioni appaltanti che vogliano cimentarsi nell’applicazione pratica del procurement di innovazione lo svolge proprio AGID, attraverso il portale appaltinnovativi.gov.it e l’attività di “intermediario dell’innovazione” e facilitatore dei processi di procurement innovativo.

IL CONVEGNO

Modelli e soluzioni tecnologiche per la gestione della procedura d’acquisto

Un’occasione di confronto e condivisione di esperienze e modelli compliance alle normative, per mostrare come tecnologie semplici di rapida implementazione possono aiutare le stazioni appaltanti ad attuare la gestione in digitale del procurement

Roma Convention Center "La Nuvola", 14 Maggio 2019

Il Disegno di Legge Delega per la riforma del Codice Contratti

La continua modifica del quadro normativo di riferimento assorbe notevoli energie, imponendo che la formazione delle stazioni appaltanti si concentri soprattutto nell’inseguimento delle disposizioni che si succedono rapidamente, anziché nell’affinamento progressivo dell’applicazione delle stesse, con tutte le incertezze interpretative che le nuove norme inevitabilmente portano con sé.

Tanto premesso, quello che può auspicarsi è che l’ennesima riforma di questa tormentata materia vada nel senso di favorire effettivamente il procurement di innovazione, distinguendo efficacemente tra le iniziative di contenimento della spesa pubblica che possono essere perseguite attraverso la standardizzazione e l’aggregazione degli acquisti e quelle finalizzate all’attuazione di progetti di innovazione.

Nel testo attuale del disegno di legge la parola “innovazione” non compare mai, però si prevede di valorizzare la discrezionalità e la responsabilità delle stazioni appaltanti, di riorganizzare la disciplina delle centrali di committenza e dei soggetti aggregatori e di offrire alle pubbliche amministrazioni maggiori strumenti di supporto, attraverso il potenziamento dell’attività di vigilanza collaborativa e consultiva delle autorità amministrative indipendenti nonché delle altre amministrazioni.

Speriamo, quindi, che da questi principi possa scaturire un contesto più favorevole a all’innovazione.

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