Le frodi in sanità costano a tutti noi. 180 miliardi di euro

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Quanto costano le frodi in sanità?
A rispondere è il Financial Cost of Healthcare Fraud Report – primo Rapporto sui costi globali delle frodi in sanità – e la risposta è tanto interessante quanto inquietante.
Ben 180 miliardi di euro, ovvero una media del 5,59% della spesa dedicata all’assistenza sanitaria, è il “costo” imputabile alle frodi messe a punto sotto varia forma nei sistemi sanitari di tutto il mondo.

19 Gennaio 2010

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Chiara Buongiovanni

Articolo FPA

Quanto costano le frodi in sanità?
A rispondere è il Financial Cost of Healthcare Fraud Report – primo Rapporto sui costi globali delle frodi in sanità – e la risposta è tanto interessante quanto inquietante.
Ben 180 miliardi di euro, ovvero una media del 5,59% della spesa dedicata all’assistenza sanitaria, è il “costo” imputabile alle frodi messe a punto sotto varia forma nei sistemi sanitari di tutto il mondo.

Il Rapporto curato dalla EHFCN – European Healthcare Fraud and Corruption Network, dal CCFS – Centre for Counter Fraud Services dell’Università di Portsmouth, in Gran Bretagna e da Maclntyre Hudson LLP documenta svariate tipologie di frode: dai farmacisti che dividono una prescrizione di farmaci in più ricette per ottenere soldi extra, alle società farmaceutiche che organizzano cartelli, ai dottori che aumentano i costi di viaggio e abusano dei fondi pubblici, ad esempio con truffe assicurative.
Il Rapporto parla chiaro: la questione della frode e della corruzione non ha solo implicazioni etiche, ma anche fortissime implicazioni finanziarie.

Chi paga?
Nello studio si stima il rapporto costo/opportunità delle perdite finanziarie legate ai comportamenti fraudolenti nei sistemi sanitari di tutto il mondo, concludendo che lo stesso ammontare di euro sarebbe sufficiente per:

  • Fornire l’accesso ad acqua sicura e pulita su scala globale
  • Sradicare la diffusione della malaria in Africa
  • Rendere disponibile il vaccino per difterite, tetano e pertosse per i 23, 5 milioni di bambini sotto un anno di età che non sono al momento immunizzati ( si tenga presente che 2,5 milioni di bambini muoiono ogni anno per malattie prevenibili con vaccino)

Con la stessa cifra si potrebbe quadruplicare il budget dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia.

Paul Vincke, presidente dell’EHFCN e co-autore del Rapporto, non usa mezzi termini: "Ogni euro perso per frode o corruzione significa che qualcuno, da qualche parte, non sta ricevendo le cure di cui ha bisogno". E continua "Questo vuol dire che una persona resta più a lungo in stato di malattia o semplicemente muore senza che ve ne sia la necessità. Su questo non c’è margine di errore: le frodi sanitarie sono un vero e proprio killer".

In Europa
Ancora Vincke specifica che “secondo il Rapporto nella sola Europa ammonta a 56 miliardi di euro la perdita annua legata a frodi (e conseguenti errori) in sanità. Esiste una "minoranza fraudolenta", pronta a deviare i fondi che sono destinati alla salute di tutti noi. Dobbiamo essere onesti. Questa minoranza esiste in tutti i Paesi. Non esiste un Paese che ne sia immune. Nessuno può permettersi di fingere che non esistano casi di frode nei propri sistemi sanitari. Dobbiamo aver ben presente che ogni centesimo perso prosciuga la linfa dei nostri sistemi di assistenza sanitaria e indebolisce la loro capacità di fornire le cure essenziali. Abbiamo bisogno di unirci nello sforzo e di mobilitare la “maggioranza onesta”, abbiamo bisogno di farlo in tutta Europa e di farlo con urgenza”.

La sintesi del  Financial Cost of Healthcare Fraud Report è consultabile on line in lingua inglese

1° impegno: misurare entità e natura delle frodi
Il Rapporto ha esaminato 69 pratiche relative a 33 organizzazioni in 6 Paesi – Gran Bretagna, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Francia, Belgio e Paesi Bassi – per misurare le perdite dovute a frodi ed errori sanitari. La spesa sanitaria combinata è stata valutata in più di 300 miliardi di euro e gli esperti hanno estrapolato i risultati dai Paesi esaminati al fine ottenere un quadro globale.
I curatori precisano che “i dati provenienti dai Paesi in via di sviluppo non avrebbero cambiato la statistica mondiale". "Sarebbe stato comunque difficile ottenerli – precisano – poiché lo studio ha preso in considerazione solo pratiche basate su un campione di spesa statisticamente valido, che offrisse livelli misurabili di accuratezza”.

Tutte le pratiche esaminate rivelano una perdita percentuale superiore al 3% della spesa, con più di 1/5 delle pratiche che registrano perdite superiori all’8%.

Jim Gee, Direttore del Counter Fraud Services per Maclntyre Hudson e Chair del Centre for Counter Fraud Studies ha dichiarato “Questo Rapporto prova che è possibile misurare la natura e l’estensione delle perdite dovute a comportamenti fraudolenti. Può essere imbarazzante per alcune organizzazioni scoprire quanto stanno perdendo per questa causa, ma è fondamentale sapere che si può misurare. E’ comprensibile come non sia mai facile ammettere il verificarsi di tali perdite a causa dell’ impatto negativo e diretto che queste hanno sulle vite umane. In ogni caso, il primo passo per ridurre le perdite causate da comportamenti fraudolenti è smettere di negarle. Se un’organizzazione non è consapevole dell’estensione e della natura del problema, come può individuare e avviare la soluzione giusta?”
Conclude: ” E’ stato dimostrato che una volta che le perdite sono state misurate e le organizzazioni interessate sono in possesso di dati accurati, le stesse possono essere ridotte fino al 40% in un anno. Il denaro che viene “salvato” dalla perdita per frode può essere speso per una migliore cura del paziente e i benefici potenziali a vantaggio di una migliore qualità della vita umana sono assolutamente enormi”.

L’Italia?
L’Italia non è citata direttamente nel Rapporto, né alcuna organizzazione o ente italiano prende parte alla European Healthcare Fraud and Corruption Network. Però le parole di  Mark Button, Direttore del Centre for Counter Fraud Studies, possono senza ombra di dubbio riferirsi anche al nostro SSN: “Questo Rapporto fornisce una informazione preziosissima a quanti hanno il compito di pianificare la spesa nei sistemi di assistenza sanitaria. E’ evidente che con una media di perdite finanziarie per frode che supera il 5% della spesa complessiva, le organizzazioni dell’assistenza sanitaria hanno bisogno di investire di più nellle misure anti-frode. Il vero dilemma per i policy maker è se superare o meno l’imbarazzo, ammettendo che nel proprio sistema si verificano rilevanti perdite causate da comportamenti fraudolenti. Infatti è obbligatoriamente questo il primo passo verso la loro riduzione”.
 

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