Accesso aperto alle conoscenze scientifiche in Sanità: una questione “vitale”

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L’informazione sanitaria può essere determinante per la salute umana e le biblioteche scientifiche costituiscono ancora l’unico baluardo che garantisce l’accesso a risorse informative molto costose. Il processo di apertura è ineluttabile e il Servizio Sanitario Nazionale dovrebbe dotarsi di politiche di accesso alle pubblicazioni scientifiche. Ecco come

14 Aprile 2016

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Gaetana Cognetti, Istituto Regina Elena per lo studio e la cura dei tumori, presidente Associazione Bibliotecari Sanità, ed Elisabetta Poltronieri, Istituto Superiore di Sanità

Stevan Harnad, pioniere dell’accesso aperto, scriveva in un suo famoso articolo: “Liberare la ricerca valutata, presente e futura, da tutti gli ostacoli all’accesso e all’impatto, dipende ormai dai ricercatori. La posterità già ci guarda e non ci giudicherà bene se continuiamo a ritardare senza ragione l’ottimo e l’ineluttabile, che sono chiaramente alla nostra portata”.

Questo imperativo diviene importante e denso di risvolti etici in ambito sanitario, tenuto conto che il maggiore o minore accesso alle informazioni può determinare la salvezza o la morte di esseri umani.

Da uno studio svoltosi negli Istituti Rochester (USA), si evidenziava che l’informazione, ottenuta tramite le biblioteche, aveva determinato riduzioni della mortalità dei pazienti nel 19% dei casi, cambiamenti nella prescrizione di esami clinici (51%), nella scelta dei farmaci (41%) e altri effetti sulla pratica clinica.

Le biblioteche scientifiche – che avrebbero dovuto estinguersi nell’era di Internet secondo alcuni improvvisati profeti – costituiscono ancora l’unico baluardo che garantisce l’accesso a risorse informative molto costose, anche grazie alla rete di collaborazione per lo scambio della documentazione scientifica.

Gli organismi finanziatori, come Wellcome Trust in Inghilterra e i National Institutes of Health in USA, impongono ai ricercatori di rendere accessibili i risultati della ricerca che hanno finanziato. La Raccomandazione della Commissione europea (2012/417/ UE) del 17 luglio 2012 suggerisce che gli articoli siano resi disponibili dopo 6 mesi dalla pubblicazione per le scienze mediche, mettendo anche a disposizione fondi per coprire le relative spese.

In Italia, la Legge 112/2013 dispone che istituzioni e enti finanziatori favoriscano, entro 18 mesi, l’accesso aperto agli articoli scientifici prodotti almeno al 50% con fondi pubblici. Non sono previsti finanziamenti per l’attuazione di tale politica, né per creare infrastrutture digitali per il deposito di dati e pubblicazioni.

Il Servizio Sanitario Nazionale dovrebbe dotarsi di politiche di accesso alle pubblicazioni scientifiche. Il settore delle ricerca del SSN è composto da 60 istituzioni che, per accedere alle pubblicazioni, dispongono della rete delle Biblioteche, Bibliosan. Ogni anno vengono spesi milioni di euro per la condivisione di riviste e basi dati, a queste cifre si aggiungono le spese sostenute dai singoli istituti per acquisire specifiche risorse di interesse.

Un’indagine relativa alle politiche di accesso aperto alle pubblicazioni scientifiche degli enti di ricerca del SSN in Italia sarà presentata al prossimo convegno della European Association of Health Information and Libraries (Siviglia 6-11 giugno 2016). Solo due istituzioni, sulle 33 rispondenti, hanno dichiarato di aver emanato una politica sull’accesso aperto. Del resto, anche a livello governativo non vi sono segnali d’interesse. Sembra che si sia ancora lontani da una consapevolezza dell’importanza di tale problematica.

L’archivio ad accesso aperto DSpace ISS, prodotto dall’Istituto Superiore di Sanità e conforme agli standard internazionali di interoperabilità tra archivi aperti, potrebbe aggregare e rendere disponibili le pubblicazioni italiane nel settore sanitario. Tale archivio, pur avendo raccolto circa 34.000 documenti, indicizzati semanticamente con il tesauro MeSH, è attualmente non aggiornato, in mancanza di risorse dedicate.

Il 18 aprile prossimo, l’Associazione degli Stati Generali dell’Innovazione organizza l’evento NormAperta per mettere a punto tre documenti ufficiali (position paper) sulle problematiche della scienza, della cultura e dei saperi aperti.

Come affermato da S. Harnad, dipende da noi affrettare i tempi per un processo che è ormai ineluttabile.

“If you have knowledge let others light their candles with it “

Winston Churchill