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Che cos’è e a che servirà il “Patto per la Sanità Digitale”

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9 Novembre 2015

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Massimo Casciello, ministero della Salute

Spesso si parla di sanità digitale come lo strumento, un po’ astratto, dotato di un alto valore intrinseco, per fare salute . Tali servizi possono essere di cura o di governo ma comunque vedono nell’innovazione digitale l’oggetto di “culto”.

Personalmente considero la cura e la persona indivisibili nel loro rapporto umano: quello che può cambiare sono le tecniche e le procedure. Fino a venti anni fa parlare di risonanza magnetica nucleare era impensabile come era astruso parlare di genomica applicate alla terapia. Si poteva intuire ma non vi era ancora nessuna applicazione concreta. L’innovazione invece ha portato cambiamenti nella diagnosi e nella terapia, assolutamente decisivi, con guarigione o contenimento di malattie considerate fino a qualche tempo prima mortali.

Allora, cos’è la sanità digitale? La sanita digitale è ICT applicata alla medicina per la cura della persona, la quale è al centro del progetto terapeutico, diagnostico o preventivo, e come tale riceve o richiede atti medici, sanitari o socio sanitari in modo diverso. La cura, intesa come rapporto tra persona e sistema sanitario (medici, infermieri ecc.), non cambia. Quello che cambia è la modalità dell’erogazione, sia in termini di esecuzione di un atto medico (telemedicina) che di organizzazione dei servizi correlati. Il digitale ha il grande pregio di essere efficiente, trasparente, adattabile e a regime, economico perché riduce gli sprechi e le inefficienze con un maggior coinvolgimento dei cittadini. Queste potrebbero sembrare solo frasi assertive, ma dobbiamo considerare che è non rimandabile ” la riorganizzazione della rete assistenziale del Servizio Sanitario Pubblico che è oggi una priorità non soltanto per le Regioni che sono coinvolte in un piano di rientro finanziario, ma più in generale per tutte le amministrazioni che devono conciliare la crescente domanda di salute con i vincoli di bilancio esistenti [i] . La domanda in aumento deriva da una crescita dell’età media della popolazione, spesso con numerose patologie coesistenti, e dall’ampliamento del numero dei cittadini che hanno una patologia cronica più o meno invalidante.

Avere un sistema sanitario efficace diminuisce la mortalità e aumenta, ovviamente, la sopravvivenza. Con il passar del tempo questa sarà la popolazione prevalente e necessariamente il SSN dovrà intercettarla sul territorio in quanto gli ospedali e i loro pronto soccorsi non potranno sopportare la pressione delle persone in ricerca di assistenza.

Questo vuol dire non avere un luogo fisico dove vengono concentrate le cure, ma avere un territorio dove saranno “portate” le cure. Inoltre, non tutti gli atti sono uguali ed alcuni richiedono tecnologie troppo costose per essere disperse. Di conseguenza, se dobbiamo modificare la rete assistenziale. dobbiamo tener conto di questa evoluzione. La necessità di collegare l’ospedale al territorio e il territorio alla sua rete attiva (medici di medicina generale, ambulatori, farmacie ecc.) può essere soddisfatta a costi sostenibili solo con le nuove forme di comunicazione e stoccaggio delle informazioni.

Dunque “è necessario prevedere modelli sia assistenziali che organizzativi rispondenti alle nuove necessità e dunque riorganizzarli in modo più efficiente, efficace ed economico ” .

Per promuovere in modo sistematico l’innovazione digitale e non lasciare che questa sia realizzata in modo sporadico, parziale, non replicabile e non conforme alle esigenze della sanità pubblica, è necessario predisporre un piano strategico. Per questo è nato il Patto sulla sanita digitale con l’obiettivo di fare sistema Paese attraverso la conoscenza delle iniziative già in essere, verificarne la reale efficacia ed efficienza, cercare il riuso, il tutto attraverso una concertazione di tutti le figure coinvolte (Stato, Regioni, medici, farmacisti ma anche Consip ecc.). Il patto, quando riceverà l’intesa dalla Conferenza stato-regioni, dovrebbe divenire uno strumento per armonizzare emettere a regime le iniziative già in essere e sperimentarne di nuove.

Punti salienti sono:

  • creare un data base (consultabile da tutti) delle iniziative intraprese completo dei risultati ottenuti in termini di costi benefici, risultati e tecnologia impiegata
  • pretendere che qualsiasi nuova iniziativa deve essere conosciuta da tutto il SSN e sperimentata per un periodo di tempo sufficiente per comprenderne l’utilità
  • le Regioni scelgono le iniziative da privilegiare e si impegnano ad erogare tariffe provvisorie per la durata della sperimentazione
  • coinvolgere i fornitori nella partecipazione alle sperimentazioni attraverso procedure di cofinanziamento
  • predisporre bozze di bandi che tengano conto delle innovazioni legislative nonché modalità di estensione di capitolati di gara adeguati sia nella forma che nei contenuti

    Chi governerà ?! La proposta prevede l’istituzione di una cabina di regia “forte” della condivisione con le Regioni e la trasparenza delle procedure nonché di un sistema “aperto” sotto gli occhi di tutti gli interessati. La Composizione: Ministero della salute, Ministero dello sviluppo economico, Ministero dell’economia, Regioni, Agid, Agenzie (AIFA e Agenas), categorie di stakeholder interessate.

    La Cabina di regia sarà presieduta da un rappresentante del Ministero della Salute e da un rappresentante Regionale con funzioni di vicepresidente.

    Per ciascuna delle priorità progettuali, o per specifici problemi in cui è richiesta un’alta professionalità non disponibile nella cabina di regia, potranno costituirsi gruppi di lavoro tematici , condiviso con tutti gli stakeholder interessati ed esteso – su chiamata specifica – alla partecipazione di Istituzioni, consulenti e ricercatori di chiara fama.

    Al Ministero spetta la convocazione delle riunioni e la registrazione delle stesse; non verranno redatti verbali – solo l’elenco degli argomenti e l’ora di inizio della discussione – l’intera seduta è comunque videoregistrata e disponibile sull’ apposito sito come tutti i documenti prodotti.

    Tutte le persone coinvolte a qualsiasi titolo all’interno del Patto e dei suoi gruppi di lavoro parteciperanno a titolo completamente gratuito e le riunioni si terranno “aperte alla visione” in videoconferenza .

    Si spera che questo rappresenti un moderno inizio per la sanità digitale non più influenzata da operazioni commerciali, ma costruttrice di un nuovo mercato.



    [i] Dal Patto sulla Sanità Digitale

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