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Il ruolo del Responsabile della Transizione Digitale nelle Aziende sanitarie: obiettivi e sfide future

Home Sanità Il ruolo del Responsabile della Transizione Digitale nelle Aziende sanitarie: obiettivi e sfide future

La nomina del Responsabile per la Transizione Digitale (RTD) non è solo un obbligo normativo per le Aziende Sanitarie pubbliche, ma anche una grande opportunità per garantire la sostenibilità del Sistema Sanitario. FORUM PA Sanità (Roma, 29-30 Ottobre) sarà l’occasione per chiamare a raccolta i RTD del comparto Sanità e proporre un momento di condivisione di buone pratiche e confronto sulle sfide future

4 Settembre 2019

P

Marco Paparella

Associate Partner P4I-Digital360

S

Simona Solvi

Senior Consultant P4I-Digital360

L

Martina Leoni

Senior Consultant P4I -Digital360

Photo by Werner Du plessis on Unsplash - https://unsplash.com/photos/6dDHofabCQ8

L’articolo 17 del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) obbliga tutte le amministrazioni pubbliche, e quindi tutti gli enti sanitari pubblici, ad affidare ad un unico ufficio dirigenziale generale “la transizione alla modalità operativa digitale e i conseguenti processi di riorganizzazione finalizzati alla realizzazione di un’amministrazione digitale e aperta, di servizi facilmente utilizzabili e di qualità, attraverso una maggiore efficienza ed economicità”. Tale ufficio dirigenziale, da individuare tra le strutture già presenti nell’organizzazione, è coordinato dal Responsabile per la Transizione al Digitale (RTD) che ha tra le principali funzioni quella di garantire operativamente la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione, coordinandola nello sviluppo dei servizi pubblici digitali e nell’adozione di modelli di relazione trasparenti e aperti con i cittadini. Il CAD elenca una serie di compiti del RTD e del suo ufficio che possono essere sintetizzati come segue:

  • Coordinamento strategico delle iniziative di innovazione digitale;
  • Indirizzo e coordinamento dello sviluppo dei servizi, sia interni che esterni all’organizzazione;
  • Indirizzo, pianificazione, coordinamento e monitoraggio della sicurezza informatica;
  • Accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici e promozione dell’accessibilità;
  • Analisi e monitoraggio delle iniziative di innovazione digitale attraverso l’analisi periodica della coerenza tra l’organizzazione dell’amministrazione e l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e cooperazione alla revisione della riorganizzazione dell’amministrazione, al fine di migliorare la soddisfazione dell’utenza e la qualità dei servizi, nonché di ridurre i tempi e i costi dell’azione amministrativa;
  • Promozione e diffusione delle iniziative di innovazione attinenti l’attuazione delle direttive impartite dal Presidente del Consiglio dei Ministri o dal Ministro delegato per l’innovazione e le tecnologie e pianificazione e coordinamento del processo di diffusione dei sistemi di identità e domicilio digitale, posta elettronica, protocollo informatico, firma digitale o firma elettronica qualificata e mandato informatico, e delle norme in materia di accessibilità e fruibilità nonché del processo di integrazione e interoperabilità tra i sistemi e servizi dell’amministrazione;
  • Pianificazione e coordinamento degli acquisti di soluzioni e sistemi informatici, telematici e di telecomunicazione al fine di garantirne la compatibilità con gli obiettivi di attuazione dell’agenda digitale e, in particolare, con quelli stabiliti nel Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica amministrazione.

Come riportato nella Circolare n. 3 del 1° ottobre 2018 del Ministro per la Pubblica Amministrazione, che ribadisce “l’opportuna urgenza” per tutte le amministrazioni di individuare l’ufficio per la transizione digitale, il responsabile di tale ufficio deve formalmente assumere le funzioni di Responsabile per la transizione al digitale e deve essere dotato di “adeguate competenze tecnologiche, di informatica giuridica e manageriali”.

Nell’ambito della sanità pubblica, il ruolo e i compiti del RTD assumono ancora più rilevanza se si pensa alla sfida oggi in atto per la sostenibilità del SSN: l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche legato anche a stili di vita scorretti e le limitate risorse economiche e umane mettono sotto pressione il sistema sanitario italiano, imponendo un cambiamento che deve concretizzarsi in migliori servizi sanitari per gli assistiti, maggiore efficienza dell’assistenza medica da parte dei professionisti e razionalizzazione delle risorse economiche.  In questo contesto, l’innovazione digitale può essere la soluzione per vincere la sfida della sostenibilità, ma solo se inserita all’interno di una strategia globale e integrata di sanità digitale adeguatamente pianificata, progettata, coordinata e monitorata, per valutare gli effettivi benefici per l’organizzazione e per i cittadini che fruiscono dei servizi.

Il RTD e il suo ufficio hanno quindi un ruolo fondamentale all’interno degli enti del SSN, in particolare nelle Aziende che offrono servizi di assistenza e cura per i cittadini (ASL, AO, IRCCS): devono coordinare il disegno strategico di innovazione digitale aziendale, progettare i nuovi servizi in coerenza con l’organizzazione aziendale, tenendo in considerazione tutti gli aspetti legati alla sicurezza informatica e all’accessibilità dei soggetti con disabilità, dargli attuazione e monitorare costantemente i risultati dei progetti di innovazione.

Ma qual è lo stato di attuazione della normativa in materia di RTD negli enti del SSN?

Secondo i dati dell’IPA (l’indice dei domicili digitali delle Pubbliche Amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi), solo 49 Aziende Sanitarie Locali e 43 tra Aziende Ospedaliere, Aziende Ospedaliere Universitarie, Policlinici e Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Pubblici hanno nominato il proprio RTD. Questo significa che, ad oggi, oltre metà delle Aziende Sanitarie non ha ancora provveduto a nominare il proprio RTD. E nelle Aziende che vi hanno provveduto spesso si tratta di una nomina formale, che non si sostanzia in azioni concrete per l’attuazione di quanto previsto dal CAD.

Secondo la Ricerca 2019 dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, tale ruolo è stato semplicemente attribuito ai CIO/Responsabili dei Sistemi Informativi esistenti. Le attività che nei fatti svolge tale figura sono per lo più legate al coordinamento dello sviluppo dei sistemi informativi, all’indirizzo, coordinamento e monitoraggio della sicurezza informatica (tema sempre più rilevante anche a seguito dell’introduzione del GDPR) e all’analisi periodica della coerenza tra l’organizzazione dell’azienda e l’utilizzo delle tecnologie digitali. La percezione prevalente dei CIO intervistati nella ricerca è che si tratti sostanzialmente delle stesse attività che svolgevano già prima della nomina a RTD e che, quindi, la nuova nomina non modifichi nella sostanza il loro ruolo in azienda, né dia loro una maggiore possibilità di indirizzo e presidio strategico della Trasformazione Digitale.

Questi dati mostrano come, a quasi un anno di distanza dalla Circolare del Ministro per Pubblica Amministrazione, che ribadiva l’opportuna urgenza di nominare il RTD, il suo stato di attuazione nel settore sanitario sia ancora incompleto, nonostante tutte le istituzioni convengano sulla centralità dell’innovazione digitale per mantenere in equilibrio il sistema sanitario italiano.

È quindi fondamentale che tutte le Aziende provvedano a nominare il RTD, ma soprattutto che la sua nomina non sia un mero “adempimento normativo”, ma un’opportunità da sfruttare per intraprendere e completare quel percorso di trasformazione digitale di cui la Sanità ha estremamente bisogno.

Per fare questo, è necessario che il RTD sia messo nelle condizioni di espletare i compiti ad esso attribuiti nel CAD e abbia quindi tutti gli strumenti per poter agire tali compiti nella propria organizzazione. In tal senso è sicuramente utile per le Aziende avviare un percorso di rafforzamento del ruolo RTD che, a partire dalla valutazione del grado di effettiva attuazione di quando disposto nel CAD, sviluppi un piano di evoluzione e formazione che metta il RTD e il suo ufficio nelle condizioni di svolgere con successo i compiti indicati dalla normativa e di guidare l’Azienda lungo il percorso ottimale di digitalizzazione.

Per la centralità e importanza che riveste il RTD nel settore sanitario, all’interno di FORUM PA Sanità l’approfondimento annuale di FPA dedicato all’innovazione sostenibile del sistema salute, che si svolgerà il prossimo 29 e 30 ottobre a Roma – sarà dedicato un workshop di approfondimento ad hoc su questo tema. Il workshop sarà anche un momento di incontro degli RTD degli Enti sanitari, che potranno confrontarsi sulle proprie esperienze, scambiarsi opinioni e best practices e porre le basi per la creazione di una vera e propria una Community degli RTD in sanità.

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