Informazione e innovazione sanitaria: un rapporto difficile

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La Sanità digitale deve essere in grado di fornire una informazione corretta sulle innovazioni diagnostiche e terapeutiche e sulla loro reale disponibilità e accessibilità. Questo richiede professionisti della comunicazione ed un reale interesse delle Istituzioni alla disseminazione della conoscenza

29 Maggio 2016

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Pierosandro Tagliaferri, Docente di Oncologia Medica, Università Magna Graecia di Catanzaro

La Sanità digitale deve essere in grado di fornire una informazione corretta sulle innovazioni diagnostiche e terapeutiche e sulla loro reale disponibilità e accessibilità.

Nel nostro paese la disseminazione di informazioni corrette e comprensibili è ancora purtroppo poco diffusa e spesso offerta in una maniera non perfettamente comprensibile per l’uomo della strada. Credo che sia compito delle Istituzioni e delle società scientifiche creare nuovi strumenti di informazione sul WEB, e soprattutto rendere familari quali processi siano alla base della validazione di un dato scientifico come il processo di peer review, la elaborazione di linee guida, l’ approvazione di nuove procedure terapeutiche da parte di enti regolatori internazionali.

Questo presuppone non solamente un maggiore impegno da parte della Comunità Scientifica ma anche la creazione di figure professionali con specifico expertise e know how.

Sono necessari progetti di formazione universitaria, in un percorso che include l’acquisizione di un forte background biologico e la comprensione delle metodologie della ricerca clinica, delle procedure che portano all’approvazione di nuovi farmaci, dei possibili risvolti in termini di sostenibilità.

Il nostro paese, nonostante le ben note difficoltà, produce ricerca di qualità, ma non è certo un leader nella comunicazione scientifica. Tranne poche e lodevoli iniziative, che hanno condotto anche a notevoli successi editoriali, molto spesso si fa riferimento a testi che non citano le fonti di informazione. Peggio ancora l’emergere di tuttologi che dicono di tutto e di più sulla base di una (spesso non reale) “autorità scientifica”.

Creare professionisti della comunicazione scientifica è una assoluta priorità, se avremo la capacità (e la voglia) di apprezzarne competenza, indipendenza e trasparenza.

La ricerca accademica ed industriale stanno cambiando gli scenari terapeutici di molte importanti patologie, come il cancro del polmone o il melanoma metastatico. Questi scenari in rapida (per fortuna) evoluzione richiedono professionisti della comunicazione ed un reale interesse delle Istituzioni alla disseminazione della conoscenza, attraverso un uso corretto dello strumento informatico. Costruire quindi le professionalità, ma dare anche loro adeguato riconoscimento: una scommessa importante per tutti noi.