Modernizzazione delle infrastrutture, secure care e procurement efficiente: i nodi del PNRR per la Sanità

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Quali sono gli ostacoli alla realizzazione del PNRR per la Sanità e come creare valore dalle infrastrutture e da un procurement efficiente per l’attuazione del Piano? Ecco i temi al centro del tavolo di lavoro riservato, organizzato da FPA in collaborazione con Dell Technologies e Intel durante FORUM PA Sanità 2021

4 Novembre 2021

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Redazione FPA

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Come creare valore dalle infrastrutture e da un procurement efficiente per attuare il PNRR per la Sanità: se ne è parlato durante il tavolo di lavoro riservato, organizzato da FPA in collaborazione con Dell Technologies e Intel durante FORUM PA Sanità 2021, moderato da Antonio Veraldi, Responsabile Area Sanità e Regioni – FPA, con la partecipazione di numerosi rappresentanti di amministrazioni centrali e regionali.

Sotto la lente innanzitutto due aspetti:

1) Modernizzazione delle infrastrutture per gestire i dati sanitari
Un autentico modello di connected care ha bisogno di numerose infrastrutture, perché i dati sono fondamentali. Ogni 80 giorni circa, i dati sanitari a disposizione raddoppiano e bisogna gestirli, valorizzarli e proteggerli. Per consentire l’interoperabilità è necessaria un’infrastruttura tecnologica moderna.

2) Sicurezza e privacy
Quasi il 90% degli attacchi ransomware del 2021 sono stati rilevati nel settore sanitario: sono finite nel mirino degli hacker oltre 18.000 organizzazioni pubbliche. Bisogna attivare soluzioni di cyber resilience, per prevenire proattivamente le minacce, e di cyber recovery, per limitare i danni.

Gli ostacoli alla realizzazione del PNRR per la Sanità: l’esperienza del FSE

La sfida del governo italiano è di accogliere l’opportunità del PNRR per un rilancio e una crescita duratura. Il piano rappresenta infatti l’occasione di modernizzare le tecnologie, ma anche di ripensare l’organizzazione.

I principali rallentamenti nel processo di digitalizzazione si rilevano dal punto di vista culturale, non solo tecnologico. Un altro ostacolo alla realizzazionedelPNRR per la Sanità riguarda la disomogeneità a livello territoriale, come testimonia l’esperienza del Fascicolo Sanitario Elettronico. È prevista una serie di misure che andranno ad agevolare lo sviluppo e l’evoluzione del FSE, ma cosa occorre ancora fare per raggiungere l’obiettivo?

  • Integrare tutte le infrastrutture attraverso attività a livello territoriale.
  • Standardizzare i documenti che alimentano il FSE.
  • Definire un modello comune di gestione di dati e documenti sanitari.
  • Sviluppare funzionalità che utilizzano i dati.
  • Analizzare best practice di regioni, enti di ricerca e università che da tempo sfruttano le potenzialità del FSE.
  • Creare un raccordo costante con il garante della privacy.
  • Fare attenzione agli aspetti della sicurezza in accordo con la nuova Agenzia nazionale per la Cyber sicurezza.

Al tavolo si sono confrontati 12 territori diversi, ciascuno con le proprie caratteristiche, problematiche ed esigenze. Le opinioni e gli spunti di riflessione emersi offrono un panorama variegato su ciò che è necessario per finalizzare i contenuti del PNRR nel settore sanitario:

  • Creare infrastrutture per la gestione dei dati sanitari sempre più condivise, per proteggersi meglio dagli attacchi informatici.
  • Snellire le procedure per gli investimenti, per portare a termine i progetti nei tempi previsti.
  • Promuovere concertazione e sinergia.
  • Modernizzare le tecnologie ma anche l’organizzazione.
  • Utilizzare algoritmi trasparenti e condivisi

Quanto sono “digitali” gli italiani?

La maturità della popolazione italiana sul fronte della digitalizzazione è stata “misurata” analizzando i diversi modi in cui è stato attivato il Green Pass da oltre 52 milioni di cittadini:

  • il 20% delle persone hanno utilizzato l’app IO per scaricare il Green Pass, dimostrandosi molto mature dal punto di vista digitale;
  • il 22% si è rivolta a intermediari come farmacie e medici di famiglia, mostrando solo la tessera sanitaria;
  • l’8% ha scaricato il GP dal portale del Ministero della Salute con identità digitale;
  • l’8% ha usato l’app Immuni.

Progetti concreti, semplificazione e maggiore coinvolgimento di cittadini e territori

Il PNRR è molto credibile, ma emergono dubbi sulla capacità di attuazione, come ha affermato Fabrizio Liberatore, Local Public Sector Sales Director Dell Technologies Italia, in fase di conclusione dei lavori: “Cinque anni non sono tanti, se non si mettono in campo progettualità concrete. Dovremmo accelerare con il coinvolgimento degli attori e con chi sa a che velocità andare”. Parola d’ordine è anche semplificazione: se ridisegniamo i servizi in maniera semplice, non c’è bisogno di particolari competenze digitali. Un’ultima riflessione sui protagonisti del processo in atto: “La sanità alla fine ha effetto sulle persone, sui cittadini e sui territori – conclude Liberatore -: è arrivato il momento di farli diventare protagonisti, per far entrare i progetti nella fase esecutiva”.