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Valutare Salute tra mille differenze. La sperimentazione nei Rapporti di progetto

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I risultati del progetto pilota “Valutare Salute” sono stati raccolti in due distinti Rapporti, l’uno per i risultati  nelle 22 aziende partecipanti alla sperimentazione su territorio nazionale, l’altro per i risultati nelle 17 aziende siciliane. Dal 20 gennaio, data in cui sono stati presentati ufficialmente i risultati della sperimentazione, i Rapporti sono disponibili on line.  Abbiamo chiesto a Silvia Boni, dirigente per le tematiche sulla salute – Formez PA e coordinatrice del Comitato Tecnico Scientifico, di tracciare per noi il percorso “vissuto dall’interno”, in un progetto che ha impattato su alcuni dei punti critici della realtà aziendale – sanitaria italiana, eterogenea per localizzazione, composizione e culture.

25 Gennaio 2011

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Chiara Buongiovanni

Articolo FPA

I risultati del progetto pilota “Valutare Salute”* sono stati raccolti in due distinti Rapporti, l’uno per i risultati nelle 22 aziende partecipanti alla sperimentazione su territorio nazionale, l’altro per i risultati nelle 17 aziende siciliane. Dal 20 gennaio, data in cui sono stati presentati ufficialmente i risultati della sperimentazione, i Rapporti sono disponibili on line. 

Abbiamo chiesto a Silvia Boni, dirigente per le tematiche sulla salute – Formez PA e coordinatrice del Comitato Tecnico Scientifico, di tracciare per noi il percorso “vissuto dall’interno”, in un progetto che ha impattato su alcuni dei punti critici della realtà aziendale – sanitaria italiana, eterogenea per localizzazione, composizione e culture.

“Siamo partiti nella sperimentazione un anno fa con un quadro confuso – ci spiega Silvia Boni – dal momento che non tutte le Aziende procedevano alla valutazione dei dirigenti e del personale del comparto. La prima difficoltà è stata proprio far accettare l’inevitabilità di un percorso sperimentale che andava a coinvolgere tutti”
“Nell’ambito della sperimentazione – continua – abbiamo riscontrato forti differenze nella impostazione del percorso valutativo, non solo tra le diverse Regioni, il che sarebbe certo comprensibile, ma anche nell’ambito di una stessa Regione tra le Aziende Sanitarie e, a volte, all’interno della stessa azienda sanitaria”.

A che genere di differenze si riferisce?
Differenze tra livelli decisionali di impostazione della valutazione e scelta degli indicatori e dei pesi (regionale, aziendale di Unità Operativa), ma anche di metodologie, approcci e strumenti adottati.

Ritiene che un approccio condiviso faciliterebbe meccanismi di valutazione più efficaci?
Certo, pur rispettando le differenze, un approccio omogeneo, almeno all’interno di una stessa Regione, sarebbe auspicabile e infatti spetta alla Regione garantire un quadro di regole di riferimento comuni.

Scendendo a livello operativo, come sono stati valutati in pratica dirigenti e personale del comparto considerando le innegabili differenze esistenti, in tema di valutazione, tra le aziende e le culture coinvolte?
A proposito di strumenti il CTS ha messo a punto una scheda di valutazione per la dirigenza e una per il personale del comparto. Si è preferito optare per uno strumento operativo, chiaro, che scaturisce dalla realtà quotidiana delle Aziende sanitarie e che può costituire un accettabile compromesso per tutte le Aziende coinvolte. Infatti nel campione erano presenti Aziende “avanzate” nella valutazione che utilizzavano strumenti complessi (es. Balance Scorcard) o che avevano ottenuto l’accreditamento internazionale (con la Joint Commission) a quelle che non avevano mai realizzato la valutazione. Nel complesso la scheda si è dimostrato uno strumento semplice e comprensibile da tutti. Nell’ambito della valutazione in sanità ci muoviamo infatti tra culture organizzative e professionali differenti che hanno bisogno di condividere un approccio e un linguaggio comune.

Consulta gli atti del convegno di presentazione dei risultati del progetto Valutare Salute, il 20 gennaio a Roma

Nei feedback dei partecipanti alla sperimentazione, quali sono stati gli elementi maggiormente sottolineati?
Sia dai valutatori che dai valutati, è stata sottolineata l’importanza del clima organizzativo e la necessità di dedicare tempo e attenzione all’esplicitazione e condivisione degli obiettivi in un percorso trasparente nel quale siano chiari indicatori e relativi pesi attribuiti.

Prossimi passi in calendario…
Contiamo, nel prossimo futuro, come Formez PA, di continuare, attraverso il progetto Valutare Salute, a diffondere la cultura della valutazione nelle Aziende Sanitarie individuando percorsi possibili e buone pratiche a diffondere.


* Ricordiamo che il progetto "Valutare salute", condotto tra gennaio e settembre 2010 dal Dipartimento della Funzione pubblica e da Formez PA, in collaborazione con la Federazione Italiana delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere (FIASO), con il Centro per la Formazione Permanente e l’Aggiornamento del personale del Servizio sanitario della Regione Siciliana (CEFPAS) e con l’Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari regionali (AGENAS) ha avviato la sperimentazione della valutazione dei dirigenti e del personale delle aziende sanitarie allo scopo di offrire esperienze ed elementi concreti per agevolare le Regioni nel recepimento della Riforma Brunetta del pubblico impiego (Decreto Legislativo n. 150/2009)
 

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