Un parco di storie, le vostre storie: co-creare mappe del racconto sotto l’emergenza dell’epidemia

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Nell’emergenza dell’epidemia il Parco archeologico dei Campi Flegrei ha coniugato diverse modalità per sfruttare il digitale e rinnovare i suoi rapporti e relazioni con il pubblico. Nasce così #unparcodistorie, un progetto di mappatura collettiva realizzato con lo staff di MappiNa

21 Aprile 2020

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Ilaria Vitellio

Ceo di Mappina & CityOpenSource

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Fabio Pagano

Direttore del Parco archeologico dei Campi Flegrei

#unparcodistorie

Il diffondersi dell’epidemia del COVID-19 ha portato il governo italiano a chiudere i luoghi della cultura e vietare tutte le iniziative culturali che prevedono la presenza di pubblico. Le misure adottate, se da un lato hanno aperto una profonda crisi nelle industrie legate alle arti performative dello spettacolo dal vivo, dall’altro hanno imposto a musei, archivi, teatri e altri luoghi della cultura di riformulare le strategie di promozione e valorizzazione dei propri patrimoni, anticipando innovazioni nelle modalità di raggiungimento e coinvolgimento del pubblico e rinnovando le relazioni con esso.

Digitalizzazione del patrimonio culturale: una risposta all’emergenza

Per l’Italia affrontare l’epidemia ha comportato soprattutto un’accelerazione sulla digitalizzazione di contenuti e pratiche. Un’accelerazione che nel nostro paese, generalmente in ritardo su questi temi rispetto all’Europa, ha coinvolto tutti i settori della vita sociale spingendo verso una trasformazione digitale delle attività di scuole, università, amministrazioni e imprese. Musei, biblioteche, archivi, pinacoteche sono stati coinvolti da questo rinnovamento e si sono attivati per digitalizzare e promuovere i loro patrimoni culturali, sfruttando social network e adottando nelle loro strategie digitali diverse format narrativi: tour virtuali, pubblicazioni online di collezioni, video racconti, immagini in 3D, opere in realtà virtuale, etc. L’obiettivo comune che lega queste sperimentazioni è quello di entrare nelle case e accompagnare virtualmente il pubblico all’interno di luoghi non più accessibili, presentandogli visioni inedite e coinvolgenti.

L’innovazione ha prodotto così la messa a disposizione di una quantità di contenuti culturali, molti già digitalizzati e presenti negli archivi, altri costruiti nell’emergenza che contribuiscono a definire anche nuovi patrimoni degli enti. Oggi abbiamo in rete video, immagini, audio e testi, che spesso rilasciati in formato aperto concorrono alla costruzione di beni comuni digitali.

L’esperienza del Parco archeologico dei Campi Flegrei

Anche il Parco archeologico dei Campi Flegrei si è trovato a riformulare le strategie di audience con l’obiettivo di veicolare il messaggio che il Parco è chiuso ma non spento, differenziando le proposte e puntando sulla qualità dei contenuti.

Il Parco archeologico dei Campi Flegrei è un palinsesto di 25 luoghi (musei, aree e parchi archeologici e monumenti e complessi monumentali) disseminato in un territorio fortemente caratterizzato nell’ambiente e nella storia sia per componenti materiali che immateriali. La sua dimensione territoriale si estende su quattro comuni (Pozzuoli, Bacoli, Giugliano in Campania e Monte di Procida) e si inserisce in un contesto unico caratterizzato da un’attività vulcanica intensa e inesauribile che si manifesta in molteplici forme.

Tra le varie azioni di comunicazione intraprese, nella nuova prospettiva aperta dall’epidemia, l’essenza territoriale del Parco ha stimolato l’adozione di una forma innovativa di coinvolgimento aprendo alla costruzione di una mappa del racconto.

#unparcodistorie, una mappatura collettiva

#unparcodistorie è un progetto di mappatura collettiva lanciato dal Parco Archeologico dei Campi Flegrei con lo staff di MappiNa – Mappa Alternativa delle Città sulla piattaforma CityOpenSource, attraverso cui i cittadini  raccontano la loro esperienza del parco archeologico.

Chiunque può geolocalizzare contenuti digitali (foto, video, audio e testi) e raccontare il lavoro e la ricerca, lo sport e lo svago, ma anche i luoghi di amore, quelli dei miti e delle radici.  E’ una mappa aperta ad accogliere l’esperienza e a ospitare la varietà di prospettive che questo territorio apre. Ogni risorsa, ogni punto localizzato, non solo può essere raccontata attraverso diversi contenuti digitali (foto, video, audio e testi) ma anche da differenti autori che contribuiscono al racconto di quella risorsa rispetto alla propria conoscenza e esperienza. Inoltre chiunque contribuisce alla mappa del Parco di storie ha anche una propria mappa con tutti i contenuti da lui localizzati, che non vengono dispersi nella rete dei social ma solo in questi condivisi.

Il Parco si racconta e “si fa raccontare”

Nell’emergenza dell’epidemia il Parco ha, dunque, coniugato diverse modalità per sfruttare il digitale e rinnovare i suoi rapporti e relazioni con il pubblico. Da un lato ha promosso attività volte a portare nelle case il proprio patrimonio culturale e archeologico condividendo verso l’esterno e conducendo il pubblico a conoscere la varietà e complessità delle risorse; usando video per mostrare #ilparcochenonhaimaivisto, coinvolgendo gruppi di ricerca in un #carteggiosocial nella prospettiva della condivisione della conoscenza, portando i contenuti dei propri programmi educativi con il #parco4family o attivando storytelling originali con #statueparlanti che raccontano la loro storia a museo chiuso.

Dall’altro con il progetto #unparcodistorie ha accolto l’esperienza dei cittadini dentro il parco, che lo narrano attraverso diverse angolazioni. Il progetto coinvolge i cittadini chiedendogli non solo di “vedere”, ma anche di “fare”, di attivarsi nel contribuire a costruire contenuti e senso, contribuendo al racconto individualmente, ma dentro un progetto collettivo.

L’invito al racconto non si rivolge solo ai cittadini, abitanti o visitatori del parco, ma anche al personale del Parco, ad archeologi, studenti, operatori, associazioni, tutti coinvolti nel mappare e narrare la propria esperienza come protagonisti del parco.

Dalle mappe del contagio alla mappe di storie: un’avventura digitale

La mappa del Parco emerge attraverso la pluralità di prospettive e punti di vista raccogliendo il caleidoscopio di immagini che lo rappresentano, coniugando la dimensione di conoscenza dei luoghi con quella della competenza delle attività che in esso si svolgono, tracciando eventuali dinamiche di sviluppo che evocano possibili processi di co-creazione di progetti futuri. La mappa è infatti l’esito, ed una delle rappresentazioni possibili, di processi di co-costruzione di conoscenza, il luogo entro cui si attivano dinamiche di espressione ed identificazione di community e la geografia entro cui ricercare ed elaborare progetti condivisi.

Come risposta alle mappe del contagio che riempiono le rappresentazioni dell’epidemia, abbiamo deciso di costruire mappe di storie. #unparcodistorie, è un’avventura digitale, una nuova storia del parco.

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