PA green e sostenibile a FORUM PA 2023: scopri tutti gli eventi

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Nello nostro Paese, le PA figurano tra i maggiori consumatori di energia. Un dato che non stupisce visti i numeri: 3,2 milioni di dipendenti, 32mila enti e circa 1,2 milioni di edifici ad uso pubblico dislocati su tutto il territorio nazionale. A FORUM PA 2023 faremo il punto sullo stato di avanzamento delle misure PNRR in tema di efficientamento energetico del patrimonio immobiliare pubblico e privato (oltre 15 miliardi di euro le risorse disposte per questo finanziamento). Un focus anche sulle azioni di formazione degli enti in tema di Green Public Procurement, sul rispetto del principio del DNSH all’interno di tutti gli atti che caratterizzano il ciclo degli investimenti, e sul pensiero sistemico per politiche coerenti e sostenibili

28 Aprile 2023

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Laura Lapenna

Responsabile Area formazione, FPA

Foto di Markus Spiske su Unsplash - https://unsplash.com/it/foto/tWT0MyIEnKs

Nel corso dell’ultimo anno, la PA è stata chiamata a svolgere un ruolo essenziale nelle strategie di risparmio energetico in risposta alla crisi internazionale. Molto è stato fatto, molto c’è ancora da fare per rendere le pubbliche amministrazioni sempre più consapevoli dell’uso efficiente e razionale delle risorse.

Il settore pubblico – secondo quanto evidenziato dalla Commissione europea – è responsabile di una percentuale compresa tra il 5 e il 10% del consumo totale di energia finale dell’Unione. Gli edifici pubblici utilizzano circa il 2% del consumo finale di energia dell’UE. Nello stesso modo nel nostro Paese, le PA figurano tra i maggiori consumatori di energia. Un dato che non stupisce visti i numeri: 3,2 milioni di dipendenti, 32mila enti e circa 1,2 milioni di edifici ad uso pubblico dislocati su tutto il territorio nazionale. Prima dei recenti rincari, la spesa annua sostenuta dalla PA era pari a circa 9 miliardi di euro. Un terzo della somma è speso per servizi energetici integrati e i restanti due terzi per beni (combustibili, carburanti, energia elettrica).

Il primo giorno di FORUM PA 2023 la sintesi su questi temi è affidata all’appuntamento PA green: pratiche individuali e organizzative per un’amministrazione sempre più sostenibile. Mauro Bellini, direttore della testata EnergyUP del Gruppo Digital 360 condurrà lo scenario, in agenda dalle 14:00 alle 15:30, confrontandosi con tanti ospiti di rilievo. Tra questi, Ilaria Bertini, Direttrice del Dipartimento Unità per l’efficienza energetica di ENEA, Daniele Forni, Direttore Tecnico di FIRE (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia), Antonio Davide Barretta, Direttore Generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese e Cristian Acquistapace, Amministratore Delegato di Renovit.

Si tratta di un importante occasione per fare il punto sull’avanzamento delle misure PNRR in tema di efficientamento e riqualificazione del patrimonio pubblico. Il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza ha disposto lo stanziamento di oltre 15 miliardi di euro per l’aumento dell’efficientamento energetico del parco immobiliare pubblico e privato. Di questi fondi, più di un miliardo è destinato a implementare l’efficienza degli immobili pubblici come gli edifici scolastici e i palazzi giudiziari. Nel dettaglio, 411 milioni di euro sono stanziati per intervenire su 290.000 mq di uffici, tribunali e cittadelle giudiziarie, efficientando 48 strutture (con un risparmio pari a circa 2.500 tCO2 e 0,7 Ktep all’anno).

Rispetto al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici, come riportato dal Rapporto annuale sull’efficienza energetica 2022 dell’ENEA tra il 2014-2021 sono state circa 280 le proposte ammesse al finanziamento del PREPAC (Programma di Riqualificazione Energetica della Pubblica Amministrazione Centrale), per un valore economico complessivo di poco superiore ai 385 milioni di euro.

Lo scenario, in presenza a FORUM PA 2023 per misurare lo stato di avanzamento delle misure PNRR in tema di efficientamento e riqualificazione del patrimonio pubblico, ma anche sulle azioni di formazione, sensibilizzazione e comunicazione promosse nel quadro del vademecum del Dipartimento per la Funzione Pubblica sull’uso intelligente e razionale dell’energia nella PA pubblicato a settembre 2022.

La formazione è senza dubbio l’arma principale: prova ne è il fatto che più fonti hanno intercettato il fabbisogno formativo degli enti in tema di Green Public Procurement. Ultimo in ordine di tempo il Censimento permanente delle Istituzioni Pubbliche dell’Istat, pubblicato a fine 2022, che descrive la difficoltà degli enti ad applicare i Criteri minimi ambientali (Cam). Secondo l’istituto nazionale di statistica, le istituzioni che hanno riscontrato difficoltà nell’applicazione dei CAM lo imputano in massima parte (74,4%) alla mancanza di conoscenza e/o formazione da parte di tecnici e funzionari.

E sul resto? “Senza dubbio rimane molto da fare – commenta Dario Di Santo, Direttore Generale di FIRE (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia). Per conseguire risultati concreti occorre attivare strumenti come la nomina di un Energy manager inquadrato opportunamente nell’organigramma dell’ente, un approccio concreto alla contabilità energetica, l’adozione di sistemi di monitoraggio dei consumi energetici, la realizzazione di diagnosi energetiche e, meglio ancora, l’implementazione di un sistema di gestione dell’energia: la ISO 50005 consente oggi di farlo per passi successivi e la ISO 50009 di mettere insieme più enti per pensare a un’azione condivisa e sinergica. Ciò consente di prendere consapevolezza, definire una strategia e un piano di azione e tradurla nelle opportune gare (prendendo spunto da quanto fatto finora dagli enti più virtuosi o collaborando con soggetti come l’AESS). Di strada da fare ci sembra ce ne sia ancora molta, ma quello che conta è mettere in moto concretamente il cambiamento”.

Una delle novità più importanti nella realizzazione degli interventi di efficientamento è l’applicazione del principio DNSH, non arrecare danno significativo all’ambiente, che sarà illustrata da Maria Orlacchio, esperta in programmazione e gestione dei programmi di sviluppo cofinanziati da Fondi SIE e dai fondi nazionali di Meridiana Italia, nell’Academy DNSH: principi e aspetti tecnici-applicativi nelle politiche di coesione. A partire da casi studio, durante il seminario (che si terrà il 16 maggio dalle 16:20 alle 17:10 in Sala Academy 1) verranno illustrati modelli e approcci per garantire il rispetto del principio DNSH all’interno di tutti gli atti che caratterizzano il ciclo degli investimenti (progettazione, contrattualistica, esecuzione, rendicontazione, controlli, ecc.).

Un nuovo modello di comunità che punta a minimizzare i consumi e a coinvolgere enti e cittadini sul fronte della produzione e della condivisione è quello delle comunità energetiche. Si tratta di modelli innovativi di condivisione, basati su associazioni a cui possono partecipare enti pubblici locali, aziende, attività commerciali o cittadini privati, per l’autoproduzione, la distribuzione e il consumo di energia proveniente da fonti rinnovabili.

“A nostro avviso – sottolinea Dario Di Santo – le comunità energetiche sono uno strumento interessante e virtuoso, a cui sono forse legate troppe aspettative. Al di là dei vantaggi economici per i membri, che dipendono dalle regole e dagli incentivi disponibili, in termini generali una comunità energetica, se ben disegnata, può portare dei benefici nella generazione e nell’uso di energia. Essa consente infatti di mettere insieme utenti che hanno spazio per installare impianti di generazione, ma non consumi idonei a sfruttare l’energia prodotta, con altri che presentano invece i consumi ma non la possibilità di installare sistemi di generazione. Si tratta di una ricaduta utile, ma non certo in grado di risolvere i problemi energetici del Paese”.

È sul valore di comunità, quindi, che dobbiamo riflettere e sugli impatti a rilevanza sociale. “Più interessante, ed è tra l’altro l’ambito in cui gli enti pubblici possono giocare un ruolo rilevante – continua Di Santo – è la possibilità di cogliere i benefici sociali delle comunità energetiche, come l’inclusione delle famiglie in povertà energetica e l’opportunità di attivare servizi mirati all’uso efficiente dell’energia in aggiunta allo scambio condiviso. È qui che la sfida si fa più interessante e che i vantaggi possono diventare cospicui. La PA può attivarsi per costituire e/o promuovere comunità energetiche con queste finalità, cogliendo il potenziale vero delle comunità energetiche”.

Mettere insieme impatto sociale e impatto ambientale: solo ragionando in chiave sistemica è possibile conseguire sviluppo sostenibile e una buona amministrazione pubblica. Ne parlerà a FORUM PA Luigi Di Marco giovedì 18 maggio nell’Academy Pensiero sistemico per politiche coerenti e sostenibili. Il principio di coerenza delle politiche, inquadrato al Goal 17 dell’Agenda 2030 e fortemente sostenuto dall’OCSE, non è perseguibile senza un approccio sistemico nella concezione delle politiche e nelle valutazioni d’impatto ex-ante ed ex-post.


I dati riportati nell’articolo sono ripresi dall’approfondimento curato da Eleonora Bove all’interno dell’Annual Report 2022 di FPA

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