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Nuove tariffe, smart working, cognitive computing e tecnologie assistive: l’Inail al FORUM PA 2019

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In evidenza alcune delle tappe più recenti del complesso percorso di riorganizzazione avviato dall’Inail nell’ultimo decennio per perseguire le proprie finalità istituzionali in modo sempre più efficiente, efficace ed economico, con l’obiettivo di creare valore pubblico a beneficio di lavoratori e imprese

12 Maggio 2019

INAIL - Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Redazione FPA

Photo by sol on Unsplash - https://unsplash.com/photos/tZw3fcjUIpM

La partecipazione dell’Inail alla trentesima edizione di FORUM PA conferma anche quest’anno la vocazione dell’Istituto per l’innovazione e la trasformazione digitale. Nuove tariffe, lavoro agile, cognitive computing e tecnologie assistive per la riabilitazione i temi al centro dei quattro eventi “made in Inail” organizzati nell’ambito della tre giorni al Roma Convention Center “La Nuvola”. In evidenza alcune delle tappe più recenti del complesso percorso di riorganizzazione avviato dall’Inail nell’ultimo decennio per perseguire le proprie finalità istituzionali in modo sempre più efficiente, efficace ed economico, con l’obiettivo di creare valore pubblico a beneficio di lavoratori e imprese.

Il primo appuntamento “made in Inail”, in programma alle ore 11,45 nella giornata inaugurale di martedì 14 maggio, è con il convegno dedicato alla revisione delle tariffe dei premi di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, in vigore dallo scorso primo gennaio.  I relatori, rappresentanti della Direzione centrale rapporto assicurativo, della Direzione centrale organizzazione digitale, della Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione (Contarp) e della Consulenza statistico attuariale (Csa), illustreranno le caratteristiche del nuovo impianto tariffario, che a quasi 20 anni dall’ultimo aggiornamento è stato adeguato ai cambiamenti del mondo del lavoro, tenendo conto dell’evoluzione tecnologica e delle nuove modalità di organizzazione delle attività e incentivando, allo stesso tempo, l’adozione e il rafforzamento degli interventi di prevenzione da parte delle imprese.

Nella sua nuova formulazione il nomenclatore tariffario, che attribuisce ai vari tipi di attività tassi differenziati in funzione dello specifico rischio lavorativo, è stato infatti reso più aderente agli attuali fattori di rischio, ridefinendo lavorazioni già previste dalle tariffe precedenti, istituendo nuove voci relative a lavorazioni ancora in fase di sviluppo e a nuove modalità organizzative del lavoro, e introducendo cicli tecnologici che non esistevano ancora all’epoca dell’ultima revisione. È il caso, per esempio, delle attività legate alla produzione di nanomateriali, un settore di produzione che si è sviluppato solo negli ultimi anni e per il quale si prevede una crescita anche nel prossimo futuro, e delle attività di consegna merci svolte dai cosiddetti rider in ambito urbano.

L’eliminazione delle voci obsolete, perché relative a un contesto produttivo ormai superato, e l’adeguamento del nomenclatore ai nuovi rischi lavorativi si sono tradotti in una significativa contrazione del numero delle voci di tariffa, che rispetto al 2000 sono passate da 739 a 595. Un’altra novità rilevante del nuovo sistema tariffario riguarda il criterio di calcolo dell’oscillazione del tasso medio per andamento infortunistico, oggi basato sulla gravità degli eventi lesivi e non più soltanto sugli oneri sostenuti dall’Istituto per indennizzarli.

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Il 14 maggio, alle ore 17, si svolgerà anche il primo dei tre workshop promossi dall’Istituto, dedicato alla presentazione dei primi risultati ottenuti dalla sperimentazione dello “smart working”, o lavoro agile, su un cospicuo numero di dipendenti. Il workshop sarà anche utile per considerare le opportunità e le criticità di questa nuova forma di organizzazione del lavoro, che grazie alle moderne tecnologie dell’informazione e della comunicazione consente di svolgere le proprie mansioni da qualunque luogo, in qualsiasi momento. Se da un lato, infatti, le nuove forme di lavoro possono determinare un migliore equilibrio tra vita privata e vita professionale, incrementando la produttività e agevolando la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, dall’altro richiedono garanzie per la salute e la sicurezza del lavoratore.

Altrettanto innovativo è il ricorso al “cognitive computing” per raccogliere grandi quantità di informazioni sulle imprese che ogni anno accedono al bando Isi, l’iniziativa con cui a partire dal 2010 l’Inail ha messo a disposizione del sistema produttivo italiano oltre due miliardi di euro a fondo perduto per il miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. L’utilizzo delle tecniche di intelligenza artificiale per leggere i contenuti di un testo generico e trasformarli in dati numerici, poi elaborati da modelli statistici più o meno complessi, sarà approfondito nel corso del secondo workshop, in programma il 15 maggio alle ore 14, in cui saranno illustrati i primi risultati ottenuti attraverso l’applicazione di questi strumenti alla documentazione di progetto presentata dalle aziende che partecipano al bando Isi. L’elaborazione dei contenuti testuali con le tecniche più recenti del “knowledge mining” costituisce, infatti, una nuova “conoscenza” che permette di valutare numericamente le specifiche esigenze di prevenzione, arricchendo ulteriormente il già esteso patrimonio informativo a disposizione dell’Istituto.

Il terzo workshop curato dall’Inail, in programma giovedì 16 maggio alle ore 15, sarà incentrato invece sulle tecnologie assistive, ovvero tutti quei dispositivi e sistemi tecnologici utili ad aumentare l’autonomia funzionale e la qualità della vita delle persone anziane o con disabilità. Sarà presentato, in particolare, il progetto di ricerca “Osservatori: service delivery in assistive technology”, con il coinvolgimento del Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio, dell’azienda Usl di Bologna e della rete nazionale dei Centri Ausili Glic, oltre ad alcune strutture territoriali dell’Istituto e a realtà sanitarie di eccellenza della Regione Emilia-Romagna. Il progetto ha affrontato studi relativi a dispositivi per lo svolgimento di attività ricreative, sportive e lavorative, e tematiche come l’accessibilità ambientale, la valutazione funzionale e la biocompatibilità.

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