Dall’emergenza in poi, le sfide di scuola e Università: i Ministri Azzolina e Manfredi a FORUM PA 2020

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Nella terza giornata di FORUM PA 2020 il mondo della scuola e dell’università sono stati al centro di importanti confronti, con l’intervento della Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e del Ministro dell’Università Gaetano Manfredi. Vi riproponiamo i loro interventi

8 Luglio 2020

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Michela Stentella

Content Manager FPA

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Nella terza giornata di FORUM PA 2020 il mondo della scuola e dell’università sono stati al centro di importanti confronti, con l’intervento della Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, e del Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi. Tra i temi su cui si è sviluppato il dibattito, alcuni hanno radici antiche, anche se il lockdown li ha fatti “esplodere” – come la necessità di superare i limiti infrastrutturali (vedi la banda larga) e l’importanza di investire sulle competenze degli studenti, ma anche dei docenti – su altri, invece, si è attivata una riflessione approfondita proprio in conseguenza della recente esperienza, pensiamo alla necessità di individuare un modello che metta insieme didattica in presenza e didattica digitale (che non vuol dire necessariamente didattica a distanza), affinché si valorizzino a vicenda.

Ecco i video dei due interventi

“Come uscirà il Paese da questa crisi? Come ne uscirà la scuola? Io penso che possa uscirne molto rafforzata – ha sottolineato la Ministra Azzolina – se tutti remeremo dalla parte della modernizzazione e del cambiamento e questo riguarda sia le strutture tecnologiche che la didattica”.

“Il lockdown ha portato nella scuola una ferita enorme nel momento in cui abbiamo dovuto chiudere le porte – ha proseguito la Ministra – questo ha coinvolto oltre 8 milioni di studenti nel nostro Paese, nel mondo più di un miliardo e mezzo. Ma la scuola ha reagito con grande coraggio e resilienza partendo quasi da zero, perché pochi erano gli insegnanti formati per fare didattica digitale. La didattica a distanza è stata spesso vituperata, ma era l’unica forma che avevamo per permettere ai nostri docenti di stare vicino alla maggior parte dei nostri studenti e non perdere l’anno scolastico. Non è uno strumento perfetto, c’erano vuoti enormi da colmare in tempi brevi, dovuti ad anni di tagli alla scuola. Ma in alcuni contesti ha funzionato bene, come nella scuola secondaria di secondo grado, tanto che gli stessi studenti e studentesse ci hanno chiesto di mantenerla come forma complementare alla didattica in presenza, cosa che abbiamo previsto nelle Linee guida per la riapertura”.

La Ministra ha ricordato gli stanziamenti previsti in questi mesi per sostenere le famiglie e gli istituti scolastici (a partire dagli 85 milioni del Cura Italia per arrivare ai 236 milioni di euro del recente bando PON, passando per i 400 milioni di euro per la banda ultra larga nelle scuole) e la volontà di continuare a investire anche sulla formazione dei docenti. Digitalizzazione e capitale umano sono quindi i due ingredienti fondamentali. Con un focus conclusivo sulla necessità di formare i ragazzi anche alla cittadinanza digitale.

Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, ha sottolineato la resilienza dimostrata dal mondo universitario: “L’Università nonostante il forte impatto dell’emergenza ha retto bene: nel giro di 10 giorni tutto il sistema universitario italiano è passato a un’offerta didattica online che ha superato il 90% dei corsi e in alcuni casi ha raggiunto il 100 per cento. Con una frequenza molto alta, abbiamo 1 milione e 600mila studenti e abbiamo avuto picchi di presenze online di oltre 1 milione e 200mila studenti in una giornata. Il numero di esami sostenuti e laureati nel semestre è praticamente uguale allo scorso anno”.

Tra i punti di forza evidenziati dal ministro Manfredi, l’abitudine dell’università all’uso delle tecnologie, l’autonomia organizzativa e il lavoro già fatto di preparazione alla didattica a distanza, ovviamente senza prevedere che sarebbe servito per una situazione di emergenza di queste dimensioni. Tra le criticità che non dobbiamo dimenticare: il digital divide, quindi il tema della disponibilità di banda larga e l’eccessiva rigidità amministrativa, quindi regole troppo restrittive rispetto alle necessità del momento.

Il Ministro Manfredi ha fatto anche il punto sulla situazione della ricerca in Italia, che risente di anni in cui è mancata una politica di reclutamento di giovani talenti, di una organizzazione poco internazionale, della scarsa integrazione tra ricerca pubblica e privata.

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