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Ecco i quattro pilastri del dibattito con cui l’Italia prova a migliorare la Scuola

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Gli ambienti di apprendimento, la formazione del personale, i contenuti digitali e la governance del piano nazionale. Sono i quattro temi su cui si sta concentrando il dibattito degli addetti ai lavori in ambito scuola, a quanto emerso dal Cantiere Scuola Digitale di FORUM PA. Vediamoli

24 Giugno 2016

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Paolo Paolini e Nicoletta Di Blas, Politecnico di Milano

Gli ambienti di apprendimento, la formazione del personale, i contenuti digitali e la governance del piano nazionale. Sono i quattro temi su cui si sta concentrando il dibattito degli addetti ai lavori in ambito scuola. E’ quanto emerge dal Cantiere Scuola Digitale di FORUM PA, in tutti gli incontri che si sono svolti quest’anno finora.

Il cantiere è coordinato da Giuseppe Iacono (Stati Generali dell’Innovazione) per gli aspetti operativi e Paolo Paolini (Politecnico di Milano) per gli aspetti scientifici; coinvolge rappresentanti del settore istruzione del MIUR, esperti, dirigenti, insegnanti, operatori di aziende.

Da un primo incontro in presenza (maggio 2016) è nata una discussione online, che si è chiusa ai primi di giugno 2016. Durante la grande manifestazione di Forum PA (svoltasi a Roma tra il 24 e il 26 maggio 2016), si è tenuto un workshop in presenza che ha visto una ampia partecipazione: rappresentanti del settore istruzione del MIUR, esperti, dirigenti, insegnanti, operatori di aziende.

Da questo workshop sono emerse nuove indicazioni, per cui si è riaperta una nuova fase di discussione online a cui tutti possono partecipare .

In questa nuova fase, che si chiuderà in autunno 2016, vengono formulate e commentate proposte specifiche per il miglioramento e la piena attuazione del PNSD.

Dai risultati della discussione online verrà elaborato un documento di proposta dettagliata che verrà sottoposto alla discussione di tutti i componenti del mondo della scuola, allargando il dibattito a livello nazionale: allievi, insegnanti, dirigenti, personale tecnico-amministrativo, territori (intesi come enti e amministrazioni), aziende, famiglie.

C’è un obiettivo ambizioso: formulare proposte concrete e realizzabili, che contribuiscano effettivamente alla innovazione profonda della scuola, e che siano capite e (almeno in parte) condivise, da tutte le componenti della società che nella scuola operano e con la scuola interagiscano.

Vediamo ora i focus del dibattito finora emersi nella discussione online.

FOCUS 1: Ambienti di apprendimento e organizzazione dei processi di apprendimento

Razionale e domande: i nuovi processi di apprendimento sono sufficientemente capiti? Gli spazi fisici della scuola sono adeguati ai nuovi processi di apprendimento, tenendo conto delle varie trasformazioni (es. meno lezioni ex-cathedra, più attività di progetto, più discussioni, più lavoro di gruppo, uso della tecnologia…)?

Citazioni dalla discussione online del Cantiere Scuola

Spazi fisici (e spazi virtuali?)

Gli spazi fisici non si possono più pensare come separati dalla dimensione … virtuale… né più come confinati ….. In ogni caso gli ambienti di apprendimento non si possono più pensare come indipendenti ….. dai processi, dalle metodologie, dalla didattica …..

Non è più pensabile che si progettino ambienti, come è successo in passato, centrati, ad esempio, sulla distribuzione di contenuti e che poi questi diventino degli standard quasi inamovibili ……

FOCUS 2: La formazione del personale

Razionale e domande: la formazione di tutti gli addetti (non solo insegnanti, ma anche dirigenti e personale tecnico amministrativo) è adeguatamente affrontata nel PNSD?

Citazioni dalla discussione online del Cantiere Scuola

Formazione degli insegnanti

Uno degli aspetti più importanti del PNSD è sicuramente aver posto la formazione degli insegnanti al centro del dibattito.

Forse l’aggiustamento più importante da fare è quello di vedere la formazione non come una cosa all’interno del mondo scuola ma come una possibilità data alla scelta autonoma della scuola (Dirigente) che può sceglier dove e come formare i suoi insegnanti.

Formazione dei dirigenti

..[ritengo che] uno dei “completamenti” più urgenti da proporre per il PNSD sia quello di considerare la formazione dei Dirigenti a) prioritaria b) preliminare alla scelta degli animatori digitali c) prioritaria rispetto all’avviamento della formazione insegnanti (che il Dirigente deve poter supervisionare) …

Ai dirigenti, che dovrebbero guidare il cambiamento, andrebbe fornita un’esperienza forte di formazione innovativa …

Formazione del personale tecnico-amministrativo

La formazione del personale tecnico e amministrativo della scuola è un settore sottovalutato.

….. È un ambito nel quale ci sarebbe un gran lavoro da fare con la formazione, e non solo riguardo l’innovazione tecnologica.

Formare i formatori

Apparentemente si assume (nel PNSD) che il mondo della scuola al suo interno … possa avere la competenza necessaria per formare i vari soggetti: insegnanti, animatori, dirigenti … questo “peer to peer learning” è lontano dal garantire un risultato.

…l’assenza di una fase di formazione dei formatori è un serio rischio … tutto potrebbe risolversi in un mucchio di ore in cui si racconta l’innovazione … mentre invece bisognerebbe praticarla

Aprire la formazione ad una pluralità di soggetti: territorio, aziende, università, associazioni, fondazioni, …

Sarebbe necessario ma non si sa come attuarlo evitando sprechi ed abusi

Pianificazione ed autonomia formativa: dirigenti, territorio, …

Bisognerebbe responsabilizzare le scuole ed i territori (amministrazioni, enti scientifico-culturali, università, aziende, …) perché si rendano protagonisti della formazione degli insegnanti …

Un territorio potrebbe avere necessità specifiche, oppure competenze particolari, oppure opportunità da cogliere.

Formazione continua e life-long learning

Il settore tecnico-pedagogico è in continua evoluzione, e non è quindi possibile pianificare ..

È necessario creare dei meccanismi tali che tutti i protagonisti del mondo della scuola siano invitati, incentivati (e forse obbligati) ad una formazione continua e di qualità.

Bisogna evitare di stabilire a priori a cosa si devono formare… questo diverrà fondamentale quando la corsa dei formatori e l’eccitazione generata in questi ultimi dalla creazione degli snodi formativi territoriali sarà passata.

FOCUS 3: Contenuti digitali

Razionale e domande: i contenuti digitali oggi stanno affiancando in modo inevitabile il tradizionale materiale cartaceo (che comunque mantiene il suo ruolo). La scuola italiana sta affrontando il problema in modo adeguato?

Citazioni dalla discussione online del cantiere scuola

Editoria digitale per la scuola

…. un libro di testo cartaceo molto più leggero rispetto ai “tomi” attuali, con inserti digitali “intelligenti” (come l’audiolettura). Il resto, ovvero gli approfondimenti, siano affidati al web e altre risorse di rete

Auto-produzione di contenuti digitali

… perché i docenti dovrebbero “produrre” contenuti? Sono preparati a farlo? Quali sono le motivazioni, le condizioni abilitanti e i vincoli?

MOOC, Corsi on line

I corsi online vengono a volte vissuti come alternativa alla scuola. Può essere sicuramente così (lo home-schooling sta crescendo in tutto il mondo) ma non è solo così. I corsi online possono essere usati per vari scopi integrativi dei percorsi scolastici: recupero di allievi in difficoltà, opportunità per studenti eccellenti, corsi e seminari specialistici (ma erogati da esperti esterni o da altri istituti).

FOCUS 4: Governance del Piano Nazionale Scuola Digitale; collegamento con la ricerca e gli ambienti internazionali

Razionale e domande: la “governance” del mondo della scuola italiana, cioè i meccanismi con cui le strategie per la innovazione vengono impostate e rese operative, è adeguata? La scuola italiana è sufficientemente aperta al confronto internazionale?

Citazioni dalla discussione online del cantiere scuola

Autonomia delle scuole (per formazione e adozione di tecnologie)

… l’autonomia della scuola … dovrebbe riguardare … soprattutto come stimolare l’innovazione tecnologica …

La autonomia delle scuole (coordinate dal dirigente) dovrebbe essere ampia: scelta delle tecnologie, modo di finanziarle, come formare gli insegnanti, come e quando innovare la didattica.

Ruolo dei dirigenti

Il ruolo dei dirigenti: a) devono poter effettivamente coordinare il corpo degli insegnanti, promuovere iniziative di raccordo col territorio, formulare una strategia di innovazione. b) devono essere poi responsabili dei risultati (quelli veri, misurabili solo in un periodo medio-lungo) …

… i dirigenti … non hanno avuto e tuttora non hanno informazioni circa i tempi e i modi coi quali si intende dare attuazione alle singole azioni. … mancanza di una visione complessiva, il rincorrere i diversi avvisi per acquisire risorse ed opportunità

Ruolo di aziende, famiglie e territorio sia negli indirizzi che nelle attuazioni

Aziende, territorio e famiglie dovrebbero interagire proficuamente con la scuola nella progettazione dell’offerta formativa e nell’individuazione di soluzioni innovative. … Vanno, quindi, create le condizioni per favorire la relazione e in molti casi sarà necessario vincere una tradizionale resistenza del mondo della scuola a superare l’autoreferenzialità …

Ruoli all’interno delle scuole (es. animatori digitali, coordinamento pedagogico-tecnologico, …)

IL PNSD ha il grande merito di aver proposto una suddivisione di ruoli, uscendo dalla sindrome “tutti insieme a fare le stesse cose”. I ruoli però forse dovrebbero essere meglio definiti. ….

Meccanismi per finanziamenti alla innovazione

Questo è un aspetto strutturale poco discusso e forse sottovalutato. Avere dei meccanismi corretti di finanziamento serve ad ottimizzare la efficacia dei (pochi) fondi a disposizione della scuola italiana.

Ci sono forti dubbi che gli attuali meccanismi dei “bandi” per come sono concepiti e sono realizzati siano meccanismi validi. Hanno prodotto vera innovazione o hanno seguito le mode? Ci sono vere trasformazioni come risultato? …

Rapporti tra mondo della ricerca (internazionalizzato) e la scuola

Oggi la scuola italiana in buona sostanza ignora il dibattito della ricerca internazionale. Le notizie non arrivano, o arrivano in grave ritardo, o arrivano “pre digerite” e ridotte a formule … da applicare acriticamente. … La scuola italiana tende ad essere chiusa in sé stessa (autoreferenzialità) e lontana dal dibattito internazionale (provincialismo). La ricerca non è in grado di dare risposte facili, ma allena al senso critico e alla riflessione. La ricerca nel settore tecnico-pedagogico ha spesso anticipato quello che poi è successo, o permette di interpretare meglio quanto succede.

I risultati della ricerca internazionale dovrebbero arrivare alla scuola attraverso la formazione continua dei docenti e dei dirigenti.

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