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L’aula laboratorio disciplinare: il caso pioniere del Volta di Perugia

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Nella
nuova organizzazione didattica non esiste più la classica aula, tradizione
consolidata nella scuola italiana, gli studenti si alternano da un’aula
laboratorio ad un’altra, organizzate per discipline, dove il docente aspetta i
suoi alunni preparando il lavoro, il setting, i materiali

19 Febbraio 2016

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Rita Coccia, Dirigente Scolastico ITTS Volta di Perugia

Il percorso di innovazione dell’Istituto Tecnico Tecnologico “A.Volta” di Perugia nasce con il progetto di scuol@2.0 presentato al MIUR nell’a.s. 2011-2012; l’obiettivo principale era ed è quello di effettuare un cambiamento radicale degli ambienti di apprendimento come luoghi fisici e virtuali ma anche come spazi di innovazione metodologica didattica per evitare che la scuola sia una “macchina del tempo nel passato” con strumenti come carta e penna e con solo due fonti di informazione come il docente e il libro di testo.

Pertanto tutte le azioni programmate sono state, e si stanno realizzando, nell’ottica della “mission” dell’ITTS Volta che è la promozione di una cultura dell’apprendimento basata su un uso consapevole e critico dei linguaggi multimediali e delle tecnologie della comunicazione per rimuovere gli ostacoli che possono indurre nuove disuguaglianze per chi è chiamato a studiare, lavorare e vivere nella società dell’informazione, spostando il baricentro dai “saperi insegnati” alle “competenze apprese”.

Il progetto prevede una nuova organizzazione e gestione degli spazi attraverso le Aule Laboratorio Disciplinare (A.L.D.), idea che ha anche permesso all’istituto di diventare scuola capofila nelle Avanguardie Educative dell’INDIRE.

Nella nuova organizzazione didattica non esiste più la classica aula, tradizione consolidata nella scuola italiana, gli studenti si alternano da un’aula laboratorio ad un’altra, organizzate per discipline, dove il docente aspetta i suoi alunni preparando il lavoro, il setting, i materiali.

Per il cambio di aula-laboratorio gli studenti hanno a disposizione 4 minuti, scanditi dal doppio suono della campanella e, per snellire gli spostamenti, sono stati dotati di un armadietto personale dislocato sui corridoi dove lo studente stesso può depositare tutto ciò che non è utilizzato nelle varie attività didattiche. L’assegnazione dell’ aula-laboratorio al singolo docente non avviene in modo casuale, ma per affinità o per assi disciplinari, al fine di effettuare scambi di esperienze e di materiali ottenendo una continua formazione dei docenti, anzi, si può osare definirla “contaminazione” delle nuove pratiche didattiche.

L’A.L.D. è sostenuta da una forte tecnologia; come prima azione, si è garantita una banda internet adeguata alle esigenze di tutta l’utenza (1.600 studenti, 200 docenti ed ATA, soggetti esterni) con un servizio di connettività a banda larga di 100 Mbit attraverso un ponte radio di una nota azienda locale, ogni docente è stato dotato di un Ipad in comodato d’uso, gli studenti delle classi prime e seconde utilizzano Ipad acquistati dalle famiglie con una riduzione sul costo iniziale dei libri, mentre dalle classi terze alle classi quinte si utilizzano tutti i device (bring-your-own-device); in ogni A.L.D. sono istallati “proiettori interattivi a ottica corta” che permettono di trasformare qualsiasi piano di proiezione in una superficie interattiva e di sfruttare il sistema operativo del computer che si utilizza. Nelle aule con spazi adeguati, inoltre, si sono allestite isole di lavoro digitalizzate per un massimo di quattro alunni per attività di cooperative learning; i docenti, gli alunni e i visitatori sono forniti di password per la wifi di istituto.

Anche gli arredi hanno subito delle modificazioni nel rispetto delle disponibilità finanziarie; alcune aule sono state attrezzate con banchi e sedie dotate di ruote che possono disporsi facilmente in schemi variabili a seconda dell’attività prevista: piccole isole per lavori in gruppo, un grande tavolo centrale per gestire un dibattito, un ferro di cavallo, tavoli separati per gestire allo stesso tempo attività di recupero e lavoro di approfondimento a seconda dei diversi bisogni degli studenti. I nuovi ambienti influenzano anche le innovazioni metodologiche impostate come didattiche attive in cui, esperienze pratiche, risoluzione di problemi, utilizzo della multimedialità, si accompagnano alle necessarie acquisizioni teoriche secondo una scelta che trova nella professionalità docente il punto di equilibrio. L’insegnante assume una funzione di supporto e sostegno all’apprendimento nella flip class, webquest, o quando si simulano esperienze o giochi virtuali.

Il progetto di innovazione prevede a supporto dell’A.L.D. la creazione di classi-laboratorio virtuali.

Queste permettono all’insegnante di aprire la classe a internet duplicando la classe reale e consentendo quindi azioni didattiche anche senza una presenza fisica degli studenti e del docente, ad esempio per compiti e esercitazioni. Al Tecnico Volta attualmente le classi-laboratorio virtuali utilizzano due tipi di ambienti digitali per l’apprendimento: una piattaforma integrata al registro elettronico e una piattaforma open source di e-learning utilizzata anche per la formazione universitaria. Ormai da tre anni scolastici, nei primi giorni di scuola gli alunni e i docenti vengono forniti di password di accesso e relativa formazione per l’uso quotidiano dell’ambiente digitale. In particolare i docenti organizzano le attività per ogni classe in piattaforma che nel tempo è diventata una banca dati di contenuti e di esercitazioni spesso trasferiti anche ad altri colleghi di classi parallele (knowledge repository.)

Il processo di innovazione così radicale è sostenuto da un forte azione di formazione secondo il modello S.A.M.R. sviluppato da Dr. Ruben Puentedura, per aiutare gli insegnanti a comprendere come la tecnologia può potenziare il processo di apprendimento. All’inizio di ogni anno scolastico si sconsiglia ai nuovi docenti l’utilizzo della tecnologia nelle classi senza una formazione specifica fornita dalla scuola, al fine di non vanificare tutto il lavoro realizzato nei vari anni scolastici con attività estemporanee non validate .

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