PNSD, le scuole incontrano i maker

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L’incontro del “digitale a scuola” con le tematiche e le modalità dell’universo making è centrale nel Piano Nazionale Scuola Digitale. Ecco alcune considerazioni
sulla scia dell’esperienza in atto in Emilia-Romagna

27 Maggio 2016

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Roberto Bondi, coordinatore del Servizio Marconi TSI, USR Emilia-Romagna

L’incontro del “digitale a scuola” con le tematiche e le modalità dell’universo making è centrale nel Piano Nazionale Scuola Digitale. E negli ultimi due anni diverse sono state le occasioni virtuose di incontro tra alcune realtà scolastiche e i maker. Lo SchoolMakerDay1 del 30 aprile ha rappresentato in regione una importante occasione pubblica di confronto su queste esperienze di contaminazione scuola-making. La narrazione del 30 aprile, nella doppia modalità delle relazioni brevi in plenaria + stand espositivi delle singole scuole in stile Faire, è stata tutta centrata sulla scuola, su esperienze realizzate nate dall’attenzione di docenti e studenti per le nuove istanze. In questo quadro sono risultate maggioritarie le esperienze delle scuole superiori di indirizzo tecnico, per affinità di contenuti e maggiore vicinanza dei singoli -grazie ai loro contatti ed alle loro esperienze esterne- al mondo dei maker. Non sono però mancate esperienze del primo ciclo di istruzione, dove l’interazione con soggetti esterni alla scuola è più evidente, a volte attivata da contatti ancora personali e diretti dei docenti, a volte da strutture progettuali complesse (come Robocoop2 o Girls Code it Better 3) che hanno favorito e generato nuove interessanti attività didattiche. Proprio i 20 “ club” attivati presso altrettante scuole della regione da Girls Code it Better stanno realizzando in queste settimane di maggio altrettanti eventi pubblici nei quali raccontano al territorio i processi attivati e mostrano i prodotti realizzati grazie all’interazione scuola-makers, inquadrata dal progetto in una precisa cornice metodologico-didattica (il Project Based-Learning).

La rete regionale per la formazione degli animatori ha ritenuto fondamentale introdurre gli #AD della regione alle dinamiche e alle logiche operative del mondo maker, nell’idea della conoscenza e della comprensione come presupposto essenziale per l’impostazione di progetti ed attività concrete con le scuole. Il Servizio Marconi TSI, che collabora al coordinamento delle attività della rete, ha sostenuto questa necessità avendo negli ultimi tre anni interagito in vario modi con diverse realtà maker attive in regione. Quattro realtà associate hanno sottoscritto il progetto formativo regionale per gli #AD come soggetti esterni alla scuola: due realtà indipendenti ( MakeinBO, Officine On-Off a Parma) che da tempo hanno parecchie piste di lavoro aperte con le scuole del territorio, l’assessorato comunale di Modena per le attività del FabLab che supporta, e infine FabLab Romagna che in più ha la caratteristica di gestire i propri spazi fisici di attività presso tre scuole superiori di Rimini, Cesena, Forlì. Contaminazioni. Virtuose interferenze in atto.

L’idea iniziale di aprire momenti di accoglienza ed interazione, occasione di conoscenza dove l’animatore digitale può vedere e toccar con mano la realtà maker là nel luogo dove si svolge, entrando in contatto con luoghi, persone, strumentazioni e modi, ci è sembrata da subito la strada maestra per poter efficacemente creare il ponte tra i due mondi. Formazione come presupposto diretto di future (ma… di un futuro molto prossimo) occasioni di collaborazione ed interazione, più che momento di racconto da parte di un esperto in un’occasione frontale presso strutture scolastiche.

Con l’intervento di Aster, agenzia regionale per il supporto all’innovazione , che si è data tra le sue attività anche un’azione di raccordo tra le numerose realtà, estremamente variegate, che compongono la galassia dei maker in regione, si è deciso di valorizzare l’occasione della European Maker Week ( http://europeanmakerweek.eu/) con il lancio di un Maker’s Open Day 4. Si tratta di un evento multiplo che si terrà il 31 maggio, nell’ambito del quale 12 Maker’s Lab dell’Emilia Romagna (in nota i link a documenti con i dettagli) mettono a disposizione degli animatori digitali delle scuole della regione -e dei loro dirigenti scolastici- spazi di ricevimento, scambio, dimostrazione dal vero dell’attività. E’ sicuramente una grande occasione, pienamente inserita nel quadro regionale dell’offerta formativa degli #AD come evento “esterno” (il quarto della serie al momento)5.

Il mondo dei maker e quello della scuola sono ben diversi nello loro caratteristiche e nelle loro strutture. Devono conoscersi a vicenda e comprendersi per interagire al meglio. L’interazione è necessaria da parte della scuola per poter allargare la propria attività con il digitale anche alla sfera del making. Anche da parte del mondo maker l’alleanza con la scuola, anche se in modo meno pressante, è favorevole se non necessaria: da un lato la convivenza nello stesso scenario dell’ educational -se lo intendiamo in senso lato, non formale- , dall’altro l’importante bacino di contatti e spunti personali -soprattutto quando sono in gioco le superiori- che può venire dalle scuole in prospettiva dell’allargamento della loro attività. Altro terreno comune di intesa è l’opportunità di co-partecipare a progetti strutturati proposti da enti pubblici o privati, locali o nazionali, a partire dalle stesse azioni che derivano dal PNSD.
Un primo scoglio sta nelle percezioni delle rispettive dimensioni. Nei rapporti di scala in campo. Per la scuola la sfida vera della digitalizzazione culturale lanciata con il PNSD sta nell’inclusività, nel tutti. Tutte le scuole devono essere coinvolte , avere la chance di realizzare a breve percorsi educativi di senso con il digitale. Anche di making. Ma i Fablab sono pochi, hanno nel loro DNA la dimensione ridotta, il rapporto individuale, le persone. Logica del rapporto interpersonale e del pezzo unico . Il match integrale ed inclusivo tra i numeri della realtà “scuola” e le risorse disponibili che i Fablab possono mettere a disposizione della scuola non è realizzabile in tempi rapidi. Ma un numero consistente di nuove attività campione, da aggiungersi a quelle già note e registrate e con l’obiettivo di allargare conoscenza e predisporre il terreno per collaborazioni più ampie ed aperte, è possibilità concreta realizzabile in tempi stretti.

L’idea di proporre spazi e momenti aperti, informali, flessibili se non iperflessibili, è quanto riteniamo ottimale per mettere in contatto il maggior numero di animatori digitali della nostra regione con il mondo dei Fablab attivi e disponibili in regione, qui e ora (ben consapevoli che l’obiettivo vero è quello di attivare progetti e soprattutto processi di apprendimento attivo e situato in stile e modalità Fablab dentro le scuole).

Il nuovo del mondo maker va visto e toccato con mano là nel luogo in cui avviene, con l’accompagnamento e la guida di chi lo sta portando avanti. L’occasione va offerta a tutti gli #AD della regione. Occasione di capire, pensarci un po’ su in considerazione delle specificità della propria scuola, eventualmente decidere di mettersi in gioco. Non tutti chiaramente avranno occasione di partecipare a questo primo appuntamento e soprattutto di attivare a breve piste d’azione per le loro scuole. Ma intanto la possibilità è aperta, ed un primo approccio è possibile. Il mondo maker in regione è variegato e offre possibilità molto differenziate sul territorio in termini di modi e di quantità di scuole con le quali essere in grado di interagire. In modo informale le “finestre” aperte con questo Maker Open Day danno occasione agli #AD di entrare in contatto con i maker del loro territorio e valutare la plausibilità di un’azione prossima ventura, alla definizione della quale devo contribuire e collaborare in prima persona. Informalità, nuovi percorsi, nuovi scenari ed obiettivi educativi da scoprire insieme. L’occasione… vale! Chi ne ha occasione e modo… la colga! (…e presto sicuramente ce ne saranno altre).

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1Rassegna proposta da IIS Belluzzi-Fioravanti, istituto tecno professionale bolognese, in collaborazione con fondazione Golinelli e Servizio marconi TSI dell’USR. Nel corso di una intera giornata una quarantina di esperienze didattiche sono state presentate da altrettante scuole, dalla primaria alle superiori.

2Progetto di introduzione di minirobot in 56 scuole delle province di RE, MO, FE, BO, finanziato da Coop Alleanza 3.0. Dotazione tecnica unita a un denso programma di formazione ed accompagnamento sui temi del coding, del tinkering, della metodologia PBL

3Progetto finanziato da MAW srl che ha creato in 20 scuole secondarie di primo grado della regione (ma attivo anche in Lombardia e Toscana) altrettanti club pomeridiani in ciascuno dei quali una ventina di ragazze ha affrontato un percorso di realizzazione di una propria idea accompagnate da un maker e da un docente esterno esperto con il ruolo di “mediatore didattico”.

4Nei seguenti link gli appuntamenti disponibili ed il file con le informazioni:
Flyer sugli appuntamenti disponibili>>
Altre note per partecipare>>

5 Una particolarità del percorso formativo regionale degli #AD è quella di affiancare gli incontri proposti direttamente dalla rete regionale con momenti mutuati dalla proposta di altri enti e pienamente validati nel percorso. Nei primi due mesi questi sono gli appuntamenti realizzati:
Extra#0 Conferenza sulle autoproduzioni dei docenti c/o Fiera del Libro per Ragazzi 06/04/2016
Extra#1 giornata di lavoro su Minecraft Education c/o Opificio Golinelli 20/04/2016
Extra#2 lo SchoolMakerDay c/o Opificio Golinelli 30/04/2016
Extra #3 il seminario regionale e-Twinning a Reggio Emilia 16/05/2016