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Fabio Graziosi (Vitality): “Gli Ecosistemi dell’Innovazione esprimono la relazione con il territorio”

Fabio Graziosi (Vitality): Gli Ecosistemi dell’Innovazione esprimono la relazione con il territorio
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La collaborazione tra ricerca, imprese e territorio traccia il percorso verso un nuovo modo di intendere l’innovazione che diventa leva abilitante di un sistema locale in cui vengono messe a fattor comune know how e competenze. Come nel caso degli Ecosistemi dell’Innovazione che si propongono come punti di raccordo e coordinamento tra Università, enti di ricerca e imprese. Ne abbiamo parlato con Fabio Graziosi, Coordinatore di VITALITY – Ecosistema di Innovazione, Digitalizzazione e Sostenibilità per l’Economia Diffusa nell’Italia Centrale – dell’Università degli Studi dell’Aquila

29 Febbraio 2024

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Claudia Scognamiglio

Consultant Content Producer - Journalist, FPA

L’innovazione, motore primario dello sviluppo economico e sociale, trova nel nuovo ciclo di Programmazione 2021-2027 un terreno fertile per esprimere tutto il suo potenziale. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) con i relativi bandi del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) rappresenta una leva strategica, ponendo l’accento sulla necessaria relazione territoriale e sulla specializzazione intelligente delle regioni italiane. In questo panorama si innestano gli Ecosistemi dell’Innovazione, reti coordinate di università, centri di ricerca, soggetti pubblici e privati, che lavorano congiuntamente sul territorio mettendo a sistema competenze, conoscenze e visioni per generare innovazione e valore.

L’obiettivo è agevolare la trasformazione digitale e il trasferimento tecnologico alle imprese attraverso attività di formazione e ricerca, facilitando investimenti e nascita di start up.

Ne abbiamo parlato con Fabio Graziosi, Coordinatore di VITALITY – Ecosistema di Innovazione, Digitalizzazione e Sostenibilità per l’Economia Diffusa nell’Italia Centrale – dell’Università degli Studi dell’Aquila, in occasione della sua partecipazione all’evento “Ricerca e trasferimento tecnologico nel PNRR: percorsi avviati e risultati attesi”.

“Nel bando è previsto che i temi di ricerca siano individuati nell’ambito delle strategie di specializzazione intelligente delle regioni interessate e questo comporta che i sistemi imprenditoriali, target di un ecosistema, sono già individuati, sono già quelli attivi nei territori”, afferma Graziosi, che punta l’accento proprio su come, all’interno dei bandi PNRR gestiti dal MUR, si evidenzi una condizione imprescindibile: ogni ecosistema dell’innovazione deve avere una relazione territoriale obbligatoria in termini di ricerca e strategia delle regioni coinvolte.

L’ecosistema VITALITY, sotto la guida di Graziosi, è nato dall’ambizione di creare una rete territoriale che unisse le università di Marche, Abruzzo e Umbria. La scelta di unire queste regioni è stata influenzata dai terremoti del 2009, 2016 e 2017 eventi che hanno dato un impulso significativo a livello locale, rafforzando progettualità e finanziamenti.

Ma da quale vocazione territoriale nasce VITALITY? Graziosi ci ha spiegato che il progetto vuole superare l’idea di una mera aggregazione di istituti universitari. Lo snodo che ha portato alla collaborazione tra i diversi rettorati è stato la necessità di sostenere le università minori che hanno un ruolo cruciale sul territorio ma, allo stesso tempo, possono risultare vulnerabili se lasciate isolate. VITALITY, nella fattispecie, prevede 10 centri di competenza, uno per ogni università ad eccezione di quella di Perugia che ne gestisce due.

Questa impostazione apre nuove prospettive per le università territoriali, che si trovano ora nella posizione di interagire in modo più efficace e riconosciuto con il sistema imprenditoriale locale.

Il focus sui settori identificati dalle strategie regionali, come le leve di sviluppo, assicura che i progetti di ricerca e innovazione siano direttamente allineati con le esigenze e le priorità del territorio, promuovendo così un circolo virtuoso di crescita e progresso.

Un lavoro congiunto che però vuole essere attrattivo in termini di investimento economico e di risorse non solo a livello locale e nazionale ma anche con una prospettiva internazionali.

“L’ambizione vera di lungo periodo è quella di attrarre attenzione dall’esterno e fare in modo che nuovi sistemi imprenditoriali si vengano ad insediare perché riconoscono in questo ecosistema l’ambiente naturale e opportuno per sviluppare innovando”, spiega Graziosi.

Attraverso la stretta integrazione tra ricerca, imprese e territorio, si apre quindi la strada verso un futuro in cui l’innovazione diventa il pilastro su cui costruire competitività, sviluppo economico e sociale delle regioni italiane.


Contributo alla Rubrica “Sistemi locali dell’innovazione: progetti e protagonisti”, dedicata agli attori che stanno contribuendo a sviluppare una cultura del territorio.

Fabio Graziosi (Vitality): Gli Ecosistemi dell’Innovazione esprimono la relazione con il territorio

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