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Incentivi per auto elettriche nella Regione dove passa il Tour de France

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Il Tour de France (dell’innovazione) è alla ricerca dei progetti innovativi sulle tracce della corsa ciclistica più famosa al mondo. Stiamo salendo sui Pirenei, nella Regione che sta spingendo molto sulla mobilità elettrica.

19 Luglio 2019

R

Daniele Rizzo

Content Manager FPA

C

Maurizio Costa

Content Officer

Tappa 12 - Tour de France dell'Innovazione

Cosa c’è di più affascinante durante una corsa ciclistica di vedere gli atleti spingere forte sui pedali per raggiungere le vette più alte di una catena montuosa? Nell’immaginario collettivo, forse, è proprio questa suggestione a spingere gli appassionati a rimanere incollati alla televisione per osservare le loro gesta.

E, inoltre, qual è l’obiettivo più ancestrale nella storia dell’umanità che raggiungere la vetta, la cima, che dal basso sembra così lontana ma dall’alto permette di dominare il mondo. Tutti gli uomini di tutte le epoche hanno sempre rivolto lo sguardo alla sommità più alta, sulla quale sono nati miti e leggende. Gli Dei sul Monte Olimpo, le Ninfe sul monte Elicona, l’Arca di Noè sul monte Ararat: sempre in cima, lì dove la terra incontra il cielo, in posti abbandonati ma così pieni di significato per tutte le religioni e le culture.

Ieri, i ciclisti hanno cominciato a scalare le prime salite dei Monti Pirenei, la catena che divide geograficamente la Francia dalla Spagna. Anche qui troviamo la mitologia greca, che ha influenzato dal profondo tutta la cultura occidentale. Il nome Pirenei, infatti, deriverebbe da Pirene, figlia del re di Spagna, che, rapita da Ercole, partorì un serpente. Pirene, così, spaventata dalla creatura, fuggì proprio su questi monti, dove morì divorata da animali selvatici. Ercole, triste per la scomparsa dell’amata, diede questo nome alla catena montuosa, in modo da ricordare la fanciulla per l’eternità.

L’arrivo di questa dodicesima tappa è stato a Bagnères-de-Bigorre, un piccolissimo paese proprio sui Pirenei. In questa Regione, l’Occitania, sembra che il tema della mobilità sostenibile sia di primaria importanza. Per proteggere i fragili equilibri dei monti, la mobilità elettrica rappresenta la soluzione migliore per rendere questi luoghi intatti per gli anni a venire.

Incentivi statali per mobilità elettrica

Quale metodo migliore per incentivare la mobilità elettrica che far partire dei finanziamenti economici per chi acquista questo tipo di veicoli?

In Occitania, infatti, chi compra un’auto elettrica o ibrida, può ricevere fino a 2mila euro di contributo statale. L’auto deve essere acquistata dal primo gennaio 2019 in poi e la richiesta, per rimanere in ambito di innovazione digitale, si fa direttamente su internet.

Certo, l’auto non può essere venduta subito, ma un incentivo di questo genere può veramente aiutare anche le famiglie meno abbienti nella conversione all’elettrico.

Non solo cittadini: la mobilità elettrica riguarda anche tutte quelle persone che ogni giorno lavorano sulle nostre strade. A Milano, ad esempio, sono stati messi in circolazione 50 tricicli elettrici per la consegna della posta. Questi veicoli, che hanno anche un grande vano posteriore per portare anche i pacchi più grandi, faranno diminuire l’inquinamento milanese, ancora tra i più alti in Italia.

Il resoconto della tappa

209 km e 2 GPM di prima categoria non sono riusciti a smuovere la classifica generale. L’arrivo a Bagnères-de-Bigorre altro non è stato che un preludio – anche abbastanza loffio – ai Pirenei che verranno, alle tappe di sabato e domenica prossimi. L’unico a far festa ieri è stato Simon Yates, britannico della Mitchelton – Scott che con la vittoria di ieri entra nel circolo ristretto di corridori che sono stati in grado di vincere almeno una tappa in ognuno dei tre grandi giri, quindi Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta a España.

A movimentare la giornata di ieri due fatti: il primo, la fuga di giornata composta da oltre 40 corridori (tra cui Yates), magistralmente controllata dal gruppo e in particolare dal Team Ineos; il secondo, il misterioso ritiro di Rohan Dennis. L’australiano della Bahrein-Merida, attualmente campione del mondo a cronometro, nel bel mezzo della corsa ha abbandonato la bici e fatto perdere le sue tracce. Per alcune ore né la squadra, né il gruppo, né i giornalisti sono riusciti a rintracciare il corridore. Poi, a un certo punto, lo trovano sul bus della squadra all’arrivo, probabilmente accompagnato lì in macchina da un tifoso (così pare). La squadra non ha dato spiegazioni e il mistero è ancora lontano dall’essere sciolto.

Peccato per il ritiro di Dennis proprio alla vigilia della tappa che lo vedeva favorito, l’ondulata cronometro di Pau, 27,2 km che – a questo punto – vedono Thomas, del Team Ineos, tra i favoriti per quel che riguarda le prime posizioni in classifica. Resta da capire come si comporterà oggi Alaphilippe. Riuscirà a difendere la maglia o questa cambierà padrone proprio alla vigilia del Tourmalet?

Ascolta il commento della tappa di Marco Baldi

Come in tutti gli sport, anche nel ciclismo gli atleti provengono da nazioni differenti.
In che modo allora, riescono a interagire tra loro?

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