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Mobilità sostenibile, ecco il patto tra Francia e Italia

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Il Tour de France (dell’innovazione) è alla ricerca dei progetti innovativi sulle tracce della corsa ciclistica più famosa al mondo. A Gap va in scena un patto sulla mobilità tra Francia e Italia

25 Luglio 2019

C

Maurizio Costa

Content Officer FPA

R

Daniele Rizzo

Content Manager FPA

Francia e Italia, due Nazioni e due popoli che da sempre si attraggono e respingono, in una sorta di nemesi perenne.

Dai tempi in cui Giulio Cesare avviò le campagne di Gallia, conquistando gran parte del territorio che poi diventerà francese, le ostilità tra le due parti divise dal confine saranno sempre presenti. Un confine che, di per sé, è sempre stato labile, permeabile alle culture e alle tradizioni dei due popoli.

Un’ostilità che ai tempi di Napoleone si è trasformata in veri e propri saccheggi, che molto spesso vengono rinfacciati ancora oggi. A partire dalla stessa Gioconda di Leonardo da Vinci, per arrivare allo Sposalizio della Vergine di Perugino e ai vari codici, tele e sculture, l’imperatore francese alla fine del 700 portò Oltralpe una quantità enorme di opere d’arte italiane, con l’obiettivo, poi evidentemente decaduto, di restaurare un impero simile a quello dei Cesari, circondato da arte e cultura.

Rivalità che sono state soppiantate anche da moltissime influenze reciproche: dalla letteratura alla cucina, Italia e Francia si sono sempre passate sottobanco, all’ombra delle ostilità, le parti migliori dei loro repertori.

Questo, potremmo dire, è il passato: oggi, sebbene la politica ancora discuta sulla possibilità o meno di essere ‘alleati’ con la Francia di Macron, il rapporto sembra essere mutato. E ce lo racconta un progetto interessante, che vede la collaborazione come base fondante delle due Nazioni.

Un patto per la mobilità

L’unione intercomunale di Gap-Tallard-Durance, in Francia, ha stipulato un accordo con la città di Pinerolo, in Piemonte, per la mobilità sostenibile. Parliamo di una città che nell’arco degli anni è stata spesso occupata dalle truppe francesi. Ma, come già accennato, le rivalità sono state accantonate nel Terzo Millennio, a favore di una collaborazione che possa portare a risultati concreti.

Il Progetto MUSIC (Mobilité Urbaine Sûre, Intelligente et Consciente) si pone l’obiettivo di aumentare il numero di piste ciclabili nei due territori, realizzando, inoltre, numerose iniziative per l’implementazione della mobilità sostenibile.

Se a Pinerolo verrà acquistato uno scuolabus a metano, nei Comuni di Gap-Tallard-Durance verrà introdotta una navetta elettrica, con la creazione di marciapiedi in prossimità delle suole per far andare i ragazzi a scuola in totale sicurezza.

A Pinerolo verranno anche create nuove piste ciclabili, il tutto accompagnato da una campagna di sensibilizzazione che i Comuni faranno su tutta la popolazione, facendo passare il messaggio che il futuro della mobilità deve essere green e sostenibile.

Il resoconto della tappa

Quasi come se ci fosse un parallelismo tra il progetto raccontato e questa edizione del Tour, Gap ha sottolineato la collaborazione Francia-Italia regalandoci un francese in maglia gialla (ma ormai non è una novità) e un italiano vincitore di tappa.

Alla fine è infatti successo. Dopo tante tappe – soprattutto all’inizio di questo Tour – in cui lo avevamo dato per favorito, il campione europeo in carica Matteo Trentin, in forza alla Mitchelton-Scott, ha conquistato la sua personale terza vittoria sulle strade del Tour de France. E ci è riuscito nell’ultima occasione rimasta per gli attaccanti prima delle Alpi, la tappa di Gap appunto. Dopo una fuga lunga quasi 190 km e composta inizialmente da 33 uomini, l’attacco decisivo di Trentin è andato in scena sul Col de la Sentinelle, dove ha salutato il resto della compagnia per arrivare solitario al traguardo.

Una vittoria di classe, inseguita con caparbietà, che arricchisce il bottino della compagine italiana in questo Tour: due vittorie di tappa e la maglia gialla indossata da Ciccone. Con la speranza che, sulle Alpi, gli scalatori in gruppo (due su tutti, Aru e Nibali) riescano a ottenere almeno un successo.

Il resto del gruppo è arrivato con un distacco di 20 minuti, un ritardo tuttavia ininfluente ai fini della classifica che conta. Classifica che invece oggi, ne siamo certi, subirà stravolgimenti. La tappa odierna mette infatti sul piatto l’ascesa del Galibier. Al momento i corridori stanno scalando il Col d’Izoard, GPM hors-categorie, e tra i tanti in fuga si registra la presenza di Nairo Quintana, che a fronte di un ritardo in classifica di 9 minuti e 30 secondi, conduce al momento con 8 minuti e 40 di vantaggio sul resto del gruppo.

Dunque una tappa lunga e difficile quella che arriva oggi a Valloire, e che siamo sicuri darà risposte importanti sull’esito di questo Tour de France.

Ascolta il resoconto della tappa di Marco Baldi

Il Tour de France si corre nei mesi più caldi dell’anno.
Sebbene in discesa i ciclisti trovino un po’ di ristoro grazie all’alta velocità, in salita la temperatura corporea sale di molto. Ecco come si combatte questo problema. Il commento di Marco Baldi.

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