Accesso alla rete e banda ultralarga: risposta all’emergenza e prospettive future

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Un sovraccarico così importante dovuto all’emergenza Coronavirus non si era mai verificato in Italia. Come stiamo reagendo? Se ne parla in questa intervista di Gianni Dominici a Marco Bellezza, Amministratore delegato di Infratel Italia.

10 Aprile 2020

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Redazione FPA

Possedere infrastrutture adeguate è fondamentale per un Paese che voglia essere resiliente, in grado di rispondere alle sfide che si trova davanti, come quella attuale. L’infrastruttura tecnologica italiana che consente a tutti noi di collegarci a internet è stata messa a dura prova dall’emergenza Coronavirus. In questo periodo c’è un grande consumo di banda inaspettato e con picchi di traffico ormai costante in tutte le ore del giorno, perché mai prima d’ora così tante persone hanno lavorato e studiato dalle proprie case. Senza contare che in questo periodo stiamo assistendo all’esplosione del broadcasting online: decine di piattaforme in streaming consentono ogni giorni a migliaia di persone di accedere a un numero impressionante di contenuti.

Un sovraccarico così importante, dunque, non si era mai verificato in Italia. Come stiamo reagendo? In che modo si può garantire la banda a tutti? Se ne parla in questa intervista di Gianni Dominici a Marco Bellezza, amministratore delegato di Infratel Italia. L’intervista si inserisce nel percorso di avvicinamento a FORUMPA 2020, #road2FORUMPA2020, che ci permette di indagare e scoprire i temi più importanti della manifestazione.

Infratel è chiamata a dare attuazione al Piano banda ultralarga varato dal governo nel 2015, un grande piano strategico con cui si vuole dare al Paese un’infrastruttura digitale a banda ultralarga in linea con le indicazioni comunitarie. Infratel ha il ruolo di concedente dei lavori sul Piano aree bianche con il concessionario Openfiber e ha anche un intervento diretto per la costruzione della rete in fibra e della rete di backhauling. Segue inoltre progetti di natura sperimentale, come Piazza Wifi Italia, che ha una dotazione finanziaria di 52 milioni di euro ed è stato avviato dal ministro Di Maio con l’intento di offrire una connessione wifi in ogni Comune italiano. In questa fase di emergenza è stato anche avviato un progetto wifi sugli ospedali e proprio in queste settimane si stanno avviando le prime installazioni da nord a sud del Paese.

Ma a che punto siamo con il Piano banda ultralarga?

“Il Piano, che doveva concludersi nel 2020, sarà ragionevolmente concluso nel 2023 ” dice Bellezza, “Ad oggi, sono stati sciolti tutti i nodi che non hanno consentito la realizzazione del piano nel termine che il governo nel 2015 aveva posto”.Sul sito bandaultralarga.italia.it è possibile verificare in tempo reale lo stato di avanzamento dei cantieri e anche le ragioni per cui alcuni cantieri sono bloccati. La dashbord è stata pubblicata nelle scorse settimane, è un work in progress e, come sottolinea Bellezza, “sarà migliorata per dare contezza di come vengono spese le risorse pubbliche”. Viene aggiornata tre volte al giorno con i dati che riceviamo dal concessionario Openfiber.

Come gestire in futuro la sempre maggiore domanda di banda?

“L’apparato regolamentare attuale già consente delle forme di regolamentazione del traffico internet” commenta Bellezza, che poi conclude elencando questi passaggi necessari:

  • aumentare la capacità delle infrastrutture (anche in prospettiva, dato che da qui a qualche anno il broadcasting tradizionale si sposterà tutto su internet, per cui il traffico sarà in aumento);
  • adottare politiche di regolazione del traffico, come si sta già facendo, dando priorità a quei servizi che riguardano beni primari come la sicurezza nazionale;
  • stare molto attenti (e in questo c’è un’attività molto incisiva svolta dall’Agcom) ad evitare abusi nella gestione del traffico internet, per evitare che si creino le condizioni favorevoli alla violazione delle norme di concorrenza.

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