Ripresa post COVID: le istituzioni facciano filiera per dare risposte univoche

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Nei momenti di emergenza è fondamentale fare gruppo, in qualsiasi settore. Anche per uscire dalla crisi causata dal Coronavirus, sarà importante che le istituzioni compongano una filiera ordinata, per dare risposte univoche a cittadini e imprese. L’intervista a Paolo Testa, Responsabile Area Studi e Ricerche dell’ANCI, a cura di Gianni Dominici

1 Giugno 2020

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Redazione FPA

In questo periodo di emergenza, il ruolo delle amministrazioni locali è stato fondamentale, nel bene o nel male. Gli enti più vicini ai cittadini, come i Comuni o le ASL, sono stati un punto di snodo importante per la vita durante il Coronavirus, per quello che riguarda le politiche sociali (come i sussidi ai più bisognosi) e, naturalmente, per tutto quello che gira intorno all’ambito sanitario.

Gli enti e i territori rappresentano un tema fondamentale anche per FORUM PA 2020, che quest’anno si terrà in un primo momento interamente online, dal 6 all’11 luglio. In questo percorso di avvicinamento alla manifestazione, denominato #road2ForumPA2020, Gianni Dominici intervista personalità dall’ambito pubblico e privato per discutere dei temi dell’innovazione. Questa volta è il turno di Paolo Testa, Responsabile Area Studi e Ricerche dell’ANCI.

L’intervista

“C’è stata una risposta da parte dei Comuni molto forte e molto emotiva” esordisce Testa, “Gli amministratori locali si sono impegnati come forse accaduto solo in occasioni altrettanto drammatiche, come terremoti o eventi climatici avversi. È stata una risposta che li ha impegnati tantissimo”.

I Comuni e gli enti locali hanno dovuto affrontare anche il fatto di dover interpretare leggi e decreti: “C’è stato anche un cambio repentino nel modo di lavorare all’interno dei Comuni; ha funzionato anche una certa flessibilità nell’interpretazione di aspetti non sempre chiari generati da decreti e ordinanze”.

Dove ci sono state fragilità? “Forse nell’integrazione tra i sistemi sanitari e i sistemi sociali” prosegue Testa, “Forse questo non ha aiutato a mitigare gli effetti della pandemia. Una maggiore integrazione tra sistema sanitario e sistema sociale in capo ai comuni avrebbe evitato certi numeri. Le diverse istituzioni dovrebbero mettersi in filiera per dare una risposta univoca a cittadini e imprese”.

Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro post pandemia? “Bisogna cominciare a pensare al futuro. Stiamo reagendo con una logica di adempimento, purtroppo. Molte città si stanno concentrando sulla visione di più lungo periodo, con strategie e piani che ripensino in chiave post COVID i piani strategici, mettendo in piedi risorse per rispondere alle eventuali future emergenze”.

Il futuro prevederà anche un ripensamento delle nostre strade e del nostro modo di muoverci in città: “ANCI sta facendo delle proposte di modifica del Codice della Strada per l’uso dei monopattini elettrici etc.” conclude Testa, “per scardinare piccoli elementi del Codice che non ci permettono di pensare a una mobilità moderna”.

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