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Simone Ombuen (Inu): “Ancora lontana una politica organica per il governo del territorio”

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“Le ultime azioni di governo, dettate in gran parte dall’emergenza, fanno sì che ancora non si riesca a mettere mano a un vero processo di armonizzazione e riordino complessivo della materia del governo delle trasformazioni territoriali”. Simone Ombuen, segretario nazionale dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (Inu), fa il punto sull’avanzamento della proposta di legge che l’Istituto ha presentato all’inizio di quest’anno e che è diventata rapidamente un punto di riferimento per l’elaborazione delle diverse forze politiche e delle Regioni.
L’Inu sostiene da tempo la necessità per l’Italia di adottare una legislazione statale che indichi i principi fondamentali per il governo del territorio e armonizzi la legislazione attualmente in vigore. L’occasione per riflettere su questo tema è stata offerta oggi dal convegno “Il governo del territorio fra legge di principi e politiche pubbliche” che si è tenuto a FORUM PA.

13 Maggio 2009

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Michela Stentella

Articolo FPA

“Le ultime azioni di governo, dettate in gran parte dall’emergenza, fanno sì che ancora non si riesca a mettere mano a un vero processo di armonizzazione e riordino complessivo della materia del governo delle trasformazioni territoriali”. Simone Ombuen, segretario nazionale dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (Inu), fa il punto sull’avanzamento della proposta di legge che l’Istituto ha presentato all’inizio di quest’anno e che è diventata rapidamente un punto di riferimento per l’elaborazione delle diverse forze politiche e delle Regioni.
L’Inu sostiene da tempo la necessità per l’Italia di adottare una legislazione statale che indichi i principi fondamentali per il governo del territorio e armonizzi la legislazione attualmente in vigore. L’occasione per riflettere su questo tema è stata offerta oggi dal convegno “Il governo del territorio fra legge di principi e politiche pubbliche” che si è tenuto a FORUM PA.

“Negli ultimi mesi – ci dice Ombuen – sono successe alcune cose rilevanti: l’idea del piano caso per rispondere alla crisi economica e il terremoto in Abruzzo, che ha rimesso in discussione una serie di temi come la difesa dal rischio sismico, il problema della ricostruzione, il tema dei centri storici. La materia del governo del territorio sta diventando ancora più complessa. Ad esempio, nel decreto legge in materia edilizia, che sta per essere varato e che sarà domani in discussione alla Conferenza Stato Regioni, vengono ripresi alcuni punti della nostra proposta di riforma, in particolare perequazione urbanistica e compensazione, e vengono inseriti in un articolo in stralcio. E ben venga il fatto che finalmente ci sia un testo legislativo nazionale che parla di questo, perchè le Regioni dovranno recepirlo. Tuttavia la nostra era una proposta di armonizzazione, di riordino complessivo della materia del governo delle trasformazioni territoriali, che in questi provvedimenti di emergenza inevitabilmente non si può compiere”.

“Speriamo – conclude Ombuen – che un futuro dibattito tenga conto del nostro lavoro, prodotto grazie soprattutto alle esperienze degli enti locali e al contributo del mondo scientifico. Lo stesso mercato, in una condizione di crisi come questa, ha bisogno di un regolatore capace di dare degli indirizzi, di orientare e invece accade, ad esempio, che i provvedimenti di finanziamento delle iniziative in materia edilizia del governo siano soggetti a continui ripensamenti, rifinanziamenti, definanziamenti, passaggi infiniti al Cipe”.

Nel corso del convegno di oggi a FORUM PA è stata anche annunciata l’adesione, da parte dell’Inu, alla "Carta delle città e dei territori d’Italia per il clima", il documento realizzato dal Coordinamento delle Agenda 21 locali italiane, in collaborazione con Associazione nazionale comuni italiani (Anci) e l’Unione province italiane (Upi). Il testo, consegnato al Governo il 3 aprile scorso a Roma, candida i Comuni, le Province e le Regioni d’Italia ad avere un ruolo attivo nel raggiungimento degli impegni vincolanti del "Pacchetto Energia 20+20+20" dell’Unione Europea e nell’ambito dei negoziati che si terranno a Copenhagen a dicembre 2009, quando verranno ridiscussi i contenuti dell’accordo che sostituirà il Protocollo di Kyoto.

L’adesione dell’Inu alla Carta, come ha sottolineato Stefano Pareglio, Presidente della Commissione Inu Piano, energia e ambiente, prosegue la linea della proposta di legge per il governo del territorio, che mira a superare la frammentazione locale ispirandosi ai principi della sostenibilità, della rigenerazione ecologica, dell’uso efficiente dell’energia.
L’Inu, in una nota, sottolinea che “il piano urbanistico, già riformato nel metodo, deve affrontare scelte di merito. Tra queste, senza dubbio vi sono le sfide energetiche e ambientali delle città contemporanee, per le quali la risposta prevalente avviene ancora sulla scala del singolo edificio. Sarebbe necessario invece proporre una ricostruzione delle città e del territorio metropolizzato, a partire da un nuovo sistema della mobilità e da una diffusa cultura del risparmio e dell’efficienza energetica dei manufatti e dei comparti edilizi. In questo modo, in una ottica di medio/lungo periodo ne guadagnerebbe la qualità ambientale urbana”.

Emilio D’Alessio, presidente di Agenda 21 Italia, ha rimarcato l’importanza dell’adesione dell’Inu: “Non è possibile adottare buone pratiche a favore della tutela del clima senza coinvolgere chi nella realtà opera quotidianamente e concretamente nelle città e nei territori e ne studia tutti gli aspetti legati alla pianificazione urbanistica ed ai problemi di gestione ambientale urbana. Questo in particolare vale a maggior ragione dove lo sviluppo insediativo si è realizzato in carenza o in assenza di una programmazione”.

 

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