Innonetwork e Innolabs: l’innovazione arriva alle imprese, ecco un’analisi

Home Economia Innonetwork e Innolabs: l’innovazione arriva alle imprese, ecco un’analisi

InnovaPuglia pubblica un’elaborazione dei risultati dei due progetti di investimento per l’innovazione delle imprese affidati all’Organismo intermedio della Società in house, incrociati con le tematiche centrali del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Scarica la pubblicazione

7 Dicembre 2021

S

Francesco Surico

Direttore Generale ad interim InnovaPuglia

Photo by Mika Baumeister on Unsplash - https://unsplash.com/photos/Y_LgXwQEx2c

InnovaPuglia ha appena pubblicato “Il PNRR e i bandi di aiuti della Regione Puglia  Innonetwork e Innolabs: tra politiche dell’innovazione e modelli di sviluppo economico”*, una elaborazione originale sui risultati dei due progetti di investimento per l’innovazione delle imprese affidati all’Organismo intermedio della Società in house, incrociati con le tematiche centrali del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

I due bandi sono la risultanza di un lavoro progressivo, consolidato nel tempo e svolto insieme alla Regione Puglia, per immaginare misure innovative in grado di stimolare la creatività del territorio, valorizzare i talenti e le competenze, ideare politiche pubbliche intelligenti. Nei due bandi, e in particolare Innonetwork, è stata data grossa rilevanza all’impatto sociale dell’innovazione ed è stata posta particolare attenzione a temi quali la responsabilità sociale d’impresa e la  certificazione ambientale, come ulteriori caratteri premianti  delle progettualità ammesse a finanziamento.

Guida alla lettura

Nel volume sono descritti in maniera analitica i dati di ogni singolo progetto, il partenariato coinvolto, i risultati attesi e gli obiettivi conseguiti, le aree di innovazione tecnologica interessate e le keyword utili per successive elaborazioni. Complessivamente, i risultati dei due interventi sono stati analizzati raggruppandoli secondo una matrice di correlazione tematica organizzata per  cluster –  Salute, Ambiente, Agroalimentare, Industria creativa – e sono stati rapportati alle missioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza,  che definiscono le condizionalità abilitanti per la programmazione del FESR 2021-2027.

Il Dipartimento Sviluppo economico della Regione Puglia, con i bandi di sostegno agli investimenti in ricerca e innovazione affidati a InnovaPuglia (Innonetwork,  Innolabs, InnoAid, Innoprocess), ha precorso la transizione ecologica e digitale, promossa dai programmi Green New Deal e  Next Generation EU e richiesta da tutti i progetti finanziati dal PNRR, sempre traguardando, in anticipo sui tempi, una crescita economica sostenibile e una migliore distribuzione della ricchezza.

Infine, non certo per importanza, questa elaborazione, alla vigilia della programmazione 2021/2027, è utile all’aggiornamento della Smart specialization strategy della Regione Puglia. Infatti, intercorrelare i temi e i metodi degli ecosistemi Innonetwork e Innolabs con le priorità di intervento del PNRR, a cominciare dalla centralissima tutela della salute, serve a costruire politiche d’intervento innovative generate attraverso nuovi modelli, filtrati dal prisma della digitalizzazione.

I risultati dell’analisi

Entrando nelle specifiche dei risultati dell’analisi, emerge come nell’ancora embrionale ecosistema pugliese dell’innovazione degli inizi del  2014 – riassunto nell’idea di SmartPuglia2020 – incominciava  a concretizzarsi la possibilità di rappresentare le relazioni alla base del meccanismo di interazione tra stakeholder (amministrazioni locali e altri enti pubblici demand holder), imprese (che offrono soluzioni tecnologiche), università (che offrono conoscenza) e cittadini(produttori/consumatori) attraverso una rete complessa di connessioni,  in cui le tecnologie giocano un ruolo di motore di collegamento.

Nell’analisi su Innonetwork e Innolabs, InnovaPuglia ha rilevato come le tecnologie promuovano “relazioni aumentate” tra gli attori dell’innovazione,  in grado di costruire  reti collaborative e masse critiche di competenza vs. quelle “relazioni surrogate”[1], che la società dell’informazione potrebbe negativamente produrre se si  rafforzasse il principio della “razionalità individuale“ [2] e non ci fossero utilità comuni da condividere.

Nel contesto specifico del bando Innonetwork, in cui si richiedeva evidenza di impatto sociale dell’innovazione, si è osservato che quanto più tecnologico è il legame tra i nodi della rete collaborativa, tanto più consistente è la robustezza degli interessi condivisi, più alta è l’affidabilità del legame e più lunga è la vita della relazione.  Si può affermare, quindi,  di essere in presenza di un   “entanglement sociale“ cioè di un intreccio  di interazioni tra gli stakeholder, complessa ma solida, in grado di rappresentare la profondità delle relazioni e la resilienza della rete. Dal punto di vista macroeconomico, la sostenibilità del meccanismo relazionale può essere garantita dall’utilità di condivisione per ogni stakeholder (player) che  si trova ad operare  in un nuovo contesto competitivo di tipo “quantistico cooperativo” di beni comuni. 

In questo modo emerge un nuovo punto di vista in termini di efficienza della cooperazione: l’intreccio che si sviluppa tra i vari attori/player  offre a ciascuno un beneficio (payoff)  perché tutti   cooperano e l’“egoismo classico della razionalità individuale”, tipico dei soggetti che operano in settori ad alto contenuto di conoscenza,  viene sostituito da una nuova  forma di  “altruismo quantistico”[3]. Grazie all’innovazione e alle tecnologie si può generare, quindi,  una nuova  dimensione di intreccio sociale (social entanglement) che spinge  verso una  crescita economica sostenibile e una migliore distribuzione della ricchezza.

Emerge dunque che l’obiettivo, ancora oggi estremamente attuale, di disegnare una società in grado di puntare sulle reti di relazioni fra soggetti pubblici, imprese, università e cittadini e sulla  connessione tra i fabbisogni del territorio e la capacità di risposta del tessuto produttivo in cui le tecnologie potessero giocare un ruolo di collegamento, è la base per una  proposta di visione prospettica di un nuovo modello di sviluppo economico responsabile, basato sul potenziamento progressivo e collettivo di capacità di interconnessione e dialogo e un uso “intelligente, inclusivo e sostenibile delle tecnologie, in grado di generare un nuovo patrimonio sociale fatto di competenze, innovazioni, relazioni.

Il ruolo dell’organismo intermedio

In questi anni, l’Organismo intermedio, nell’accezione della normativa comunitaria e regionale,  ha gestito un ingente patrimonio di investimenti che la Regione ha riversato sul sistema produttivo per accelerarne il rinnovamento. Per queste misure la Società ha  seguito l’intero ciclo di gestione degli interventi regionali di agevolazione, curando in particolare le fasi di progettazione, istruttoria, attuazione e controllo degli interventi. Nello specifico, stiamo parlando della gestione di più di 1.000 proposte progettuali negli ultimi 7 anni, di cui circa 750 sono state attuate, per oltre 400 Milioni di euro di spesa valutata per l’ammissibilità, con il coinvolgimento di oltre 1.000 soggetti tra PMI, PA e organismi di Ricerca pubblico/privati.

In questo modo la Regione Puglia ha potuto contare su una comunità di professionisti  con qualità e competenze maturate negli ultimi 20 anni, ma ha soprattutto trovato  un punto di osservazione strategico sui processi di innovazione che si sviluppano nel tessuto socio economico regionale.

Ha consegnato a InnovaPuglia il compito di lavorare al consolidamento e all’aggregazione  delle capacità territoriali e, come Soggetto Aggregatore, alla costruzione di un intreccio sociale innovativo basato su una rete complessa di connessioni,  tra soggetti pubblici e privati, in cui la trasformazione digitale è lo strumento di costruzione e definizione delle relazioni e l’obiettivo è generare nuova e buona occupazione, disseminare rapporti di fiducia e implementare nuovo capitale sociale che guardi alla sostenibilità quale leva fondamentale per lo sviluppo della nostra regione, della nostra comunità.

La sfida  è la capacità del sistema dell’innovazione regionale e del suo modello di sviluppo, di essere parte integrante del contesto europeo,  di affrontare le problematiche dei cambiamenti in corso ambientali e culturali, dalla transizione ecologica a quella digitale, non solo nelle intenzioni ma soprattutto nel concreto,  nei riferimenti puntuali dei risultati progettuali descritti al Piano di Ripresa e Resilienza del Governo italiano,  nella prospettiva della Next Generation EU e del Green Deal europeo “a favore delle persone, del pianeta e della prosperità“.

In questo contesto, InnovaPuglia mette a valore  la propria esperienza nella partecipazione attiva alle comunità di innovazione territoriali (modello Living Labs) in filiere lunghe di innovazione territoriale  (es. dominio agroalimentare, salute e benessere, industria creativa), integrando la dimensione di sostenibilità  ambientale  (Quintupla Elica) e contribuendo a una prospettiva win-win tra ecologia, conoscenza, innovazione sociale e sviluppo tecnologico ed economico.

Insieme alla Regione Puglia si continuerà  a costruire una comunità che fa leva sull’innovazione, che può contare su un sistema imprenditoriale con forte cultura della responsabilità sociale, che investe in ricerca, partecipa alle sfide collettive per la sostenibilità ambientale, concilia i tempi vita-lavoro, ha cura della dignità del lavoro e dei lavoratori, della loro sicurezza, della loro salute. Una comunità che può contare su un sistema di istruzione, formazione e alta specializzazione fortemente qualificato e capace. Una comunità che guarda al futuro, che  investe nei giovani,  li coinvolge e  rischia con loro, non lasciandoli soli, ma sollecitandone la loro naturale attitudine al networking e all’innovazione,  a un’Innovazione “senza permesso” capace di restituire azione. Una “comunità  smart”,  che innesca  politiche intelligenti e integrate fra loro,  obbliga a uno sguardo lungo e inclusivo, semplifica l’approdo al miglioramento della qualità della vita e al futuro,   promuovendo  il rispetto della cultura delle diversità, della trasparenza e della responsabilità.

*Il volume è stato inserito come allegato nella documentazione su “Il contesto economico pugliese” fornita come base di discussione alla riunione di partenariale sulla Programmazione 2021-2027 dei fondi FESR POR PUGLIA.


[1] Luciano Floridi, 2015

[2] Thomas Piketty, 1998

[3] M.Pregnolato 2008