Agenzia delle Entrate: "Ecco come contribuiamo alla rivoluzione pagamenti digitali" - FPA

Agenzia delle Entrate: “Ecco come contribuiamo alla rivoluzione pagamenti digitali”

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L’Agenzia ha realizzato da tempo, in collaborazione con gli istituti di credito e la Banca d’Italia, il pagamento on-line tramite F24, che consente ai contribuenti di addebitare il versamento dei tributi direttamente sul proprio conto corrente. Oggi sta valutando con AgID quali servizi implementare sul nodo pagamenti

18 Aprile 2016

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Giuseppe Buono, direttore centrale Tecnologie e Innovazione dell’Agenzia delle Entrate

La storia dei pagamenti digitali è strettamente correlata con la diffusione di Internet e l’evoluzione del web, rappresentando l’elemento critico ed indispensabile di completamento dell’esperienza utente di acquisto on-line di beni e servizi, fisici e digitali.

Indirizzati i principali problemi tecnologici e di sicurezza nella fase iniziale di espansione di tali servizi, è apparso subito chiaro che – per raggiungere l’obiettivo di fornire in sicurezza agli utenti finali ampie e variegate modalità di effettuare pagamenti on-line su un insieme vasto di merchant – è necessario l’assestamento di sistemi e modelli di business in cui la tecnologia, insieme con la diffusione di dispositivi sempre più sofisticati ed evoluti, è tuttora il principale fattore abilitante, ma assolutamente non l’unico fattore di successo. Tanti attori diversi (quali ad esempio banche ed operatori finanziari, operatori di telecomunicazione, provider di servizi) si sono lanciati nell’arena dei pagamenti digitali con diversi obiettivi, diversi ruoli e diverse difficoltà, provando a creare nuovi strumenti di pagamento digitale (associati ad esempio al credito del cellulare o alla carta di credito o ad entrambi), nuovi brand e nuovi circuiti di pagamento, con esiti più o meno positivi ma certamente influenzati in bene o in male da fattori concomitanti quali ad esempio l’evoluzione del cellulare verso lo smartphone, la spinta evolutiva che anche le società emittenti di carte di credito e di pagamento hanno dato ai propri servizi, la presenza importante di grandi internet company e, non ultima, dalla normativa vigente.

Focalizzando il discorso infatti sull’Italia e sulla Pubblica Amministrazione, l’evoluzione del quadro normativo nell’ultimo decennio ha fornito alle pubbliche amministrazioni l’opportunità di sviluppare servizi telematici che consentono il pagamento a distanza: già nel 2005 il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD – Dlgs 82/2005) ha previsto per i cittadini e le imprese la possibilità di effettuare i pagamenti alle pubbliche amministrazioni con modalità digitali.

Un obiettivo a cui l’Agenzia delle Entrate dedica particolare attenzione, e su cui lavora ormai da diversi anni, è quello di alleggerire gli adempimenti di cittadini e imprese e intercettare in maniera sempre più efficace l’esigenza di snellire i processi: in questa logica s’inquadra la scelta dell’Amministrazione di prendere parte alla sfida per la digitalizzazione del nostro Paese fin dal principio, anche sul versante dei pagamenti verso la PA.

L’Agenzia delle Entrate infatti, avendo come mission la riscossione delle imposte, ha realizzato da tempo, in collaborazione con gli istituti di credito e la Banca d’Italia, un primo importante passo in tal senso, il pagamento on-line tramite F24, che consente ai contribuenti di addebitare il versamento dei tributi direttamente sul proprio conto corrente. Il modello F24 viene utilizzato per molte tipologie diverse di versamento: a titolo di esempio viene utilizzato per pagare imposte sui redditi (Irpef, Ires), contributi e premi Inps, Inail, diritti camerali, tributi locali (Imu, Tares, Tasi, Tari), imposta sulle successioni, imposta ipotecaria e catastale, ecc.. Da questo elenco esemplificativo è evidente che si tratta di tributi di spettanza di diverse amministrazioni dello Stato, per i quali l’Agenzia delle Entrate si occupa della gestione e della ripartizione agli enti beneficiari.

Nel corso degli anni il legislatore ha voluto sempre più spingere verso le modalità telematiche di versamento F24, dapprima con il DL 223/2006, imponendo dal 2007 il pagamento digitale ai titolari di partita Iva, e poi con l’art. 11 del DL 66/2014, obbligando tutti i soggetti al pagamento via Internet dei versamenti superiori a 1.000 euro.

Oggi la possibilità di effettuare il versamento F24 con modalità telematica è offerta direttamente dal portale dell’Agenzia a chi è in possesso delle credenziali di accesso ai servizi, oltre che a tutti gli utenti dagli istituti di credito attraverso modalità “home banking”. Le modalità attualmente impiegate consentono sia la compilazione on-line della delega di pagamento F24, che la predisposizione off line del relativo file ed il successivo invio ai sistemi dell’Agenzia.

Un’altra area di pagamenti digitali adottati dall’Agenzia è quella relativa ai pagamenti per i servizi di consultazione catastale ed ipotecaria e per i tributi dovuti su operazioni di accatastamento e variazioni di dati di terreni e fabbricati : i professionisti abilitati possono richiedere la costituzione di un plafond prepagato dal quale scalare il costo dell’erogazione di uno specifico servizio fruito per via telematica; la ricarica del plafond può essere eseguita proprio attraverso un pagamento digitale.

Negli anni più recenti il mondo dei pagamenti è stato interessato da profondi cambiamenti innescati dall’evoluzione del quadro normativo e della tecnologia; si sono affermati nuovi operatori e canali che hanno modificato le modalità di interazione del consumatore. In questo scenario si collocano la realizzazione della SEPA (Single euro payments area, ovvero l’Area unica dei pagamenti in euro), che ha come obiettivo la creazione di un mercato dei pagamenti armonizzato a livello europeo, e la modifica degli articoli 5 e 81 del CAD, che hanno introdotto il “nodo per i pagamenti”, un’infrastruttura di sistema della pubblica amministrazione, con lo scopo di mettere a disposizione di tutti i soggetti pubblici una piattaforma per i pagamenti con regole comuni, che consente agli operatori di declinare liberamente l’offerta del servizio di pagamento e al cittadino di scegliere operatore e strumento da utilizzare con consapevolezza dei costi. Le relative linee guida emanate dall’AgID, in considerazione della complessità del sistema di riscossione e ripartizione dei versamenti non solo erariali che l’Agenzia delle Entrate gestisce anche per conto di enti locali, hanno previsto per la nostra organizzazione una successiva definizione di tempi e modalità al fine di adeguare le procedure telematiche di incasso dell’Agenzia stessa.

L’Agenzia delle Entrate, con il fine di ampliare le modalità digitali di versamento dei tributi, ha intrapreso un percorso finalizzato all’adesione al nodo mediante un lavoro in collaborazione con l’Agenzia per l’Italia Digitale: in prima battuta è stata effettuata una valutazione di tutti i servizi dell’Agenzia per individuare quali meglio si prestassero all’utilizzo dell’infrastruttura del nodo, attualmente è in corso un’analisi finalizzata a valutare l’impatto dell’introduzione di tale innovazione sotto i profili organizzativo, di processo, giuridico, convenzionale e tecnologico.

L’Agenzia ha inoltre realizzato il servizio denominato “@e.bollo”, che sarà attivato prossimamente e consentirà l’acquisto della marca da bollo digitale per l’assolvimento dell’imposta di bollo sulle richieste trasmesse in via telematica alla Pubblica Amministrazione e sui relativi atti rilasciati tramite canali telematici. I pagamenti verranno svolti con l’intermediazione del nodo dei pagamenti SPC. Ad oggi sono state emanate le linee guida a cui le pubbliche amministrazioni e i prestatori dei servizi di pagamento si dovranno attenere per la fornitura del servizio e, definita la convenzione per adesione con i prestatori di servizi di pagamento.

In conclusione, l’Agenzia delle Entrate – considerando con attenzione le peculiarità dovute al suo specifico ruolo istituzionale – è intenzionata a fare la sua parte per l’adozione sempre più ampia di metodi e strumenti di pagamento digitali, nell’ottica di offrire ai contribuenti un’esperienza utente sempre più in linea con i principi di usabilità, massima diffusione, allineamento ai progetti strategici della PA, oltre che di promuovere la digitalizzazione dei processi amministrativi e la diffusione di un rapporto sempre più digitale tra cittadini e imprese e la Pubblica Amministrazione.