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Agenzia delle Entrate: “La precompilata rivoluziona il rapporto fisco-cittadino”

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Rispetto al 2015 entra nel modello precompilato dal Fisco una significativa mole di spese detraibili e deducibili, dati che riguardano le spese più comuni nella vita del cittadino: le spese sanitarie (con l’unica eccezione dei farmaci da banco), le spese universitarie, i contributi per la previdenza complementare, gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica

10 Maggio 2016

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Andrea Palma, responsabile Sistemi Evolutivi Dichiarazioni, direzione centrale Gestione Tributi, Agenzia delle Entrate

Con la “versione 2.0” della precompilata, al suo secondo anno dopo la sperimentazione 2015, l’Agenzia delle Entrate compie ulteriori passi per avvicinarsi sempre più al cittadino nel più importante appuntamento annuale con il fisco: quello della dichiarazione dei redditi. Dal 15 aprile al contribuente è sufficiente collegarsi al sito dell’Agenzia, autenticarsi e trovare la propria dichiarazione già preconfezionata e personalizzata e dal 2 maggio il contribuente può accettare o modificare e inviare il proprio 730 precompilato. A differenza dello scorso anno, in cui la precompilata riguardò una platea di circa 20 milioni di contribuenti, quest’anno si allarga ulteriormente il bacino dei potenziali beneficiari di questa innovazione. Sono circa 30 milioni, infatti, i cittadini che potranno optare nel 2016 per una dichiarazione tutta “in digitale”, 730 o Unico, e abbandonare così il vecchio modello cartaceo.

Non solo più utenti, ma anche più dati: rispetto al 2015, si arricchisce anche il ventaglio di informazioni già a disposizione. Entra nel modello precompilato dal Fisco una significativa mole di spese detraibili e deducibili, dati che riguardano le spese più comuni nella vita del cittadino: le spese sanitarie (con l’unica eccezione dei farmaci da banco), le spese universitarie, i contributi per la previdenza complementare, gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica sin dal primo anno di sostenimento della spesa e le spese funebri. Il processo di digitalizzazione delle informazioni si è concentrato soprattutto sugli oneri indicati con maggiore frequenza nelle dichiarazioni degli anni passati, nella prospettiva di consentire ad una sempre più ampia platea di cittadini di scegliere di accettare il 730 precompilato, senza apportare integrazioni o modifiche e di godere quindi dei vantaggi connessi. Nel dettaglio, i numeri della precompilata targata 2016 inducono a parlare di vera e propria rivoluzione nell’approccio alla dichiarazione dei redditi: si tratta infatti di 700 milioni di dati in più rispetto alla scorsa edizione che quest’anno, viaggiando attraverso il canale telematico, sono stati fatti confluire dall’Agenzia direttamente in dichiarazione. Solo per le spese sanitarie sono confluiti nei server dell’Agenzia e di Sogei 520 milioni di dati, che si traducono in un controvalore di 14,5 miliardi di spese. Si tratta di circa 400 milioni di ricette del Servizio Sanitario Nazionale, per un importo dei ticket pari a 1,5 miliardi di euro, e 120 milioni di documenti fiscali, tra visite specialistiche, esami ed altri tipi di spese, in totale circa 13 miliardi di euro.

Da quest’anno sono a portata di mouse anche le informazioni relative a spese universitarie, spese funebri, il bonus ristrutturazioni ed energia, i contributi per la previdenza complementare: in tutto, altri 37,4 miliardi di euro di potenziali agevolazioni. Queste nuove informazioni si aggiungono al lavoro di digitalizzazione già operato l’anno scorso e che ormai è consolidato: un flusso che comprende i redditi di lavoro dipendente e assimilati, le pensioni e i compensi per attività occasionali, ma anche alcuni oneri, come interessi passivi sui mutui, premi assicurativi e contributi previdenziali.

Con la dichiarazione precompilata, l’Agenzia mette in campo concretamente il suo modo nuovo di concepire il rapporto stesso tra Fisco e cittadino, rompendo i vecchi schemi “controllore-controllato” e proponendo una dialettica nuova, tra un Fisco capace di offrire percorsi sempre più semplici e chiari per essere in regola e un cittadino che ha tutti gli strumenti per poter rispondere attivamente nel momento dell’adempimento fiscale.

Grazie alla trasmissione digitale dei dati e ad un virtuoso uso delle informazioni a propria disposizione, i vantaggi si estendono anche al fronte dei controlli: infatti, in caso di dichiarazione 730 accettata senza modifiche, la correttezza dei dati riportati è certificata dalla stessa Agenzia delle Entrate. Beneficio che si estende anche a coloro che inviano il modello tramite Caf e professionisti: solo questi ultimi, infatti, sono coinvolti nel caso di controlli del Fisco sulla documentazione.

È evidente come proprio la digitalizzazione e la messa a fattor comune dei dati siano stati la chiave che ha consentito all’Agenzia di immaginare, costruire e proporre ai cittadini un’innovazione come la dichiarazione precompilata. In questo senso, la spinta concreta verso la digitalizzazione rappresenta per l’Agenzia una risorsa imprescindibile per la realizzazione di una delle sue mission fondanti, la semplificazione del rapporto tra Fisco e cittadini. Una sfida che non può che investire in pieno l’adempimento fiscale per eccellenza.