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Appalti, affidamenti sotto soglia: banco di prova della PA digitale

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Gli affidamenti di
importo inferiore alla soglia comunitaria per la frequenza e la rilevanza che gli stessi
hanno nella gestione quotidiana delle funzioni amministrative, l’appesantimento
eccessivo degli oneri connessi alla loro finalizzazione e l’esagerata compressione della flessibilità loro
riconosciuta dalla normativa potrebbe facilmente determinare un freno
all’azione amministrativa. Sul tema FPA organizza un webinar l’8 novembre ore 12.00

23 Settembre 2016

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Paola Conio, Patrimoni PA net, Senior Partner Studio Legale Leone

Uno degli obiettivi della legge delega era, come noto, la semplificazione e lo snellimento delle procedure di affidamento dei contratti al di sotto della soglia di interesse europeo, da contemperarsi – nella ricerca di un delicato e difficile equilibrio – con l’esigenza di trasparenza, imparzialità e correttezza degli affidamenti pubblici, che le note vicende di cronaca rendeva sempre più impellente.

In effetti l’ambito dei contratti di minore entità è quello nel quale si avverte in modo più netto la contrapposizione tra il principio di efficienza ed economicità dell’azione amministrativa e i principi, di pari dignità, di tutela della concorrenza, parità di trattamento, pubblicità degli affidamenti pubblici, sicché a dispetto dell’importo non sempre rilevante, le stazioni appaltanti si trovano spesso a procedere con estrema incertezza e con la preoccupazione pressante di poter essere chiamate a rispondere del prevalere dell’uno o dell’altro dei menzionati principi.

Inoltre, con le nuove disposizioni in materia di qualificazione delle stazioni appaltanti e nell’attuale periodo transitorio, gli affidamenti sotto la soglia di interesse europeo sono anche quelli in larga parte gestibili autonomamente dalle pubbliche amministrazioni e, dunque, di interesse maggiormente diffuso per le stazioni appaltanti.

Nel quadro della nuova tecnica normativa della c.d. “regolamentazione flessibile” adottata dal Codice dei Contratti pubblici, per gli affidamenti sotto soglia non occorre guardare soltanto alla snella disciplina dell’art. 36 del D.Lgs. 50/2016 ma anche alle Linee Guida adottate da ANAC ai sensi del comma 7 del medesimo articolo, per supportare le stazioni appaltanti con indicazioni operative e migliorare la qualità delle procedure di affidamento, nonché alle disposizioni in materia di utilizzo obbligatorio di strumenti di acquisto e negoziazione (anche telematici) approntati dalle centrali di committenza.

L’approvazione in via definitiva delle linee guida dovrebbe essere ormai imminente, ma già si pongono diverse criticità in ordine allo stesso valore – vincolante o meno – di quanto riportato nelle stesse, alla luce del parere recentemente espresso, su richiesta di ANAC, dal Consiglio di Stato.

> Sono aperte le iscrizioni al webinar “Affidamento dei contratti pubblici sotto soglia nel nuovo Codice degli Appalti e nelle Linee guida ANAC”, in programma l’8 novembre 2016 ore 12.00. Relatrice Paola Conio.

Ecco, dunque, che uno degli ambiti che potrebbe apparire ai non addetti ai lavori tra quelli più “semplici” e meno problematici della riforma, si converte in un tema scottante per i soggetti coinvolti.

E’ evidente, altresì, che proprio per la frequenza con la quale ricorrono – soprattutto, ma non solo, nelle piccole realtà – gli affidamenti di importo inferiore alla soglia comunitaria e per la rilevanza che gli stessi hanno nella gestione quotidiana delle funzioni amministrative, l’appesantimento eccessivo degli oneri connessi alla loro finalizzazione e l’esagerata compressione della flessibilità loro riconosciuta dalla normativa potrebbe facilmente determinare un freno all’azione amministrativa e alla fragile ripresa economica che, comunque, non può non passare anche dalla tenuta, se non dall’espansione, della spesa pubblica.

Infine, gli appalti sotto soglia costituiscono anche un interessante banco di prova per l’efficacia e la funzionalità degli strumenti telematici di acquisto e di negoziazione, che rappresentano una frontiera innovativa del public procurement.

Non vi è dubbio, quindi, che la capacità delle pubbliche amministrazioni di garantire un efficace, tempestiva ed efficiente risposta alle esigenze della collettività, pur senza frustrare la legittima aspettativa di trasparenza e correttezza dell’azione amministrativa, passi anche attraverso la conoscenza degli strumenti messi a disposizione dalla normativa vigente e la buona pratica nell’utilizzo degli stessi.

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