Castellani, Tartari: "Ecco formalizzato il nuovo ruolo chiave delle Regioni, per l'Agenda digitale" - FPA

Castellani, Tartari: “Ecco formalizzato il nuovo ruolo chiave delle Regioni, per l’Agenda digitale”

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Il nuovo Cad mette nero su bianco un ruolo che era emerso in altre sedi, con la Commissione speciale Agenda digitale. Identificate quattro azioni leader che permettono di supportare l’attuazione degli obiettivi delle Agende Digitali: Centri interregionali per le competenze digitali, infrastrutture digitali, fascicolo digitale del cittadino e servizi on line

23 Settembre 2016

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Laura Castellani, coordinatrice tecnica "Cittadinanza Digitale" e Dimitri Tartari, coordinatore tecnico Commissione Agenda Digitale, Conferenza delle Regioni e Province Autonome

L’importanza politica e strategica dell’attuazione dell’Agenda Digitale per garantire sempre di più i diritti di cittadinanza digitale e un sempre maggior efficientamento della Pubblica Amministrazione e la complessità e vastità delle attività che ne conseguono ci impongono sempre di più un lavoro di coordinamento che le Regioni e Province Autonome, in modo nuovo e progressivamente incrementale, stanno facendo da qualche anno. Per poter potenziare questa attività è stata, infatti, realizzata una profonda riflessione sull’organizzazione in essere delle attività interregionali e sulla loro relativa efficacia per il raggiungimento degli obiettivi individuati a livello europeo e nazionale. Le Regioni e Province Autonome tra il 2012 ed il 2015 hanno orientato il proprio operato all’attuazione dell’Agenda Digitale (quella che sempre più spesso viene indicata come execution), consolidando una visione sistemica interregionale dello sviluppo della società dell’informazione. Secondo questa idea di una strategia ampia del digitale sono stati definiti documenti strategici elaborati e condivisi nell’ambito del Centro Interregionale per i Sistemi Informatici, Geografici e Statistici ed approvati all’unanimità in Conferenza delle Regioni.

L’ultimo per data è “ Agire le agende digitali” che in coerenza con la strategia di “Crescita Digitale” individua quattro azioni leader che permettono di supportare l’attuazione degli obiettivi delle Agende Digitali: Centri interregionali per le competenze digitali, infrastrutture digitali, fascicolo digitale del cittadino e servizi on line. Ulteriore passo in avanti, di grande rilevanza politico-strategica, è avvenuto infine con l’istituzione, nell’aprile 2015, in seno alla Conferenza delle Regioni e Province Autonome, della Commissione speciale Agenda Digitale che completa il quadro della governance interregionale e crea una linea diretta sul tema tra il livello tecnico e quello politico. La Commissione è stato il luogo del confronto per l’accorodo con il Governo per il Piano Nazionale per la Banda Ultra Larga, di discussione e produzione di emendamenti sulla prima versione del CAD, di analisi di protocolli di intesa con vari Ministeri su temi come Smart Communities, Sanità Digitale, Turismo Digitale, ecc…

Anche a valle dei contributi prodotti dalla commissione il CAD, oggi, riconosce e formalizza il ruolo delle Regioni nella governance nazionale per le strategie per il digitale e l’innovazione prevedendo che uno dei quattro esperti in materia di digitalizzazione della Conferenza permanente per l’Innovazione sia indicato dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome.


Questo, messo insieme alla nuova organizzazione citata sopra, potrà garantire sempre più il dispiegamento sui territori e sulla PAL degli obiettivi strategici dell’Agenda Digitale, in pieno raccordo con le politiche nazionali. Si tratta di un elemento fondamentale di raccordo tra la visione nazionale e quanto deve essere messo a disposizione dei cittadini e delle imprese (la maggior parte dei servizi vengono proprio dalle pubblica amministrazione locale e territoriale che è quella che ha i contatti diretti e la conoscenza del territorio e del contesto di azione).

Il CAD in sostanza formalizza il coinvolgimento delle Regioni in un sistema di governance multistakeholders che vede già oggi il sistema delle Regioni pronto ad essere un interlocutore unico capace di prendere decisioni chiare e agire in tempi certi.