Collaborazione e competenze per una PA protagonista della ripresa: l’esperienza di INAIL, INPS e ISTAT - FPA

Collaborazione e competenze per una PA protagonista della ripresa: l’esperienza di INAIL, INPS e ISTAT

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Oggi più che mai abbiamo bisogno di amministrazioni moderne ed efficienti, capaci di “fare rete” e abilitare quello scambio di risorse, esperienze e buone pratiche necessario ad orientare in maniera efficacie gli investimenti, per evitare il rischio di dover inventare ogni volta la ruota. Questo il focus dell’evento digitale organizzato da FPA in collaborazione con INAIL

6 Maggio 2021

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Redazione FPA

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La consapevolezza dell’importanza dei processi di trasformazione digitale è una delle principali lezioni apprese durante la fase di emergenza che ha caratterizzato il 2020, insieme alla riaffermata centralità del settore pubblico. Un settore che oggi rappresenta, nelle sue molteplici articolazioni, il fulcro della strategia di rilancio del Paese. Oggi più che mai, infatti, abbiamo bisogno di amministrazioni moderne ed efficienti, capaci di “fare rete” e abilitare quello scambio di risorse, esperienze e buone pratiche necessario ad orientare in maniera efficacie gli investimenti, per evitare il rischio di dover inventare ogni volta la ruota. Sono questi i temi affrontati durante l’evento digitale “INAIL in una Pubblica Amministrazione che cambia”, organizzato da FPA in collaborazione con l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Prendendo spunto dalla presentazione dell’Annual Report di INAIL, l’evento è stato anche l’occasione per approfondire il ruolo della trasformazione digitale come leva per far fronte all’emergenza e per accelerare una ripresa di cui la PA sia finalmente motore.

Il ruolo di INAIL nella gestione dell’emergenza e i fattori di successo

Nel contesto della crisi sanitaria, INAIL ha giocato un ruolo di primo piano nel supportare cittadini e imprese e far fronte agli impatti sanitari, economici e sociali della pandemia. Questo grazie a un processo di innovazione tecnologica e organizzativa avviato da anni, che ha reso l’Istituto un’organizzazione agile e flessibile in grado di gestire rapidamente i cambiamenti imposti dall’emergenza, come sottolineato in apertura dal Presidente di INAIL Franco Bettoni, che ha evidenziato come la crisi abbia dimostrato “che la prevenzione non è un mai costo, ma un investimento sul futuro”.

Un lungo e lungimirante percorso quello avviato da INAIL, fondato su una strategia chiara e di ampio respiro improntata sulla centralità delle persone e sulla sinergia tra innovazione tecnologica e organizzativa, sostenuta da un forte endorsement da parte del vertice dell’amministrazione.

Proprio la visione di lungo periodo rappresenta forse l’elemento che maggiormente contraddistingue questa esperienza, come evidenziato da Stefano Nocentini di Gartner. “Già nel 2015 nell’Istituto si parlava di ‘coraggio digitale’, ovvero di un cammino che partisse da un nuovo modo di lavorare, per passare progressivamente a nuovi modi di gestire i processi, di ingaggiare cittadini e imprese, di ideare nuovi prodotti e servizi per PA, imprese e cittadini, fino ad arrivare a nuovi modelli di business e di interazione, ed eventualmente a nuovi mercati”.

La continuità dello sforzo negli anni ha consentito di porre le basi e i presupposti su cui innestare un percorso di innovazione continua, che per il triennio 2020-2022 si focalizzerà su quattro grandi pilastri, illustrati dal Direttore centrale per l’organizzazione digitale, Stefano Tomasini.

In primis, un’evoluzione del modello di business in ottica digitale, con un ripensamento complessivo delle modalità di erogazione dei servizi all’utenza. Un aspetto su cui la pandemia ha prodotto un’ulteriore accelerazione. “È proprio dalla permeabilità tra IT e strutture di business e dalla multidisciplinarietà che abbiamo tratto i benefici maggiori per la nostra utenza”, sottolinea Tomasini, “perché diversi punti di vista hanno contribuito alla realizzazione di nuovi servizi in tempi rapidi”.

A questo si aggiungono poi lo sviluppo di un’organizzazione sempre più data driven, l’integrazione dell’innovazione tecnologica in tutti i processi come fattore ordinario e l’evoluzione servizi IT in condivisione con altre PA.

Proprio quest’ultimo punto rende oggi il percorso avviato da INAIL una ricchezza non solo per l’Istituto, ma per tutte le amministrazioni italiane, come evidenziato da Carlo Mochi Sismondi, Presidente di FPA e moderatore dell’evento. “I risultati raggiunti da INAIL ci dimostrano che rispettando determinate condizioni l’innovazione è possibile”, evidenzia Mochi, “ma allo stesso tempo rendono INAIL un importante fornitore di servizi destinati ad altre amministrazioni, nel quadro di un processo necessario di razionalizzazione e specializzazione”.

Il ruolo della cooperazione tra PA per la ripresa del Paese

La principale sfida che si pone oggi davanti alle amministrazioni italiane è di progettare una nuova fase che valorizzi l’esperienza maturata durante il periodo emergenziale, anche per sfruttare appieno le opportunità offerte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Lo scambio di risorse, esperienze e buone pratiche tra amministrazioni particolarmente virtuose rappresenta un elemento necessario ad orientare in maniera efficacie gli investimenti destinati alla semplificazione amministrativa, alla digitalizzazione dei servizi e al rafforzamento del capitale umano della PA.

In particolare, dal dibattito è emersa la necessità di potenziare in maniera sostanziale la cooperazione e la collaborazione tra pubbliche amministrazioni sul fronte dell’interoperabilità, della data governance e della valorizzazione del patrimonio informativo pubblico, anche al fine di sviluppare servizi sempre più a misura di utente.

Sensibilizzare le pubbliche amministrazioni ad una moderna data governance, sulla scia di quanto fatto dall’INAIL, rappresenta una priorità per Stefano Tomasini. “Le PA, nel loro percorso di ammodernamento, devono sempre più cogliere il senso profondo del concetto di organizzazione data driven, valorizzando in maniera sostanziale il patrimonio informativo di cui dispongono, che non è proprietà della singola PA, ma del Paese intero”.

Una necessità evidenziata anche da Vincenzo Caridi, Direttore centrale per la tecnologia, l’informatica e l’innovazione di INPS. Lapandemia ha portato l’Istituto a ritarare i propri progetti per il futuro e focalizzare l’attenzione all’ascolto delle persone e delle loro esigenze, puntando al loro coinvolgimento sia nel processo di co-creazione del servizio, sia nella co-produzione stessa del servizio”, sottolinea Caridi. Tuttavia, questo è possibile solo se si rompono i silos che ancora oggi caratterizzano la PA italiana: “l’utente si mette davvero al centro solo se si abilita la collaborazione tra enti e si eliminano gli steccati attualmente esistenti”.

Secondo Massimo Fedeli di ISTAT, per far questo sarà necessario approfittare del contesto attuale, caratterizzato dalla grande attenzione sul ruolo della PA per la ripresa. “Occorre sfruttare l’occasione offerta dal PNRR per abilitare anche modalità innovative di collaborazione e cooperazione tra amministrazioni, che possono essere ora agevolate da questa grande focalizzazione sui processi di efficientamento della PA, divenuta ormai imprescindibile, sfruttando anche le competenze presenti all’interno delle singole amministrazioni centrali e locali”.

Centralità delle competenze già esistenti evidenziata anche da Mauro Minenna, nuovo Capo Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, che ha sottolineato l’importanza di dare continuità a quanto di buono è già stato fatto negli anni passato. Secondo Minenna “il PNRR non ha l’intenzione di cancellare tutto ciò che è già stato realizzato, Tutt’altro, si pone in continuità”. Secondo Minenna, infrastrutture abilitanti del Paese come PagoPA, app IO, SPID e CIE rappresentano le piattaforme su cui costruire il futuro, ma per operare un deciso cambio di passo sarà necessario “far leva sulle competenze e le capacità già presenti in molti ambiti della PA, eliminando i confini aziendali” perché, conclude Minenna, “le competenze nella PA ci sono, e che quando si parlano fra loro, fanno succedere grandissime cose”.

Uno sguardo al futuro: INAIL, INPS e ISTAT al servizio del sistema Paese

A rimarcare l’importanza di nuove forme di collaborazione tra pubbliche amministrazioni è intervenuto in chiusura di evento il Direttore Generale di INAIL Giuseppe Lucibello, che ha sottolineato come il percorso comune avviato da INAIL, INPS e ISTAT rappresenti oggi una ricchezza al servizio dell’intero sistema paese.

Secondo Lucibello, “questa pandemia ci ha insegnato una cosa fondamentale, ovvero che da soli non si va da nessuna parte”. In questo senso, la collaborazione consolidata tra INAIL, ISTAT e INPS – “il progetto tre I” – costituisce un punto di partenza verso il raggiungimento degli obiettivi ambiziosi posti dal PNRR in termini di innovazione e digitalizzazione. “Non ci sono più alibi”, conclude Lucibello, “oggi ci sono le risorse, c’è l’esperienza del lavoro comune, e ci sono tre enti che si stanno candidando a guidare l’innovazione e la digitalizzazione del Paese”.

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