Come i servizi online ci migliorano la vita: il focus allo Smart Life Festival di Modena

Un servizio online ti migliora la vita.
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Grazie al PNRR le risorse per la digitalizzazione della PA ci sono, le progettualità anche, ma c’è un gap esperienziale rispetto all’utilizzo del digitale da parte dei cittadini. Cosa si sta facendo, a livello centrale e sui territori, per sostenere e diffondere la cultura del digitale? Ne abbiamo parlato in occasione di un Talk organizzato da FPA all’interno dello Smart Life Festival, il festival della cultura digitale di Modena

6 Ottobre 2022

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Patrizia Fortunato

Redazione FPA

Nonostante negli ultimi anni ci sia stata un’accelerazione nei processi di erogazione di servizi pubblici online e nello sviluppo delle applicazioni della PA – PagoPA, AppIO, ANPR – si registra un ritardo nell’utilizzo dei servizi online da parte dei cittadini. Una tendenza evidenziata dal rapporto DESI 2022, il Digital Economy and Society Index pubblicato a luglio scorso, infatti solo il 40 % degli utenti di internet italiani fa ricorso ai servizi pubblici digitali (rispetto a una media UE del 65%). Occorre pertanto progettare e realizzare nuovi approcci educativi alla cittadinanza digitale. Questo il tema al centro del talk “Un servizio online ti migliora la vita: così il digitale sta cambiando il rapporto tra PA e cittadino (o quasi…)”, organizzato nell’ambito di Smart Life Festival venerdì 30 settembre 2022, moderato da Gianni Dominici, Direttore Generale di FPA.

Come da tradizione, anche quest’anno noi di FPA abbiamo cercato di portare il nostro contributo al festival della cultura digitale, che vede coinvolti la città di Modena e la Fondazione Collegio San Carlo. Questa volta però abbiamo usato un espediente narrativo per raccontare una giornata analogica, “la storia di Claudia”, e commentarla, per un cambio di prospettiva, con  Matteo Vabanesi, Esperto del Dipartimento per la trasformazione digitale – Team di Designers Italia, Luca Chiantore, Dirigente Settore Smart city, servizi demografici e partecipazione del Comune di Modena, Rosa Di Palma, Responsabile Transizione Digitale del Comune di Barletta, Ferdinando Abate, Responsabile Sviluppo Infrastrutture Tecnologiche del Comune di Firenze. “La storia di Claudia” è un evidente riferimento a un esperimento fatto nel 2018 dal Team per la trasformazione digitale, durante la fase sperimentale del progetto per lo sviluppo dell’AppIO.

L’incontro si è aperto con un primo giro di tavolo su cosa si sta facendo, a livello centrale e sui territori, per creare, sostenere e diffondere la cultura del digitale in tutti i cittadini.

Matteo Vabanesi ha portato l’attenzione sul numero degli avvisi attualmente aperti sulla piattaforma PA digitale 2026, punto di accesso alle risorse per la transizione digitale disponibili per i comuni, più di 720 milioni suddivisi su sei misure: identità digitale; AppIO; PagoPA; Cloud; Misura 1.4.1 “Esperienza del Cittadino nei servizi pubblici”; Misura 1.4.5 “Piattaforma Notifiche Digitali”. Negli ultimi sei mesi sono state recepite sulla piattaforma circa 45.000 candidature, ne risulta che il 94% dei comuni italiani ha inviato almeno una candidatura, con conseguente allocazione delle risorse per oltre 1 miliardo e 200 milioni.  La Misura 1.4.1 del PNRR, dedicata appunto allo sviluppo di servizi digitali, risponde principalmente a due problemi, la frammentazione nell’offerta dei servizi e il gap esperienziale rispetto all’uso di siti web e servizi della PA da parte degli utenti. La Misura 1.4.1 prevede, inoltre, che le PA possano candidarsi per la realizzazione degli interventi di miglioramento dei siti web istituzionali e di eventuali servizi digitali, motivo per cui il Team di Designers Italia ha identificato un modello di sito comunale, disponibile su Designers Italia, e standardizzato e reso disponibile a tutte le amministrazioni pubbliche nove modelli di flussi di servizio, applicabili a una lista di 26 servizi presenti nel “pacchetto cittadino informato”.

Non c’è rischio di discontinuità rispetto al PNRR per il comune di Modena, utilizzerà la leva del digitale per rivedere i processi organizzativi. Con il sostegno del Piano sono stati “approvati Decreti di finanziamento per circa 1,6 milioni di euro sul tema del digitale”, a sostenerlo Luca Chiantore. L’amministrazione si sta qualificando sulla Piattaforma Notifiche Digitali e, oltre ad aver messo a disposizione dei cittadini sull’app IO una serie di servizi, ora è pronta a completare il piano di migrazione alla modalità in cloud.

Rosa Di Palma ha poi evidenziato due aspetti potenziati dal Comune di Barletta attraverso il PNRR: sul piano tecnico sono state attivate azioni di sistema, come l’individuazione degli standard per la gestione dei flussi dei pagamenti elettronici, la gestione dell’interoperabilità dei sistemi di protocollo informatico, l’esposizione dei servizi comunali sull’AppIO e la gestione del portale della Trasparenza e della Comunicazione istituzionale secondo le Linee guida di design per i siti web della pubblica amministrazione dettate dall’Agenzia per l’Italia Digitale; sul piano del sistema organizzativo, invece, sono state attivate azioni di potenziamento della dotazione organica, è stata regolamentata l’organizzazione degli Uffici e dei Servizi, è stato disciplinato il trattamento dei dati all’interno della piattaforma informatica dei dati.

Per Firenze il PNRR rappresenta un aiuto importante per la reingegnerizzazione di ciò che è stato sviluppato e la realizzazione di nuovi servizi. E – come affermato da Ferdinando Abate – “se verranno finanziati tutti gli avvisi a cui l’amministrazione ha partecipato il volume di risorse, a tendere, sarà di circa 6 milioni di euro”. In accordo con il Dipartimento per la Trasformazione Digitale, Firenze sta anche partecipando alla fase sperimentale del progetto per l’utilizzo della Piattaforma Notifiche Digitali; da sempre attenta al patrimonio informativo comunale, la città è tra le prime ad aver ragionato in una logica dataroom, prevedendo la costruzione della Smart City Control Room, un luogo in cui confluiranno tutti i dati trasmessi da sensori, controlli del traffico e altri servizi online.

Nel secondo giro di tavolo si è poi posta l’attenzione sulle iniziative di engagement e progetti di alfabetizzazione informatica che ogni realtà territoriale sta mettendo in atto per migliorare il livello di competenze digitali tra i cittadini.

Per divulgare la cultura del digitale, Firenze ha avviato l’iniziativa Firenze Digitale, una rete di collaborazione tra il comune, la regione, le utility e tutti gli organismi che in qualche modo producono servizi digitali ai cittadini. Il Comune di Barletta ha, invece, aderito con convenzione al portale MyPay Puglia per cui dal 2020 ha obbligato i propri cittadini ad avvalersi di questa modalità di pagamento e la mole di transazioni è immediatamente schizzata al 70%. Modena sta, invece, lavorando per rendere gli sportelli analogici e fisici – URP e Servizi Demografici – luoghi più accoglienti.

In chiusura anche un focus sul processo di migrazione di tutti i comuni italiani dentro l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente e su come partendo da questa esperienza possa esserci un rapporto virtuoso tra centro e territorio per una distribuzione delle risorse del PNRR e del livello di digitalizzazione uniforme su tutto territorio italiano.

Un servizio online ti migliora la vita.

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