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Corso: “Il mobile ha reso digitali i pazienti (ora tocca alla Sanità)”

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Nonostante ritardi e incoerenze nello sviluppo di una strategia eHealth, e la spesa in sanità Digitale resti al di sotto degli standard di quasi tutti i Paesi avanzati, i cittadini italiani sono sempre di più in rete. Cosa l’ICT può fare per l’accrescimento del risparmio e il miglioramento dei servizi, ne ne parla a #forumpa2016

13 Maggio 2016

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Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano

Si sente spesso dire che i cittadini italiani sono poco inclini al digitale. Quando si parla di Sanità, in particolare, il quadro che si dà è spesso quello di una popolazione anziana e poco evoluta incapace di comprendere e utilizzare i servizi digitali. Ebbene, non è certamente questo il quadro che emerge dai numeri! Dall’ultima ricerca svolta dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano in collaborazione con Doxa, su un panel statisticamente rappresentativo di 1.000 cittadini, emerge come il 2016 abbia fatto registrare un vero e proprio boom nell’utilizzo di servizi sanitari online. Non si tratta dei mitici “millennials”, ma di una popolazione matura di età compresa tra i 35 e i 54 anni, una popolazione che, evidentemente già abituata a fruire dei servizi in rete per la propria vita privata e professionale, è ben disposta ad usufruire di servizi sanitari on-line di cui ha bisogno per sé e per la propria famiglia se questi sono sufficientemente semplici ed accessibili da consentire di risparmiare tempo e fatica.

I servizi più utilizzati sono ancora quelli più semplici, primi fra tutti quelli semplicemente informativi contenuti nei siti delle strutture sanitarie, utilizzati regolarmente dal 26% dei cittadini italiani. Subito dopo, tra i servizi più diffusi troviamo la prenotazione online di esami e visite, utilizzata dal 24% dei cittadini, che ha visto un aumento dell’85% degli utilizzatori rispetto all’anno precedente, seguita dai servizi per l’accesso e la consultazione dei documenti clinici e il pagamento delle prestazioni sanitarie, utilizzati rispettivamente dal 15% e dal 14% dei pazienti (+88% e +180% rispetto a quanto rilevato nel 2015).

Oltre a utilizzare servizi messi a disposizione dalle aziende sanitarie, gli italiani sono attivi anche nella ricerca online di informazioni sulla salute: un terzo degli italiani ricorre a internet per ricercare informazioni e opinioni su malattie e problemi di salute, mentre un quarto lo fa per avere maggiori chiarimenti su farmaci e terapie. I canali più utilizzati per informarsi sono le enciclopedie online (es. Wikipedia) e i siti istituzionali, accanto a blog e forum, sempre più diffusi. Un cittadino dunque che appare sempre più responsabile e autonomo nel prendersi carico della propria salute.

L’avvicinamento del cittadino alle tecnologie digitali per informarsi e controllare la propria salute si riscontra anche nell’utilizzo delle App per il monitoraggio dello stile di vita, maggiormente utilizzate dalla fascia della popolazione con un’età compresa tra i 15 e 24 anni. Le App più diffuse – già utilizzate dall’11% dei cittadini – solo quelle per monitorare la frequenza cardiaca, seguite dalle App per monitorare i passi (10%), da quelle per monitorare gli allenamenti (9%) e per monitorare le calorie (7%). Nonostante l’interesse mostrato verso le App per monitorare il sonno, solo l’1% dei cittadini intervistati le utilizza, probabilmente perché occorre acquistare altri dispositivi wearable, spesso costosi, che consentono di rilevare i dati sul sonno (es. braccialetto od orologio).

Sempre più cittadini dichiarano di utilizzare i canali digitali per comunicare con il medico di base (16%, valore più che triplicato rispetto all’anno precedente). Il dato è confermato anche dalla ricerca svolta in collaborazione con FIMMG e Doxapharma su un campione di 656 MMG. Nell’attesa di più complessi e sofisticati sistemi di telemedicina, per comunicare con i propri pazienti, i MMG utilizzano sempre di più nuovi canali digitali, tra cui WhatsApp (53%, +33% rispetto al 2015). Secondo il 58% dei medici che utilizzano l’App, essa consente uno scambio efficace di dati, immagini e informazioni, consentendo di evitare una visita. Dall’altro lato i motivi per cui i medici non utilizzano WhatsApp sono riconducibili all’eventuale aumento del carico di lavoro (49%) e alla creazione di possibili incomprensioni con il paziente (39%).

Poiché sono ormai evidenti i benefici delle App per la salute, che consentono ai cittadini di ottenere maggior consapevolezza sulla propria salute e di modificare il proprio stile di vita per evitare problemi di salute, occorre definire regole e standard sulle App medicali. In questa direzione, il Ministero della Salute ha avviato, nel luglio 2015, un tavolo di lavoro volto a disciplinare la Mobile Health, con l’obiettivo di redigere un regolamento chiaro ed efficace riguardante le “med App”.

Nell’attesa che il tavolo produca i primi risultati, è importante sottolineare che, poiché gli strumenti mobile sono entrati nella vita quotidiana di medici e pazienti, anche le strutture sanitarie devono adattarsi al paradigma della Mobile Health, sviluppando soluzioni mobile per i professionisti sanitari sia per i cittadini. Per questi ultimi, in particolare, la sfida è quella di facilitare ulteriormente l’accesso ai servizi sanitari, in particolare ai cittadini più fragili e anziani, meno abituati all’utilizzo dei canali digitali, ma al tempo stesso più bisognosi di servizi. Strutture sanitarie e Regioni devono quindi sviluppare strategie omnicanale progettando i servizi affinché possano essere fruiti attraverso sportelli fisici, sportelli self-service presso la struttura sanitaria o presso farmacie e supermercati, siti web e App.

Smettiamola quindi di dipingere gli italiani come un popolo di pazienti analogici! Nonostante ritardi e incoerenze nello sviluppo di una strategia eHealth, nonostante la spesa in sanità Digitale resti colpevolmente al di sotto degli standard di quasi tutti i Paesi avanzati, i cittadini italiani sono sempre di più in rete ed è in rete che cercano servizi e informazioni per la salute loro e dei loro cari.

Di questi e altri temi parleremo a #forumPA2016 in occasione del convegno “Il piano per la “salute digitale” a sostegno dell’integrazione sociosanitaria” del 26 maggio. Le iscrizioni sono aperte.

Mentre sono già avviati i lavori del tavolo di lavoro dedicato alla Sanità digitale, all’interno del progetto Cantieri della PA digitale. Il tavolo si è riunito a porte chiuse durante la prima metà dell’anno e in occasione di FORUM PA 2016 si aprirà a una community più ampia, nel corso di una giornata di lavoro collaborativo. Se si desidera partecipare ai lavori, qui maggiori informazioni.

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